Prevista una nuova riunione di maggioranza, venerdì 13 ottobre, a Palazzo di Città. Al tavolo, il sindaco Rinaldo Melucci e gruppi consiliari che si confronteranno sui temi e anche sul futuro della nuova compagine politica, ancora in fase di mutamento. Quest’ultima, starebbe anche attraversando dei momenti di tensione, per l’ingresso dei consiglieri di Italia Viva Massimiliano Stellato, Carmen Casula e Michele Patano dall’opposizione, con il voto politico al Bilancio consolidato dello scorso sabato in consiglio comunale. Infatti, secondo alcune indiscrezioni raccolte dal Corriere di Taranto.it, i consiglieri di maggioranza che hanno accettato i riformisti in squadra, sottoscrivendo il documento, potrebbero chiedere al sindaco di prendere dei provvedimenti nei confronti di chi non ha firmato, ossia Stefania Fornaro (CON Taranto), Goffredo Lomuzio, Elena Pittaccio (Taranto 2030) e Vincenzo Di Gregorio (PD). Il consigliere comunale e regionale dem, infatti, ha disertato i lavori delle ultime due sedute e ha dichiarato, pubblicamente e più volte, il suo dissenso nei confronti di Stellato e Casula, perché tra i 17 firmatari della caduta della prima amministrazione Melucci. Difficile intuire, al momento, quali sarebbero le singole intenzioni e pertanto chi potrebbe rischiare di sedersi tra i banchi della minoranza. Fornaro non avrebbe sottoscritto il documento, perché negli ultimi giorni è spesso assente per motivi di lavoro. I consiglieri Lomuzio e Pittaccio, invece, nonostante non abbiano firmato, lo scorso sabato hanno votato il Bilancio e hanno confermato il loro supporto al sindaco Melucci. Ancora, Pittaccio, lunedì poi è stata assente giustificata alla seduta del Question Time.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/10/05/rimpasto-in-arrivo-i-possibili-scenari/ )

Intanto, sembrerebbero esserci delle fibrillazioni anche all’interno di Italia Viva Puglia. Ieri pomeriggio, il coordinamento regionale del Partito di Renzi ha preso le distanze, attraverso un comunicato stampa, dal consigliere Stellato. “Il voto del consigliere Massimiliano Stellato – si apprende – nel consiglio comunale di Taranto, sull’ordine del giorno che nega l’autorizzazione di una nuova AIA per Ilva è inaccettabile per l’intera comunità di Italia Viva”. Un’azione che sarebbe “un’offesa per Matteo Renzi, che da Presidente del consiglio ha affrontato a viso aperto contro ogni populismo, integralismo e accanimento, i problemi di quella vertenza investendo oltre un miliardo sulla cultura, la sanità e lo sviluppo di quella città”. Per i coordinatori regionali “togliere allo stabilimento l’autorizzazione a produrre” significherebbe “vanificare tutti quegli sforzi che, anche contro corrente, sono stati presi con coraggio dal governo Renzi”. Un provvedimento che, come lasciano intendere i coordinatori regionali nel comunicato stampa, sarebbe stato deciso “su tavoli estranei al Partito” anziché nelle “sedi istituzionali opportune”.

Stellato ha replicato: “Sono contrario alla chiusura dello stabilimento ma ero, sono e resterò a favore della trasformazione del ciclo produttivo, della chiusura dell’area a caldo e del processo di decarbonizzazione. Non cambio idea soltanto perché affronto il congresso del mio partito”. Il consigliere riformista fa riferimento al congresso di Italia Viva che si terrà domenica prossima e a cui si è candidato alla segreteria regionale. Infatti, secondo indiscrezioni da noi raccolte, dietro questi attacchi politici ci sarebbero in ballo gli interessi personali, legati al rinnovamento del partito riformista.

One Response

  1. Precisiamo che Italia <viva si definisce centrista e non riformista come , infatti dimostra in ogni sua iniziativa. Mi chiedo, inoltre che vuol dire "interessi personali legati al rinnovamento del partito"? Se si vuol dire che c'è chi aspira ad assumere cariche dirigenziali , lo si dica in modo chiaro. Cmq mi sembra normale che ognuno aspiri a cariche più importanti. Salvo che la giornalista non voglia far intendere altro.

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