Speranze all’orizzonte per alcuni dei 57 lavoratori che rischiano il licenziamento dall’Amiu. Si tratta delle unità in esubero che non sarebbero più funzionali, all’azienda dell’igiene urbana del Comune di Taranto, perché nel corso degli anni hanno sofferto problemi di salute, incorrendo a prescrizioni mediche. Nonostante l’incontro, che avrebbe dovuto tenersi ieri tra i sindacati e i dirigenti dell’Amiu sia stato rinviato, la municipalizzata ha accolto la richiesta di FP CGIL, FIT CISL, UIL TRASPORTI, FIADEL, USB e SIULS di destinare 18 dei 57 esuberi, con parziali inidoneità, a nuove posizioni lavorative aperte quali addetti alla raccolta differenziata, alla guida dei mezzi o vigili ecologici. “Quest’ultime figure professionali – sottolinea UIL TRASPORTI – dovrebbero essere già previste nel Nuovo Contratto di Servizi, per offrire la possibilità di lavorare a chi avrebbe problemi fisici”. Inoltre, la sigla sindacale ribadisce che fin quando “non leggeranno il nuovo Contratto, di cui ancora non si conosce l’esito, la procedura sindacale rimarrà aperta”. Si ricordi che questa fase durerà 30 giorni. Dopodiché verrà presentato il ricorso, dai sindacati, all’ufficio controversie collettive dell’Arpal Puglia di Taranto per avviare la seconda fase, di mobilità, per trovare un accordo da entrambi le parti, datoriali e sindacali. Qualora non venisse raggiunta un’intesa, i sindacati potranno procedere con l’attivazione della seconda fase di procedura amministrativa, allo stesso ufficio e dalla durata di 45 giorni. Il prossimo incontro tra FP CGIL, FIT CISL, UIL TRASPORTI, FIADEL, USB e SIULS e la dirigenza dell’Amiu dovrebbe tenersi martedì 7 novembre.

Cosa dice l’opposizione su Amiu
Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, ieri sera, in via Solito ha illustrato alla cittadinanza le tante problematiche che attanagliano la municipalizzata dell’igiene urbana di Taranto. Anche il consigliere Gianpaolo Vietri ha ribadito che finora “il nuovo Contratto di Servizi è disperso nei meandri di Palazzo di Città e non è ancora stato esaminato dalla Commissione Ambiente”. “Siamo molto preoccupati – ha continuato il consigliere d’opposizione – perché questo documento è essenziale per far ripartire l’azienda, che è sull’orlo del fallimento. Un disastro che l’amministrazione Melucci, in quanto socio unico di maggioranza, sta cercando di risolvere anche attraverso i prestiti, come è accaduto nello scorso consiglio comunale di giugno. Prelievi di cui i cittadini, pagano le conseguenze, perché si tratta di soldi pubblici“. Al tavolo dei lavori, Vietri con le carte alla mano ha illustrato i dati del bilancio Amiu 2022, accompagnato dalla consigliera Tiziana Toscano, dal coordinatore cittadino Gianluca Mongelli e dal presidente del circolo S. Fallone Giacinto Fallone: “L’azienda ha chiuso il 2022 con una passività di 3 milioni e mezzo. Alle perdite del 2022, si aggiungono le perdite degli anni precedenti di circa 2 milioni, con un disavanzo di 5 milioni. E come se non bastasse, i debiti complessivi ammontano a 45 milioni: tra il 2021 e 2022 sono aumentati di ben 8 milioni”. Il consigliere d’opposizione ha specificato che la municipalizzata dell’igiene urbana “non ha più liquidità e i costi di gestione continuano a lievitare”. Ancora, per l’esponente di Fratelli d’Italia le relazioni sarebbero frutto di “previsioni fantasiose” sul futuro aziendale: “L’Amiu conta di sanare il debito nell’arco di cinque anni, attraverso azioni strategiche e l’ausilio del Nuovo contratto di servizi. Si tratta dello stesso arco di tempo in cui la raccolta differenziata sarebbe dovuta arrivare al 65% e invece è ancora ferma al 27%”. Vietri e Toscano non credono sia molto attendibile l’ipotesi di aprire le porte dell’azienda ai privati e concludono: “Se l’Amiu si dovesse fermarsi, inevitabilmente, ne pagheremmo tutti le conseguenze. Pretendiamo che il sindaco esca allo scoperto e che chiarisca, assieme ai vertici aziendali, una volta per tutte come intendono agire”.