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Aigi conferma la manifestazione di domani, 9 ottobre, nei pressi di Acciaierie d’Italia. Il raduno è previsto alle 7.00 alla portineria C dello stabilimento siderurgico. Si prevede la presenza di circa 800 tra imprenditori e collaboratori, di mezzi tra i quali i tir, camion e autogrù. Alle 8.30, alla portineria C, seguirà una conferenza stampa e poi un corteo si muoverà verso la Prefettura. Alle 13.00 è previsto l’incontro con il Prefetto Paola Dessì mentre i mezzi si fermeranno al Ponte di Pietra.

La manifestazione è stata indetta da Aigi, alla luce delle notizie del ricorso all’amministrazione straordinaria e conseguente Newco, non smentite dal Governo. “Un secondo bidone di Stato che replicherebbe quanto già accaduto nel 2015 – ha detto l’associazione delle imprese indotto Ex Ilva, nel comunicato stampa – che è costato all’indotto di Taranto ben 150milioni di euro. Riproporre lo stesso schema di 8 anni fa decreterebbe la fine dell’intera economia di Taranto, perché l’ennesima amministrazione straordinaria non consentirebbe i tempi tecnici per la ripresa e metterebbe in ginocchio tutte le imprese”.  Proprio ora che la fabbrica ha ottemperato, così come certificato, al 96% delle prescrizioni ambientali previste dall’Autorizzazione Integrata Ambientale: “E anche per queste ragioni – ha proseguito Aigi – quello in programma domani non sarà un blocco dello stabilimento di cui le imprese dell’indotto, alcune già alla terza generazione, sono parte integrante e rappresentano la componente economica più importante della città”.

L’iniziativa intende mandare un messaggio chiaro al Governo: “La fabbrica che è stata dichiarata di rilevanza strategica nazionale va salvaguardata e rilanciata. Così come va rilanciata la produzione ecocompatibile autorizzata a sei milioni di tonnellate l’anno e vanno garantiti i crediti maturati dalle imprese e dai fornitori” ha continuato l’associazione.  “Senza certezze le imprese rischiano di crollare non potendo garantire  programmazione aziendale. Dunque diciamo no all’amministrazione straordinaria e né alla Newco, che porterebbe solo disastri” ha concluso l’associazione. Aigi. Quest’ultima, peraltro, ha già chiesto di essere parte attiva ad un tavolo di rilancio della grande fabbrica avendone le capacità tecniche e operative.

CGIL e FIOM prendono posizione rispetto alla protesta delle imprese AIGI

Giovanni D’Arcangelo (CGIL)  e Francesco Brigati  (FIOM) chiariscono la loro posizione rispetto la protesta di domani. Per i sindacati, le imprese dell’appalto di Acciaierie d’Italia, oggi divise tra Confindustria e AIGI, non farebbero “alcun cenno sull’attuale gestione” del privato responsabile di “aver portato lo stabilimento siderurgico in una fase di criticità sia in termini di produzione che di interventi manutentivi”, necessari a garantire la sicurezza dei lavoratori e la salvaguardia degli impianti.

Per D’Arcangelo e Brigati sarebbe “del tutto evidente” che la manifestazione organizzata da AIGI rivendichi anche “ulteriori interventi e risorse pubbliche per saldare i debiti del privato”:  “Infatti, la richiesta degli imprenditori è chiara: saldare i debiti del privato, in questo caso di Arcelor Mittal. È ormai un classico della vertenza ex Ilva consegnare i profitti al socio privato e scaricare sulle risorse pubbliche le perdite di una gestione scellerata, quella della multinazionale, che non ha nessuna intenzione di investire sul sito di Taranto”. Le risorse pubbliche non devono essere utilizzate, a detta dei sindacati, per risanare i debiti del privato ma “per consentire un inevitabile processo di risanamento di un sito strategico per il nostro Paese, atteso dal lontano 2012, anno in cui avvenne il sequestro preventivo”.

Dunque, si tratterebbe di un’iniziativa “strumentale”, quando sarebbe stato opportuno un confronto tra le parti: “Crediamo sia necessario ribadire – hanno comunicato le sigle sindacali – che i lavoratori dell’appalto si sono già resi protagonisti di uno sciopero indetto dalle categorie sindacali di CGIL CISL UIL, ovvero quelle dei lavoratori metalmeccanici, edili, delle pulizie e delle mense, dell’energia, dei trasporti e dei somministrati, lo scorso 28 settembre. Una protesta dalle rivendicazioni chiare e che domani parteciperanno al coordinamento nazionale degli RSU FIM FIOM UILM di ADI presso il MIMIT, con l’obiettivo di continuare con le mobilitazioni per dare una sterzata alla vertenza ex Ilva” hanno concluso.

 

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