Ancora interlocutoria la riunione, di carattere tecnico, tenutasi a Roma tra il Governo ed il Comitato Organizzatore di Taranto 2026 (rappresentato dal capo di gabinetto del presidente della Regione Puglia, Giuseppe Pasquale Roberto Catalano). La ridefinizione proprio del Comitato resta sul tavolo di discussione perché ormai è chiaro che i rappresentanti del governo stiano facendo la voce grossa per poter contare di più anche a livello statutario nel Comitato. Il nodo grosso da sciogliere è quello del direttore generale. Ruolo sinora ricoperto da Elio Sannicandro, uomo di Emiliano, che non piace assolutamente al ministro Fitto.
Si riaggiorneranno la prossima settimana (lunedì?), entro comunque il 30 di ottobre, data entro la quale il Commissario governativo Ferrarese, dovrà presentare il nuovo masterplan che sarebbe già pronto.
Come già rimarcato in precedenza la questione è puramente politica e Taranto, intesa come città, è solo sullo sfondo di un “regolamento di conti”.
Intanto in una lunga nota, il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, presidente del Comitato organizzatore locale invita le parti in causa ad un atto di responsabilità: “In questi mesi di lavoro e confronto, il Governo e il CONI hanno sollevato l’esigenza di una rivisitazione della governance del Comitato organizzatore di Taranto 2026, confermando in ultimo lo scorso 18 ottobre a Roma a tutti i partner istituzionali della importante manifestazione internazionale, l’impegno dell’esecutivo nazionale ad integrare rapidamente, per quanto possibile, la provvista economica, in aderenza ai principi ed agli elementi fondanti dell’originale Masterplan di candidatura presso il CIJM. Degli sforzi compiuti sin qui in favore del capoluogo e dell’area ionica, l’Amministrazione comunale intende ringraziare la Regione Puglia e il Governo, con tutte le loro rispettive componenti.
Nel particolare, circa la nuova governance, il Comune di Taranto ha raccomandato alle parti grande prudenza e senso di responsabilità, soprattutto in vista del ridotto tempo a disposizione, dei richiami degli organismi sportivi internazionali e delle risorse pubbliche già impegnate per l’organizzazione e le progettazioni”.