In attesa di capire dove e a cosa porterà la trattativa in essere tra il governo e ArcelorMittal sul futuro del siderurgico tarantino, la priorità resta la tutela degli impianti da un lato e la sicurezza dei lavoratori dall’altro. A metterlo nero su bianco questa volta non sono i sindacati metalmeccanici o le RSU di stabilimento, ma il Capo di Gabinetto del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il consigliere Mauro Nori in una informativa inviata giovedì all’amministratore delegato di Acciaierie d’Italia spa Lucia Morselli (e per conoscenza al direttore generale dell’INPS e della Direzione Generale Ammortizzatori Sociali).
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/10/26/eviteremo-chiusura-ex-ilva-ad-ogni-costo/)
Nella missiva si legge che “come è noto, è massima l’attenzione delle Istituzioni governative volta a sostenere il settore della siderurgia italiana e, in particolare, la salvaguardia del Polo industriale di Taranto da perseguire, auspicabilmente, attraverso il rilancio degli investimenti e la realizzazione di una transizione verso la totale “decarbonizzazione” del processo produttivo dell’acciaio”. Al tempo stesso, proseguono dal ministero del Lavoro, “vi è consapevolezza delle difficoltà che sono state rappresentate dalla Società in termini di approvvigionamento delle materie prime e dei costi connessi alla crisi energetica con riflessi negativi sui livelli di produttività tali da determinare l’esigenza di far ricorso, ulteriormente, a misure di sostegno al reddito per i lavoratori. In proposito, si fa presente che nelle interlocuzioni che le Amministrazioni interessate hanno avuto con ireferenti delle organizzazioni sindacali, da ultimo nel corso di un incontro tenutosi lo scorso 20 ottobre 2023 a Palazzo Chigi, è stato rappresentato, quale fattore di preoccupazione, il numero elevato di lavoratori addetti alla manutenzione coinvolto nelle sospensioni in cassa integrazione, circostanza, questa, che può comportare, di fatto,un significativo indebolimento della sorveglianza in ordine alla messa in sicurezza degli impianti stessi”.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/10/24/ex-ilva-il-governo-taglia-invitalia/)
Pertanto, conclude il Capo di Gabinetto, “attese le esigenze della Società di individuare il personale interessato dal ricorso al trattamento straordinario di integrazione salariale in coerenza con l’attuazione delle iniziative sottese al piano aziendale predisposto, considerando la particolare natura e stato degli impianti richiamati, si sottolinea la necessità che sia posta la massima attenzione al rispetto della sicurezza nei luoghi di lavoro da garantire, anche, evitando che nei processi di sospensione del lavoro possano essere coinvolte le maestranze addette alla manutenzione degli impianti e alla sorveglianza delle attività afferenti alla sicurezza in argomento”.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/10/17/lex-ilva-si-avvia-allo-spegnimento/)
Del resto, qualunque sarà l’esito finale del delicato momento attuale, la manutenzione degli impianti e il controllo sulla qualità delle materie prime è prioritaria sia per la tutela della sicurezza dei lavoratori che per il rispetto delle norme ambientali, oltre che per gli interessi stessi dell’azienda, visto che si tratta di impianti che costituiscono l’ossatura di uno degli asset industriali più importanti di questo Paese e dell’Europa. Tasto su cui da mesi battono i sindacati metalmeccanici che ben conoscono ciò che accade all’interno della fabbrica tarantina,
(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/09/26/ex-ilva-il-countdown-finale-e-iniziato/)