E’ guerra aperta tra la società Network Contacts e i sindacati di categoria SLC CGIL, FISTEL CISL, e UGL TLC, in merito alla vicenda dei lavoratori con cui l’azienda ha deciso di concludere il rapporto di lavoro, dopo l’accertamento di problemi di salute che li avrebbero resi inidonei all’attività lavorativa svolta nel call center.
“Si apprende con stupore dal comunicato stampa delle sigle sindacali SLC CGIL, FISTEL CISL, e UGL TLC della Regione Puglia che Network Contacts avrebbe deciso unilateralmente di “mettere alla fame un gruppo di persone” solo per colpa di essersi ammalate nel corso del tempo a causa dell’attività lavorativa svolta nel call center. La ricostruzione è falsa, infondata, pretestuosa e vergognosa perché piega la legge, manipola i fatti e usa la malattia di dieci lavoratrici e lavoratori su oltre 5.000 per gettare fango sull’azienda con la quale gli stessi sindacati hanno “un conto aperto” si legge nel comunicato stampa dell’azienda. Che ricostruisce i fatti secondo la sua versione: “A seguito della visita medica preassuntiva – obbligatoria – di tutto il personale interessato dal cambio di appalto a favore di Network Contacts (occorso il 16/01/23), il medico del lavoro, dopo aver rilevato che dieci operatori telefonici riscontravano problematiche di salute, tali da renderli parzialmente inidonei alla loro attività lavorativa, ha – obbligatoriamente – trasmesso le sue valutazioni all’azienda, individuando per i dieci lavoratori un periodo di inidoneità lungo 24 mesi. A seguito della comunicazione, l’azienda ha – obbligatoriamente – agito in modo tempestivo al fine di tutelare e non aggravare la posizione sanitaria dei lavoratori, nel rispetto dell’articolo 2087 del codice civile e del decreto sulla sicurezza dei luoghi di lavoro (DLgs 81/2008). L’azienda ha ricollocato, tutelato e gestito la situazione di fragilità di queste dieci persone, preservandone la salute, rispettando la legge e le prescrizioni mediche e garantendo l’intera retribuzione prevista dal contratto individuale di lavoro, fino a settembre 2023 – quando non vi sono più state attività compatibili con il loro stato di salute”. Dopo di che ’azienda sostiene di aver preso atto di “non poter più sostenere tale trattamento di miglior favore visto l’esaurirsi delle attività alternative, l’aggravarsi della crisi strutturale del settore, che ha colpito duramente anche Network Contacts, e la conseguente chiusura delle commesse ove erano stati ricollocati i dieci professionisti parzialmente idonei. Nel pieno rispetto della legge e dei principi giurisprudenziali in materia, a partire dal 1° novembre 2023 Network Contacts ha comunicato che riconoscerà la retribuzione ai lavoratori per le sole ore effettive di lavoro prescritte dal medico competente, tutelando in ogni caso il rapporto di lavoro. È evidente quindi – conclude la società – come il contenuto del comunicato stampa delle organizzazioni sindacali (e neanche tutte vista l’esclusione della Uilcom Puglia) ancora una volta sia falso perché fa presumere che l’azienda avrebbe potuto impiegare i lavoratori nelle attività di gestione documentale, pur nella consapevolezza che tali attività sono cessate; infedele perché non fa volutamente emergere che nei giudizi di inidoneità l’azienda si deve attenere alle disposizioni di legge e alle prescrizioni mediche senza alcuna discrezionalità; strumentale visto che ricostruisce artatamente i fatti al solo fine di danneggiare l’immagine di Network Contacts, che è la seconda azienda più grande della Puglia per numero di occupati sul territorio e che da anni è all’avanguardia nell’utilizzo di sistemi di welfare a tutela del benessere e della salute dei propri lavoratori; pretestuoso perché chiama in causa il committente, che è privo di responsabilità, al solo fine di sperare in una maggiore visibilità”.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/10/26/network-contacts-ed-enel-una-vergogna-per-la-puglia/)
Immediata la replica delle segreterie provinciali di SLC CGIL, FISTEL CISL ed UGL TLC. “La reazione così verbalmente violenta di Networks Contact mostra un certo nervosismo aziendale che non abbiamo difficoltà a comprendere – si legge nella nota unitaria -. Data questa premessa, rispediamo le accuse al mittente: di falso, strumentale e vergognoso è solo il comportamento di chi guadagna sulla pelle dei lavoratori, specie quelli che hanno problemi di salute. Anzi, volendo rilanciare, sosteniamo che un’ “azienda”,volutamente virgolettato, che si comporta così, è solo immorale. L’azienda non si sforzi, non esiste nessuna normativa contrattuale (vorremmo anche definirla etica dato il tenore della comunicazione) che autorizzi a fare quanto hanno proceduto, mettendo alla fame i lavoratori. Se l’azienda ha un problema di questo tipo, avrebbe potuto far sostenere visite mediche ai lavoratori coinvolti dagli enti preposti e successivamente concordare le organizzazioni sindacali per discutere di come risolvere il problema. Invece no, si è preferito tagliare alla radice e mettere alla fame”. “Network se ne faccia una ragione: se entro lunedì non ritirerà quelle lettere, come annunciato in conferenza stampa procederemo a tramutare quella diffida già presentata in denuncia – confermano i sindacati -. Enel la smetta di nascondersi: nel loro appalto di gara era previsto il rispetto integrale del CCNL TLC che il suo fornitore Network sta calpestando. Se continua il mutismo da parte del committente, anche ENEL sarà chiamata in causa come responsabile in solido…alla faccia dei buoni propositi e della cura dei cittadini di cui si vantano in televisione”.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/10/23/enel-a-taranto-a-rischio-90-lavoratori/)