L’addio di Melucci a quel Pd, nel quale era ormai un separato in casa, non ha creato chissà quali terremoti politici e mediatici. Era un qualcosa che era nell’aria da tempo nonostante appena 40 giorni fa il primo cittadino di Taranto aveva fatto da (freddo) padrone di casa all’ospite importante (la segretaria nazionale del partito Elly Schlein), lui che aveva caldeggiato l’elezione ai vertici del partito, invece, di Stefano Bonaccini. Nel frattempo “tubava” anche, per cliccare aggiorna sulla sua maggioranza in consiglio comunale, con chi già una volta l’aveva tradito (Stellato di Italia Viva, emblema della fluidità politica moderna).

E non è un caso che nel corso della visita, sabato scorso a Bari, lo stesso leader di Italia Viva, Matteo Renzi, abbia speso parole molto vicine ad un endorsment vero e proprio nei confronti di  Rinaldo Melucci:

“Abbiamo un rapporto con Melucci che è di lunga data. Prendo atto che se n’è andato dal Pd, lo ha fatto in modo molto civile e sicuramente è un fatto che costituisce una novità politica. Però noi non tiriamo per la giacchetta nessuno. Siamo molto convinti che Melucci continuerà a dare un importante contributo a livello cittadino e, come ovvio, io credo che abbia un futuro anche oltre la sua città”.

Insomma la strada sembra spianata verso un futuro centrista del sindaco di Taranto, con il Partito Democratico che resta come un’immagine sfocata sullo sfondo, Come accade a livello nazionale. Un partito dalle poche idee e confuse, lontano da quel consenso popolare e popolano dei tempi migliori, che si limita alla solita catena di comunicati stampa che lasciano il tempo che trovano. Si attende da un pò che faccia realmente qualcosa di sinistra…

A proposito di comunicati stampa. Da Palazzo di Città, qualcuno (il vice sindaco Manzulli, uno che di public speech se ne intende),  forse non ha compreso bene la differenza tra un comunicato stampa ed un post social e tra amministratore pubblico e politico. Difendersi dagli attacchi (a volte sconclusionati) dell’opposizione che prima era maggioranza (nella fattispecie Liviano), senza dati attendibili alla mano (ossia quanto si rinfaccia a chi lo attacca), svuota di contenuti la difesa stessa.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *