Votati favorevolmente i provvedimenti sulla contrarietà alla riapertura della ex discarica Vergine e sul rinnovo dell’esame dell’AIA, per lo stabilimento Ex-Ilva. Le mozioni, protagoniste della movimentata seduta di Question time odierno, non hanno una valenza tecnica, ma sono degli atti di indirizzo politico su cui l’amministrazione intende proseguire.

Anche stavolta, il voto del gruppo consiliare di Italia Viva è stato determinante all’interno della compagine di Rinaldo Melucci, perché necessario a raggiungere la soglia numerica legale. Infatti, oggi tra i banchi della maggioranza erano assenti (giustificati) il consigliere comunale e regionale Vincenzo Di Gregorio (PD), Elena Pittaccio (Taranto 2030), Giovanni Liviano (Gruppo Misto) e Salvatore Brisci (Patto per Taranto). Stefania Fornaro (CON Taranto) ha preso parte ai lavori durante la discussione della seconda delibera, non votando il primo provvedimento, sulla ex discarica Vergine. Quest’ultimo è passato grazie a 19 consiglieri, quali 17 di maggioranza e due di opposizione, i civici Luigi Abbate (Taranto senza I.L.V.A.) e Massimo Battista (Una città per cambiare Taranto). I restanti non hanno votato il provvedimento, contro la riapertura della ex discarica Vergine, perché sarebbe solo “strumentale alla propaganda politica” e peraltro sarebbero “scaduti i tempi previsti per presentare le osservazioni”. L’atto di indirizzo politico, sul riesame dell’AIA, invece, è stato votato da 18 consiglieri di maggioranza.

Come si è svolta l’assise cittadina

Durante la prima ora e mezza, i lavori sono stati fermi. Inconcludenti. Ancora una volta, il rancore tra opposizione e maggioranza ha preso il sopravvento e i consiglieri non hanno osservato il giusto decoro, che invece dovrebbe essere ottemperato in un luogo istituzionale. Tutto è iniziato quando, all’inizio della seduta, il consigliere d’opposizione Massimo Battista ha chiesto di anticipare il punto, presentato fuori dalla formalità dell’ordine del giorno, sulla “richiesta di sospensione del licenziamento dei 57 lavoratori dell’Amiu (Kyma Ambiente)”. Mozione che, dopo le varie ingiurie volate tra una parte e l’altra, non è stata più discussa e che sarà oggetto di dibattito nella prossima assise. Il comportamento dei consiglieri è stato richiamato, più volte all’ordine, anche dal numeroso pubblico presente in aula. “Vergognatevi tutti, basta litigare. Fate sempre la stessa scena” hanno tuonato i lavoratori dello stabilimento Pasquinelli. La diatriba si è placata un attimo, quando l’attenzione è stata attirata da una piccola decorazione marmorea, appoggiata in alto sulla finestra, che dal basso sembrava stesse per cadere. A trarre in inganno solo la prospettiva.

Sulla contrarietà alla riapertura della ex discarica Vergine

Ripresi i lavori, il dibattito sul no alla riapertura della discarica Vergine si è incentrato, da parte dell’opposizione “sul ritardo di presentazione delle osservazioni” trovando il dissenso dalla maggioranza, soprattutto dell’assessore all’Ambiente Francesca Viggiano (PD). L’assessore ribadisce: “La Provincia è l’attore principale, per cui non è ritenuto a inviare le osservazioni insieme agli altri, quali le associazioni. Pertanto, non siamo in ritardo perché esprimeremo direttamente il parere, con le varie osservazioni, nel corso della prossima Conferenza di Servizi”.  Ancora, il dibattito è stato alimentato da toni sempre più aspri e tant’è che il presidente del consiglio Piero Bitetti, chiaramente messo alle strette, ha obbligato Abbate a lasciare l’aula, quando ha urlato contro l’assessore Viggiano.

Sull’AIA e l’impianto Pasquinelli

Nel corso della votazione sul riesame dell’AIA, invece, l’acceso dibattito si è spostato sui provvedimenti di tutti i partiti nazionali, sia di destra sia di sinistra, attuati negli anni precedenti a tutela del siderurgico tarantino. Dopo l’approvazione dell’atto di indirizzo politico, è stato anticipato e approvato il punto 27 sullo stabilimento Pasquinelli, a Statte. Il presidente Giampiero Mancarelli di Amiu (Kyma Ambiente), l’azienda urbana dell’igiene di Taranto, ha specificato che l’attività dei 21 lavoratori “è stata prorogata per altri 8 mesi, ossia 4 a testa per le unità divise in due gruppi”. Inoltre, a questi gli verrà “garantita la clausola sociale e l’integrazione salariale, in riferimento al Contratto collettivo nazionale”. Il segretario provinciale UGL Cira Basile, presente in aula, ha commentato: “Al momento non riteniamo che la proroga sia la giusta soluzione; tuttavia, ci permetterà di respirare un po’. Intanto, auspichiamo che si possa risolvere, nel migliore dei modi, la delibera sull’impianto portata dal Revisore dei conti. Non intendiamo mollare fin quando avverrà la totale ripresa dell’impianto Pasquinelli”.

La nuova maggioranza

La nuova maggioranza del sindaco Melucci, nata ufficialmente lo scorso sabato mattina durante il consiglio comunale, ha dimostrato la sua compattezza anche oggi. Fiducia che è stata messa in discussione con la mancanza del numero legale, durante lo scorso Question time sulle delibere ambientali e che ha scatenato le tensioni e le fibrillazioni dell’ultima settimana. In questa nuova compagine politica, tuttavia, vi è ancora la pesante defezione del consigliere regionale Di Gregorio.

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