La partita dei Giochi del Mediterraneo – assegnati nel 2026 a Taranto – si disputa sul piano squisitamente politico. L’incontro odierno lo ha dimostrato. Al di là delle dichiarazioni di facciata – e questo lo si era capito da mesi – lo scontro è tra due pugliesi doc, il ministro per il sud Raffaele Fitto ed il governatore di Puglia, Michele Emiliano (collegato in remoto). Nel corso delle due ore di confronto romano al quale hanno partecipato dal ministro dello sport, Andrea Abodi, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, il presidente del Comitato Internazionale, Davide Tizzano, il sindaco Rinaldo Melucci, il commissario straordinario Massimo Ferrarese, ci sono stati momenti di tensione con il ministro Fitto che in maniera perentoria ha ricordato che i conti si fanno con il Governo e che il maggior potere decisionale deve essere nelle mani dei suoi rappresentanti.
Ecco perché per la ricomposizione del Comitato Organizzatore locale dei Giochi – che vedrebbe una presenza più incisiva di proprio del Governo e del Coni ed il probabile “sacrificio” del direttore generale Elio Sannicandro, si è deciso di riaggiornarsi a venerdì quando si dovrebbe anche parlare del nuovo Masterplan. L’unica notizia positiva emersa dal summit di Roma è che i Giochi non prenderanno altre strade diverse da Taranto.
Durante la riunione, infatti, i ministri Abodi e Fitto, nel confermare l’impegno del Governo a garantire il regolare svolgimento a Taranto dei XX Giochi del Mediterraneo hanno rappresentato – si legge in una nota – la necessità di modificare in modo sostanziale l’attuale governance del Comitato organizzatore anche mediante la costituzione di un nuovo Comitato organizzatore; hanno confermato l’impegno del Governo, allo stanziamento di eventuali ulteriori somme occorrenti per assicurare la realizzazione degli interventi infrastrutturali, anche alla luce dell’incremento dei costi, nonché per garantire l’organizzazione e il regolare svolgimento dei XX Giochi del Mediterraneo; hanno confermato la volontà del Governo di pervenire, entro il 30 ottobre 2023, all’approvazione del masterplan dei Giochi, previo inoltro al Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo. Il Governo – conclude una nota – conferma che i Giochi rappresentano una fondamentale occasione di rilancio per il territorio di Taranto”.
La versione sull’esito dell’incontro data con una nota congiunta dai due ministri, non è piaciuta, però, al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano,.In un messaggio inviato ad Abodi, Emiliano afferma di essersi ritrovato non la nota concordata nell’incontro del mattino, ma una scritta “sotto dettatura di Fitto che vuole solo gettare discredito sul comitato organizzatore accusandolo dei ritardi dei quali è l’unico responsabile”. Nel messaggio ad Abodi in cui attacca Fitto (che “non fa pervenire neppure al suo stesso commissario Ferrarese i finanziamenti decisi dai precedenti Governi”), Emiliano dice, in riferimento al ministro degli Affari europei, che “seminare discordia è l’unico suo scopo, essendo del tutto disinteressato all’effettivo svolgimento a Taranto dei Giochi del Mediterraneo. Trovo tutto fuori da ogni principio di leale collaborazione e di correttezza anche personale. Da adesso – annuncia Emiliano – dovrò difendere Taranto, la Puglia, la Regione e lo sport italiano senza contare sul Governo. Spero di riuscirci. Nella mia lunga vita istituzionale non ho mai assistito a niente del genere. Ne riferirò al presidente del Consiglio, alla Conferenza delle Regioni e al presidente della Repubblica”.
Emiliano e Melucci hanno stancato. Volente o nolente purtroppo il governo ce l’ha la destra e sono loro a mettere i soldi (la regione non ha messo e non metterà neanche un euro). Che interessi ci sono dietro per mettere a rischio 100 milioni di impianti nel ns. territorio?