
«L’idea nasce dalla mia passione per il cinema e il mondo dell’audiovisivo in genere» Inizia così Giovanni Talamo, giovane tarantino, a raccontare il suo nuovo esperimento culturale “Archivio RitrovaTA”, che con un gioco di parole si prepone di riordinare la memoria collettiva di un popolo, sovente, reo di scrivere la sua storia sulla sabbia. «Utilizzo materiali d’archivio seguendo un filone cinematografico sperimentale, e in questo modo acquisiscono un nuovo significato. Quando ho iniziato a raccogliere i video, volevo creare una realtà territoriale che potesse aspirare a un network nazionale e internazionale, con l’intento di stimolare collaborazioni con altri archivi, creando vere e proprie reti fra città, allo scopo di divulgare la Taranto che fu».
Archivio RitrovaTA si occupa di recuperare e valorizzare la memoria audiovisiva della popolazione dei Due Mari, con un archivio digitale contenente i ricordi delle famiglie locali attraverso il cinema amatoriale; quello “fatto in casa”. In questo modo, il progetto di Talamo finisce per «raccontare un popolo attraverso i suoi documenti audiovisivi, partendo da un’individualità familiare che, inevitabilmente, diviene memoria collettiva di una città».
Fino a oggi Giovanni ha raccolto una ventina di video d’epoca, digitalizzandoli a partire dai formati Super8, mini DV, Digital 8, 8mm che era possibile ritrovare nelle famiglie del tempo, ma non solo. Anche i formati VHS e VHS-C, più moderni rispetto alla pellicola, rappresentano la materia prima dell’ambizioso archivio. «La mia attenzione – precisa il giovane appassionato – ricade maggiormente sul formato pellicola, in quanto incarna un gusto estetico particolare, lontano dalle immagini contemporanee, stimolando una memoria per così dire “diversa”. Il fatto che una pellicola sia rovinata dai segni del tempo, funge da richiamo concettuale ed estetico al “ricordo”».
Sul medio termine, Giovanni Talamo ha intenzione di far emergere l’archivio attraverso iniziative culturali, eventi e mostre dove vengano messi in primo piano sia i filmini che la famiglie protagoniste. «Per adesso il video più vecchio dell’Archivio RitrovaTA risale agli anni ’60. Si vede una famiglia, nella fattispecie quella di mia madre – in quanto sono partito dal materiale trovato in casa – mentre trascorre la domenica sulla spiaggia di Lido Azzurro e gli adulti ballano e giocano con i figli. È una visione che fornisce tanti spunti, anche sul cambiamento morfologico del paesaggio».
In particolare, fra i video trattati sino a oggi, a colpire l’ambizioso concittadino è stato il nastro del 1966 “I Granaldi al mare” in Super8. «Una famiglia si ritrova presso la località balneare di Capitolo a Monopoli, e anche qui i genitori giocano con i figli, ma la cosa che più mi ha colpito è stata la tecnica delle riprese molto equilibrate, con un senso estetico importante: sembrano quasi professionali. Questo filmato, nella fattispecie, appartiene alla sezione “Tarantini in Vacanza”».
In merito all’attività condotta sino a oggi, Giovanni Talamo rileva che: «Dalle stesse riprese si possono ricavare numerose differenze qualitative. Magari qualcuno aveva abilità cinematografiche nella regia, mentre altri erano più “improvvisati”. Molto spesso, però – fa notare – gli autori di queste riprese non si conoscono, ricadendo nelle categorie di cineamatori o appassionati di regia che, magari, riprendevano solo in famiglia o con gli amici, poiché svolgevano tutt’altro lavoro».
La vera ricchezza di Archivio RitrovaTA sta nella call to action alla cittadinanza: «Quello che faccio è un vero e proprio richiamo alla popolazione; ai miei concittadini, per partecipare al processo di creazione di questo archivio mettendosi in gioco, donando i propri ricordi affinché possano esistere nella memoria collettiva. C’è da dire che più tempo i vecchi supporti rimangono “fermi”, più è facile che siano soggetti a corrosione, e il mio intento è anche quello di salvare questi documenti preziosi, che sono piccoli tesori».
Archivio RitrovaTA è attualmente attivo su Facebook, Instagram e sul sito web archivioritrovata.it con tutte le info utili e le curiosità. «Chi è interessato mi può contattare sui social o per e-mail, scrivendo a: inforitrovata@gmail.com. Nella pratica mi occupo di acquisire il supporto dov’è presente il filmato, lo digitalizzo, e restituisco al legittimo proprietario sia l’originale che mi ha consegnato, che la copia digitalizzata. In questo momento mi servirebbero, in particolare, video di matrimoni, compleanni, vita quotidiana e vacanze, oltre che riprese indipendenti o anche effettuate da artisti».
Talamo ci tiene molto a specificare una cosa a piè di pagina: «Perché utilizzo l’audiovisivo e non le fotografie? Semplice: perché l’audiovisivo è puro movimento e riporta all’azione del ricordo. Quando noi ricordiamo, ci muoviamo all’interno del tempo della memoria».
*Nell’articolo sono presenti cinque frame provenienti dai filmati dell’Archivio RitrovaTA




