A cura di Roberto Orlando – Qualche mese fa, in occasione della Pasqua, parlammo dell’ulivo piantato da Sua Santità Giovanni Paolo II nell’Arsenale di Taranto, non solo simbolo di pace ma messaggio perpetuo che l’allora pontefice polacco volle donare alla comunità dell’Arsenale. Proprio oggi ricorre il 34° anniversario della visita pastorale di Carol Woytila, una visita che non fu casuale: il Papa volle venire a Taranto perché la comunità tarantina aveva davvero bisogno di un messaggio di pace in un periodo drammatico della sua storia. A Taranto imperversava la guerra di mala, le sparatorie si susseguivano praticamente ogni giorno, mentre la crisi del siderurgico e dell’Arsenale lacerava un tessuto sociale fragile, ancor più indebolito dalle mancate risposte della politica e delle istituzioni.
L’attualità del messaggio di pace di Papa Woytila è stato ripreso nei giorni scorsi dal nostro Arcivescovo, monsignor Ciro Miniero, che in Arsenale ha voluto ripercorrere, nel ricordo del Papa polacco, lo stesso pensiero di pace. Il pastore della nostra comunità ha celebrato messa proprio nei luoghi simbolo del passaggio del Santo polacco, la chiesetta che oggi porta proprio il nome di Giovanni Paolo II e l’albero di ulivo, faro di pace al centro dello stabilimento.
Questo un pezzo del discorso di Papa Woytila in Arsenale, che resta sempre attuale:
“Quell’olivo che stasera benedirò nella vostra cappella, vi ricordi questa triplice consegna di pace: innanzitutto, all’interno della realtà molteplice dell’arsenale tra civili e militari, tra statali e privati, tra residenti e imbarcati, tra ufficiali, sottufficiali e reclute; pace, poi, tra l’arsenale e la città, per cercare insieme vie nuove e sane di collaborazione, capaci di arginare le devianze e di costruire il bene comune; pace, infine, come vocazione che tutte le realtà del golfo di Taranto hanno nei confronti del Mediterraneo e del mondo intero”. Queste le parole di Giovanni Paolo II.
