E’ arrivata oggi a Taranto la missione istituzionale della commissaria europea per la Coesione e le Riforme, Elisa Ferreira.
Accompagnata da una nutrita delegazione, la commissaria ha incontrato preliminarmente il sindaco del Comune di Taranto e presidente della Provincia di 
Taranto Rinaldo Melucci, con il quale ha intrattenuto un lungo colloquio sugli obiettivi raggiungibili attraverso i progetti candidati al Just Transition Fund, il fondo europeo che finanzia la conversione di quei territori la cui economia dipende prevalentemente da fonti fossili, oltre che sul futuro della grande industria. Il Comune di Taranto, come risaputo, ha predisposto quattro interventi, per un investimento complessivo di 250 milioni di euro: la “Green Belt”, una forestazione spinta del perimetro urbano; il “Sea Hub”, per potenziare la filiera del mare e la mitilicoltura; la “Biennale del Mediterraneo”, ricerca e innovazione sui temi dell’architettura e dell’arte contemporanea; il “Campus ionico della ricerca”, per favorire la nascita di start up e attirare cervelli.
Successivamente, Ferreira ha avuto un incontro con il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, approfondendo il tema della decarbonizzazione che è uno dei capisaldi delle politiche ambientali ed economiche europee e regionali, in stretto accordo con l’indirizzo politico del governo cittadino. La delegazione ha poi incontrato nella biblioteca comunale “Pietro Acclavio” i rappresentati di associazioni e alcuni stakeholder cittadini, per un confronto allargato sulle ricadute del Jtf.
(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/12/17/transizione-si-dallue-sara-giusta-per-taranto3/)
“Dal confronto con la commissaria – le parole del sindaco Melucci – ricaviamo la sensazione di aver svolto bene il nostro lavoro, di aver fatto i compiti a casa e di avere una programmazione strategica sofisticata e in linea con gli obiettivi della transizione giusta europea, anche attraverso i progetti Horizon che abbiamo strutturato. Con Ferreira, inoltre, ci siamo intesi sulla necessità di coinvolgere maggiormente i privati sui pillar loro destinati, all’interno del regolamento del Jtf. Resta il nodo della riconversione dell’industria siderurgica: con l’ipotesi dell’accordo di programma avremmo potuto immaginare di inserire in quel quadro generale anche ulteriori progetti che la sostenessero indirettamente, sfruttando le risorse del jtf, in uno schema che rispettasse le linee guida europee, e offrendo opportunità diffuse; se quell’ipotesi tramonta, almeno secondo il nuovo intendimento del Governo nazionale, allora abbiamo bisogno di ragionarci ulteriormente”.
“L’incontro con la Commissaria europea Elisa Ferreira – il commento del presidente Emiliano – è stato molto utile. Alla commissaria abbiamo spiegato i rischi che stiamo correndo con riferimento all’utilizzo dei fondi per il superamento della questione meridionale (fondi europei, Fondo di Sviluppo e Coesione, fondi per le “Aree interne” e le Zes) a seguito dell’accentramento di poteri in capo alla presidenza del Consiglio dei Ministri, che esautora le regioni del Mezzogiorno sulle politiche di loro maggiore interesse. Questo processo si realizza proprio nel momento in cui le regioni del Sud stanno cominciando a fare bene tutto il loro dovere per dare un contributo alle difficoltà economiche del Mezzogiorno. Ricordo, a tal proposito, che la Puglia è la prima regione italiana e una delle prime d’Europa nella capacità di spesa di questi fondi. La seconda questione di cui abbiamo parlato è l’assurda decisione del governo di definanziare la realizzazione della costruzione dei due nuovi forni a riduzione diretta da parte dell’Ilva in amministrazione straordinaria guidata da Franco Bernabè e della società “Dri d’Italia”, che sono società del governo. Questi lavori sono indispensabili per l’abbattimento delle emissioni pericolose. Il definanziamento di questa gara, che era già stata aggiudicata, determinerà inevitabilmente un ritardo ingiustificato, perché nelle clausole contrattuali era previsto che l’impianto dovesse essere costruito entro il 2026. La gara era stata vinta da una società molto seria e i tempi di realizzazione dell’impianto erano chiari. Il governo, invece, ritenendo che si rischiasse di non rispettare questo termine, ha definanziato il miliardo già dato all’Ilva in amministrazione straordinaria e ha bloccato l’inizio dei lavori. Queste sono le informazioni che abbiamo riferito alla commissaria”.
