L’ha annusata, l’ha sfiorata, l’ha anche toccata con mano ad un certo punto, ma se l’è fatta sfuggire sul più bello la vittoria sui Campioni d’Italia in carica dell’Itas Trentino. Ed, invece, la Gioiella Prisma Taranto si deve accontentare di un solo punticino (alla vigilia sarebbe stato accolto molto volentieri) quando ne avrebbe meritati almeno due. Quel vantaggio di 21-17 del quarto set, sul punteggio in favore di 2-1 per i rossoblù, non gestito nel migliore dei modi mentalmente, lascia un grande rammarico.
Le pagelle di Trento-Taranto 3-2:
TRINIDAD DE HARO 6,5: dicono che abbia ampi margini di miglioramento. Qualcosa di buono la fa vedere già in questa occasione al cospetto di un avversario di un altro livello. Il suo palleggio non è morbido e felpato ma è efficace soprattutto quando gioca palla alta sul suo oppostone. Gli manca, forse, la velocità di uscita in banda. L’intesa con i centrali, invece, è già rodata;
RUSSELL 8: 28 punti, dei quali 25 in attacco (52% di efficienza su 48 palloni attaccati) e 3 in battuta. Errori punto 2, muri subìti 2, errori in battuta 7. L’americano tira fuori una prestazione portentosa. Dalla linea dei nove metri e dalla seconda linea non lascia molto scampo a ricezione e muro avversario. Se gioca sempre così, ci sarà da stropicciarsi gli occhi;
ALLETTI 6,5: 6 punti (4 su 6 in attacco e 67% di efficienza), di cui 1 ace e 1 muro. Gara sufficiente, classica di quei centrali che in una partita tirata sino al tie-break non si vedono ma ci sono grazie al lavoro oscuro che fanno;
JENDRYK 6,5: 8 punti di cui 7 in attacco (62% di efficienza su 13 palloni) e 1 a muro. Non ripete l’exploit clamoroso del match con Verona (26 punti) ma gioca sempre su buoni livelli ed è uno che sbaglia poco;
GUTIERREZ 7: 11 punti, di cui 9 in attacco (50% di efficienza su 18 palloni attaccati) e 2 a muro. Errori in attacco 2, muri subìti 1, errori in battuta 1. Ricezione positiva 42% (31% perfetta) su 26 palloni ricevuti, ace subìti 2.Straripante fisicamente per due set (il secondo ed il terzo), poi deve arrendersi a qualche problema muscolare e viene usato con parsimonia. Peccato;
LANZA 6: 12 punti, di cui 7 in attacco (23% di efficienza, su 30 palloni attaccati), 1 a muro e 4 in battuta. Errori in attacco 3, muri subìti 6, errori in battuta 3; Ricezione positiva 39% (26% perfetta) su 31 palloni ricevuti, ace subìti 1. Un boato lo ha accolto in quella che è stata la sua casa per tanti anni. Si è notato che voleva far bella figura davanti ai suoi tifosi ma come evidenziato in precedenza deve riabituarsi agli alti ritmi della Superlega italiana. Gioca a sprazzi, in attacco fatica a passare con continuità. In battuta però è un pericolo costante per la seconda linea dell’Itas;
RIZZO 6: Ricezione positiva 31%, perfetta 25% su 16 palloni ricevuti (1 ace subìto). Meglio, molto meglio, rispetto al match con Verona nella fase di difesa e ricostruzione dell’azione. Mette ordine anche se alla lunga la battuta di Trento lo pizzica nei momenti giusti;
RAFFAELLI 6: 3 punti (3 su 8 in attacco e 38% di efficienza). Ricezione 64% positiva e 34 % perfetta su 11 palloni ricevuti. Entra al posto di Gutierrez all’inizio del quarto set in un momento in cui la sua squadra pensa di portarsi a casa i tre punti ma l’equilibrio che dona nei fondamentali passivi viene bilanciato dal poco peso specifico in attacco;
MASTRANGELO 7: il primo set aveva scoraggiato tutti. Sembrava l’ultimo del match d’esordio con Verona, ossia con una squadra quasi in balìa dell’avversario. Ed, invece il coach, riesce prima a ricostruire psicologicamente il gruppo e poi lo guida con pazienza sino a trovare un buonissimo livello di gioco, grazie all’ottimo servizio che toglie sicurezza al cambio palla di Trento ma anche ad una fase di muro-difesa allineata e coperta. Peccato non aver concluso l’opera con un successo che sarebbe entrato di diritto nella storia del volley tarantino.
ITAS TRENTINO 6,5: reduce da un tie-break esterno e con una Supercoppa da giocare a ridosso di questo impegno con Taranto (martedì), la squadra campione d’Italia in carica evidenzia la stanchezza dei tanti reduci dagli impegni internazionali con le rispettive nazionali. Ma nel momento in cui vede il baratro, come tutte le grandi squadre sanno fare, trova la forza per rialzarsi e ribaltare il match grazie soprattutto a Michieletto che sul finale del quarto set risulta decisivo. Ricezione in difficoltà sulle bordate di Lanza e Russell.
*foto legavolley.it