Con questo post sui social comparso un paio di settimane fa: “Stiamo entrando nella fase delle scelte definitive per i temi, le iniziative, gli ospiti, e la line up del prossimo Medimex. Ormai sappiamo, quasi con certezza, quali sono le band disponibili durante le nostre date e stiamo lavorando sul budget, la logistica e gli altri rivoli che determinano la chiusura dei contratti. A volte gli accordi saltano per un’inezia. Sappiamo che vi piace essere aggiornati. L’aria è buona”, il direttore artistico di quello che è ormai uno dei cinque festival più importanti in Italia, Cesare Veronico, ha stuzzicato la curiosità dei tanti appassionati di musica che vogliono sapere chi salirà sul palco della Rotonda del Lungomare dal 19 al 24 giugno 2024. Un post quasi di “cazzeggio”.. che ha totalizzato circa 50 mila visualizzazioni e che ha scatenato il toto line-up.

Cesare Veronico

Rintracciato telefonicamente, il direttore Veronico ci è parso carico e “stuzzicante” come nel post.  Conferma tutto: “Ci sono, in questo momento, in atto trattative che lasciano ben sperare sulla tenuta della qualità della prossima edizione del Medimex, addirittura con potenziali sorprese positive per lo spessore dei nomi in ballo”.

Quest’ultima frase ci fa immergere nel mondo dei sogni (Rolling Stones, U2, Depeche Mode, Red Hot Chili Peppers, Ed Sheeran) e lui non fa nulla per frantumarli, nonostante la realtà ci dica che sono nomi che necessitano di un corposo extra budget e di una location differente dalla Rotonda del Lungomare (capienza 8 mila spettatori): “Se mi dicessero che, ad esempio, i Depeche Mode hanno una data libera coincidente con il Medimex, e che sono disponibili, io il problema, intanto, me lo pongo. Le opportunità posso nascere all’improvviso e sono da cogliere al volo. Poi ci ragioni su, ci fai tutte le valutazioni del caso. Nick Cave ad esempio, uno dei migliori live act del Medimex, è venuto a Taranto perché saltò una data a Mosca per via della guerra. Ce lo proposero e cogliemmo l’occasione”.

Di base c’è da aggiungere che il management di queste grosse band vanno tutte sul sicuro e si scelgono sempre i posti dove sanno di poter arrivare al sold out. Ecco quindi che la doppietta Roma- Milano in Italia è consuetudine.

Ma come funziona il processo di avvicinamento alla line-up definitiva? “La settimana successiva alla fine del Medimex ho ricevuto le telefonate da parte dei più importanti agenti italiani e stranieri che mi proponevano i nomi per il cartellone del 2024 – spiega Veronico – Ormai abbiamo acquisito una certa credibilità e l’eco della buona riuscita del festival supera anche i confini del nostro Paese. Quindi si comincia a ragionare sui nomi. Molti di quelli proposti l’estate scorsa sono in ballo tutt’ora. Ma c’è da districarsi in mezzo a diversi paletti. Anzitutto è fondamentale, se si tratta di band che vengono da oltreoceano, che questa sia in Europa nel periodo del Medimex, e che per una serie di incastri, si riesca ad inserire a Taranto una data del tour. Poi si ragiona sull’offerta economica dove spesso la base di partenza te la devi immaginare”.

I nomi in ballo in questo momento sono una dozzina, scritti su dei pizzini che Veronico confessa di non lasciare mai in giro e di tenere sempre in tasca: “La notte mi fermo e comincio ad immaginare a come una band possa abbinarsi ad un’altra all’interno del cartellone del Medimex. Quest’anno spero di essere più fortunato rispetto allo scorso quando a marzo dovetti rivedere tutta la programmazione fatta sino ad allora, facendo un miracolo per arrivare in tempo (i Cult ad esempio firmarono l’accordo la notte prima della presentazione ufficiale, ndc).”

Ovviamente nomi dalla bocca di Veronico non ne escono anche se ci ha confermato i tentativi fatti nelle recenti edizioni di portare a Taranto, ad esempio, i Simple Minds, gli Artic Monkey, o Jamiroquai, piuttosto che Tears for Fears .

Dunque proviamo ad azzardare una lista di nomi che potrebbe avvicinarsi a quella sul “pizzino” di Veronico: Blur (non ci sono notizie di tour però per il 2024), Smashing Pumpkins (in attesa di conoscere quando vengono in Europa), Green Day, Massive Attack (di solito fanno una sola data in Italia), Steven Wilson (ha un disco in promozione e starebbe riflettendo sulla possibilità di tornare on stage dopo il tour 2023 con i Porcupine Thee), Pj Harvey, gli Interpol.

Una cosa è certa, non ci saranno italiani. Diodato ha rappresentato un’eccezione: “Ci ha espresso il desiderio di cominciare il suo tour dal palco del Medimex, che per lui rappresentava quasi un sogno. E noi siamo stati ben lieti di accoglierlo. Ma non vogliamo far concorrenza agli altri organizzatori pugliesi per gli artisti italiani. Sono bravi e riescono a soddisfare tutte le esigenze del variegato pubblico”.

Ad oggi l’unica certezza è rappresentata dal contributo che il Medimex fornirà al cambiamento di narrazione di Taranto, ora conosciuta anche per essere la città di uno dei festival di musica più importanti in Italia. Anzi, nella sua specificità di Music Conference e Festival viene considerato la migliore manifestazione in Italia, grazie alle mostre (inventori di un format che vede la cultura musica promossa all’interno Museo Archeologico), i racconti, il mapping, gli incontri professionali e gli educational.

*credit foto di apertura www.medimex.it

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