“Il fondo per la transizione giusta serve a dare sostegno a tutte le regioni in Europa per aiutarle a gestire la transizione. E’ già partito, quello che stiamo aspettando adesso è di ricevere il piano completo dall’Italia che poi dobbiamo realizzare” ha detto la commissaria Ue per la politica regionale, Elisa Ferreira nel punto stampa con i giornalisti.
“Stiamo dialogando con il governo, con le autorità regionali, con le autorità locali perchè dobbiamo identificare i progetti migliori da sostenere. Taranto sarà quella che otterrà il maggior finanziamento, quasi 800 milioni di euro a sostegno della creazione di occupazione, in particolare aiutando i lavoratori o a riqualificarsi o acquisire nuove competenze. Questo sempre con l’obiettivo di creare posti di lavori nuovi o di poter lavorare in quelli preesistenti ma con nuove tecnologie. Per tutti questi motivi è fondamentale per noi avere un dialogo con gli operatori e le autorità a livello locale – ha detto ancora Ferreira che ha definito “molto interessanti gli incontri avuti con il sindaco e il presidente della Regione e adesso abbiamo un confronto con i portatori di interesse locali, sempre nell’ottica di lavorare per l’occupazione e stimolare dinamiche positive a livello locale: l’obiettivo è sostenere lo sviluppo sostenibile, verde, orientato al futuro e soprattutto mirato ai giovani per dar loro una buona qualità di vita qui”. Per poi chiarire che “a Bruxelles non si
decide quale progetto, quante persone e quali aziende saranno coinvolte. Bruxelles dà i fondi e poi sta a livello locale decidere, scegliere i progetti giusti in base alle esigenze locali e fare quello che è necessario. Da Bruxelles arrivano i fondi ma non le decisioni di merito. Sta alle autorità regionali e locali prendere le decisioni in materia. C’è comuque un ottimo dialogo con Comune e Regione”. “Abbiamo parlato molto a lungo questa mattina perchè il mio obiettivo era comprendere le loro preoccupazioni e le loro prospettive. Sono molto lieta di vedere che le prospettive ci sono, sono tantissime, ci sono molti progetti in fase avanzata di preparazione come la forestazione urbana, un progetto per il mar Piccolo, un progetto finanziato da ‘Orizzonte’ che riguarda l’applicazione di tecnologie mediche e scientifiche e l’analisi dell’impatto dell’ambiente sulla salute umana. Sono veramente contenta – ha concluso – di vedere come tutti i portatori di interesse e i soggetti coinvolti a livello locale siano dinamici e motivati a lavorare in questo percorso”.
Ferreira poi ha fatto anche un passaggio sul confronto avuto con le associazioni, i sindacati e altri enti. “Capisco perfettamente la tragedia che avete descritto e comprendo completamente la problematica sull’impatto ambientale e sulla salute, in particolare di quella dei bambini. In effetti, per questo motivo l’Europa ha assunto una leadership mondiale nella sua strategia di riqualificazione dell’industria, che non significa eliminazione dell’industria ma passaggio a una industria che sia veramente pulita, ambientale e sana. Io non posso entrare nel merito di questioni della politica locale e nazionale ma – ha concluso – senz’altro posso dire che le alternative ci sono. Su queste alternative si sta lavorando per trovare una soluzione anche a livello industriale ma che sia compatibile con queste esigenze fondamentali”.
(legig tutti gli articoli sul Fondo di Transizione Giusta https://www.corriereditaranto.it/?s=just+transition+fund&submit=Go)