E’ di qualche giorno fa il provvedimento della Cassazione che, in coerenza alla cosiddetta “Riforma Cartabia” consente in Italia di unificare separazione e divorzio e concentrare tale atto in pochi mesi. Costante nei primi Anni Duemila, il numero dei divorzi in Italia è sensibilmente aumentato dopo la pandemia Sars Covid-19: attualmente si registrano quasi centomila divorzi l’anno, con un +25% rispetto agli anni scorsi e una costante percentuale dell’80% dei divorzi consensuali.

Al contrario di quanto lascerebbero pensare questi numeri, tuttavia l’istituto del divorzio è ancora poco e male praticato nel nostro Paese rispetto ad altre realtà europee, come spiega il bel saggio intitolato “La via d’uscita” pubblicato la scorsa settimana da Giancarlo Dimaggio, tra i più noti psicoterapeuti italiani e già autore di due saggi illuminanti sul narcisismo dilagante (“L’illusione narcisistica”, 2016 e “Il diavolo prende l’ultimo”, 2021) oltre che di numerosi articoli derivanti dalla sua esperienza di psichiatra all’estero e presso il DSM di Roma Est.

L’analisi di Dimaggio è impietosa: in Italia il disagio che genera una separazione o un divorzio non è solo di carattere psichico perché, complice un regime di comunione dei beni piuttosto arcaico, soprattutto per la donna lasciare il marito spesso genera un disastro economico oltre che affettivo. Non dimentichiamo che in Italia il dato dei femminicidi è in costante crescita (81 nel corrente anno, in maggioranza dovuti a partner violenti, con un triste primato in Lombardia, Piemonte ed Emilia).

Il tema della fragilità economica del soggetto debole si riverbera, secondo l’autore, in relazioni affettivamente sbilanciate, talvolta esondate in vera e propria patologia (“dipendenza affettiva”) con effetti devastanti soprattutto  perché nel nostro Paese solo una coppia su quattro si sposa in regime di comunione dei beni (nel 2004 il dato era quasi doppio). Ciò significa, in sostanza che lasciarsi determina un cambiamento dell’assetto esistenziale che ancora spaventa, perché accompagna tangibilmente il già forte carico emotivo di un fallimento/disinvestimento sentimentale.

Contrariamente a quanto accade già da decenni in Spagna, Francia e Germania, nel nostro Paese- come è noto- non è previsto un riequilibrio patrimoniale in caso di divorzio, ma ancora troppo spesso la già penosa scelta di rompere un legame affettivo, si accompagna ad un lunghissimo percorso di tribolazioni riguardo al mantenimento economico del soggetto più fragile, quasi sempre quello di genere femminile. Ad aggravare il quadro di incertezza vi è poi la componente figliale, per la cui cura- scrive Dimaggio- spesso è la madre a rinunciare ad occasioni professionali e quindi alla possibilità di rendersi autonoma.

Lo sguardo dell’autore su questo spinoso quanto attuale argomento è lucido quanto severo. Con prosa chiara, efficace, documentata, lo psichiatra indaga i più profondi meandri della psiche umana in uno dei passaggi esistenziali cruciali, in ogni caso generatore di pesante e perdurante situazione di stress psico-fisico, ingravescente soprattutto in quelle situazioni ove lo sbocco della separazione dal coniuge violento o inadeguato non si può concretizzare per banali quanto inevitabili questioni di sussistenza

“La via d’uscita. Liberarsi delle relazioni che fanno male”

Di Giancarlo Dimaggio

Rizzoli Editore- 2023

Pp.224- Euro 15,00

Giudizio: 5 stelle su 5

 

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