Nonostante siano passati oltre quattro anni dall’ottenimento della concessione del Molo Polisettoriale, la San Cataldo Container Terminal (società controllata dal gruppo turco Yilport), la svolta tanto attesa per il porto di Taranto tarda ad arrivare.
Anche ieri infatti, dall’incontro tra le organizzazioni sindacali di categoria Fit Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti e i rappresentanti della società presieduto dal presidente dell’Autorità Portuale di Sistema del Mar Ionio, non sono emerse grandi novità. La società ha elencato ancora una volta tutti gli interventi posti in essere sino ad oggi, i risultati conseguiti e gli obiettivi ambiziosi ancora da raggiungere. Ma ieri ha però anche annunciato di non poter effettuare le 20 assunzioni annunciate per lo scorso mese di settembre, poiché ad oggi non ci sarebbero le condizioni né la sostenibilità. Il che non è affatto una buona notizia, anche a fronte della delicata situazione in cui è giunta la vertenza dell’ex Ilva, visto che in tanti in questi anni e ancora oggi guardano allo sviluppo del porto ionico come la via da seguire per traguardare l’economica ionica oltre la monocoltura dell’acciaio. Ma a guardare l’attualità, c’è poco da stare allegri.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/10/16/il-futuro-del-porto-passa-dal-lavoro/)
Anche per questo le organizzazioni sindacali, pur prendendo atto di quanto dichiarato dalla società, non avendo però ricevuto o visionato alcun riscontro documentale, hanno chiesto di racchiudere tutto quanto detto verbalmente in un piano industriale dettagliato da presentare nel breve periodo. Questo anche per poter, grazie alle positività esposte, supportare il processo di proroga della Taranto Port Workers Agency (TPWA), attualmente in corso. Perché la priorità, oggi più che mai e visti gli attuali chiari di luna, è mettere in sicurezza per altri dodici mesi il reddito di 339 lavoratori della ei fu Taranto Container Terminal (dai 560 lavoratori iniziali, ad oggi iscritti alla suddetta agenzia istituita l’8 settembre 2017, con lo scopo attribuitole di ricollocazione previa eventuale riqualificazione dei lavoratori in esubero dall’allora terminalista ex art. 18 (della Legge 84/94) TCT), avendo di fatto agevolato e consentito la ricollocazione ad oggi di oltre 200 lavoratori con competenze di alto livello in materia portuale.
Al termine dell’incontro, il segretario generale della Fit Cisl Oronzio Fiorino, ha voluto “innanzitutto ringraziare il presidente Sergio Prete, anche se influenzato, ha voluto presiedere l’incontro capendo il momento delicato della vertenza e l’importanza fondamentale che la società può avere per lo sviluppo delle attività future del terminal. Come anticipato nella conferenza stampa tenutesi il 16a prospettiva futura per il biennio 24/25 sarà determinante, vedi insediamenti ZES ed altri, per lo svuotamento totale della’Agenzia. Resto fiducioso e positivo dopo il confronto, auspicando che tutto quello che ci è stato prospettato si realizzi in tempi brevi. Nel frattempo confidiamo molto nei nostri parlamentari per ottenere la proroga dell’agenzia, che, darebbe serenità a 339 famiglie”. Vedremo se nel breve periodo ci saranno o meno concrete novità in tal senso.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/07/22/il-porto-di-taranto-resta-allancora/)