Resta ancora in bilico la questione legata alla fornitura di gas per il siderurgico di Taranto. Il Tar Lombardia (sezione prima), con un decreto firmato ieri dal presidente Antonio Vinciguerra, ha congelato la sospensione delle forniture gas all’ex Ilva da parte di Snam almeno sino al prossimo 8 novembre, giorno in cui si svolgerà la camera di consiglio in merito al ricorso presentato da Acciaierie d’Italia avverso la comunicazione della società di distribuzione gas dello scorso 19 ottobre (vista la scadenza della proroga ottenuta il 30 settembre al 18 ottobre), con la quale comunicava che proprio il prossimo 8 novembre avrebbe operato la così detta discatura del punto di prelievo gas di Acciaierie d’Italia bloccando a monte la fornitura, a seguito dell’ultimo provvedimento dell’Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente).
Acciaierie d’Italia ha infatti chiesto al Tar Lombardi l’annullamento della deliberazione dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente del 7 settembre scorso, avente a oggetto “DISPOSIZIONI URGENTI IN TEMA DI SERVIZIO DI DEFAULT TRASPORTO EROGATO ALLA SOCIETÀ ACCIAIERIE D’ITALIA S.P.A.”, che aveva accolto soltanto parzialmente (sino al 30.09.2023) la richiesta di deroga al termine di sessanta giorni previsto dalla deliberazione 249/2012/R/gas per l’erogazione del Servizio di Default Trasporto
presentata da Acciaierie d’Italia S.p.A. il 2 agosto con richiesta di estensione del servizio almeno sino al 31.12.2023.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/09/08/ex-ilva-sul-gas-snam-chiede-garanzie/)
Lo scorso 7 settembre l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) aveva infatti deliberato di prevedere che il servizio di default trasporto nei confronti della società AdI venisse erogato fino al 30 settembre 2023, in deroga al termine di sessanta giorni stabilito dalla deliberazione 249/2012/R/gas, a condizione che fossero puntualmente rispettati dalla medesima società i pagamenti delle fatture per il servizio usufruito. E di prevedere che, in considerazione delle finalità e della natura transitoria del servizio di default trasporto, AdI aggiornasse tempestivamente l’Autorità, in merito alle attività intraprese al fine di trovare un venditore sul libero mercato quanto prima, comunicando, al termine del corrente mese, eventuali difficoltà incontrate. Proprio il giorno precedente la delibera, il 6 settembre, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, “in ragione della perdurante necessità di garantire la continuità del funzionamento produttivo degli stabilimenti industriali di interesse strategico, soprattutto in relazione ai rilevanti profili di protezione dell’ambiente e della salute, alla base del decreto legge 5 gennaio 2015, n. 1, ed in coerenza con gli indirizzi di cui alla lettera 24 dicembre 2014”, aveva invitato l’Autorità a valutare l’estensione del servizio di default trasporto presso gli stabilimenti gestiti da AdI oltre il termine previsto dalla deliberazione 249/2012/R/gas, a condizione che venissero puntualmente rispettati da AdI i pagamenti delle fatture per il medesimo servizio.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/10/24/ex-ilva-il-governo-taglia-invitalia/)
Qualora la sentenza del Tar Lombardia dovesse essere favorevole alla società, bisognerà comunque trovare le risorse economiche necessarie per la fornitura di gas come aveva annunciato il presidente della Holding Franco Bernabè nelle scorse settimane. Durante l’audizione presso la IX commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, Bernabè era tornato a sottolineare come la situazione economica di Acciaierie d’Italia nell’ultimo anno “si è aggravata nell’ultimo anno in modo rilevantissimo, perché il costo dell’energia è passato da 200-250-300 milioni di euro ad oltre 1 miliardo e 400 milioni. In parte, i provvedimenti del Governo hanno consentito di fronteggiare il problema attraverso il decreto Imposta, ma l’onere di oltre 1 miliardo per una società che deve comprare materie prime oltre che ovviamente energia, e che gestisce un business sostanzialmente povero come quello dell’acciaio, non è sostenibile“. Di conseguenza, aveva affermato Bernabè, Adi nel corso del 2022 “ha accumulato un debito rilevante con i fornitori di energia. La crisi energetica ha determinato una una riduzione del finanziamento del circolante con la cassa generata autonomamente e questo ha costretto a ridurre i livelli produttivi e ha impedito di procedere all’emissione di ordini per la realizzazione dei nuovi impianti”. Avvertendo il Parlamento dell’imminente scadenza el servizio di default. Che dovrebbe quindi essere sostituito da una fornitura commerciale che però l’azienda non è in grado di sostenere economicamente, perché il fornitore chiede un “pagamento anticipato di 100 milioni di euro che la società non è in grado di fare, visto che nessuno si fiderebbe di una società che non ha risorse finanziarie a sufficienza. Si aprirebbe quindi un “rischio imminente di interruzione della fornitura di gas“. Che il Tar Lombardia ha per il momento soltanto rimandato. Ma visti i precedenti, difficilmente questa vicenda potrà avere un epilogo drammatico: probabilmente servirà un nuovo intervento del governo per ottenere una nuova proroga almeno sino al prossimo 31 dicembre.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/10/17/lex-ilva-si-avvia-allo-spegnimento/)
Infine, Acciaierie d’Italia ha comunicato che nella giornata odierna si è verificato un incidente nella centrale energetica dello Stabilimento di Taranto, nel quale è stato coinvolto un operatore di una ditta appaltatrice esterna. L’operatore, impegnato nel rivestimento delle tubature, è stato prontamente soccorso dal servizio sanitario interno e attualmente si trova in infermeria di Stabilimento. L’Azienda ha aperto un’indagine interna per accertare la dinamica di quanto accaduto. Acciaierie d’Italia si riserva di valutare possibili azioni nei confronti della ditta appaltatrice in relazione all’eventuale mancato rispetto delle procedure di sicurezza previste nel contratto di appalto.
(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/09/26/ex-ilva-il-countdown-finale-e-iniziato/)