Un passo indietro per la Gioiella Prisma Taranto dopo la bella prestazione di Trento. Contro Padova perde uguale al tie-break ma è una sconfitta che ha un peso specifico differente perché giunta in casa ed in uno scontro diretto per la salvezza contro un avversario che non aveva ancora vinto nemmeno un set e che è riuscito anche a sbagliare di più (36 errori totali contro i 32 di Taranto). Punti persi che possono pesare nel bilancio di fine stagione. Ma c’è ancora un campionato davanti. Certo è che i 10 errori in battuta del primo set ed i 25 totali rappresentano un aspetto sul quale lavorare tanto, cosi come sulla distribuzione del gioco che va troppo ad intermittenza.
Le pagelle di Taranto- Padova 2-3:
TRINIDAD DE HARO 5,5: 3 punti, 2 in battuta e 1 a muro. Per alcuni tratti della partita prevedibile (al centro serve solo Jendryk, altre scelte da rivedere), lento (soprattutto in banda) e impreciso (alzate a fil di rete). Perde il confronto con Falaschi, palleggiatore di Taranto per due stagioni. A parziale giustificazione la serata opaca dei due opposti;
RUSSELL 5: 10 punti, dei quali 7 in attacco (35% di efficienza su 20 palloni attaccati) 2 a muro e 1 in battuta. Errori punto 2, muri subìti 4, errori in battuta 5. Si ritorna sul pianeta Terra dopo la prestazione fenomenale di Trento. Non passa né dalla seconda linea né dalla linea di fondo. Si riscatta in parte nel tie-break (2 muri e 1 attacco vincente) nel quale però si porta il peso di aver preso il muro del definitivo 16-18 per Padova;

ALLETTI 5: 3 punti (3 su 5 in attacco e 60% di efficienza). Errori in battuta 4, muri subìti 1. Fuori dal gioco d’attacco (viene servito poco), a muro non è composto come al solito mentre per trovare quattro errori in battuta bisogna veramente andare indietro nel tempo;
JENDRYK 6: 11 punti di cui 9 in attacco (53% di efficienza su 17 palloni schiacciati) e 2 a muro. Errori in battuta 2, muri subìti 2. Secondo set strepitoso (7 punti), poi esce dal gioco perché gli prendono le contromisure a muro. Giocatore, comunque, regolare. Se migliora a muro può diventare uno dei migliori centrali della Superlega;
GUTIERREZ 7: 21 punti, di cui 19 in attacco (53% di efficienza su 36 palloni attaccati) e 2 a muro. Errori in attacco 1, muri subìti 2, errori in battuta 6. Ricezione positiva 58% (19% perfetta) su 36 palloni ricevuti. Ace subìti:1. Gioca a sprazzi ma quando la leva dell’energia è su on da solo riesce a tenere su la sua squadra in attacco come nel terzo set. Viene puntato in ricezione dagli avversari per sfiancarlo quando schiaccia ma lui tiene botta e disputa la migliore prestazione, sinora, in rossoblù.
LANZA 7-: 16 punti, di cui 13 in attacco (45% di efficienza, su 29 palloni attaccati), 3 a muro. Errori in attacco 2, muri subìti 2, errori in battuta 4; Ricezione positiva 45% (23% perfetta) su 29 palloni ricevuti. L’elemento di equilibrio della squadra come in passato Joao Rafael e Antonov. Tiene bene in ricezione e ad un certo punto diventa uno dei pochi punti di riferimento in attacco specie quando la palla scotta. Ma non può fare tutto;
RIZZO 6,5: Ricezione positiva 68%, perfetta 48% su 25 palloni ricevuti (1 ace subìto). Molto presente sia in ricezione che in difesa sebbene alcune rigiocate potevano avere un esito migliore.;
SALA 5: 4 punti (3 su 10 in attacco e 30% di efficienza) di cui 1 in battuta. Errori in battuta 2, Muri subìti 2. Entra al posto di Russell a più riprese ma non riesce a carburare ed a trovare continuità, non solo per suoi demeriti;
MASTRANGELO 5,5: con Padova non si può perdere. Specie con questo Padova che ha regalato tanto (36 punti) ma che ha avuto il merito di giocare con maggior tranquillità e pazienza di Taranto. Ecco: la tensione ed il nervosismo, anche trapelato subito dopo l’ultima palla caduta in campo, non fanno bene. Specie perché si è soltanto alla terza giornata ma come ha ribadito il suo libero Rizzo : “La Superlega non ti aspetta”. Forse Gargiulo poteva entrare prima, per avere tempo di entrare in partita. Ma è sempre con il senno di poi…

PALLAVOLO PADOVA 6: attorno al regista Falaschi, che disputa una gran gara, vi è molta gioventù e quindi poca continuità. Gabi Garcia e Cardenas sembrano dei pesci fuor d’acqua anche se il primo ha il merito di aver disputato un buon tie-break (suo il muro del 18-16 finale per i suoi). Il figlio d’arte Gardini ha ampi margini di miglioramento, cosi come il centrale Crosato. Leggerino in posto 4 con Desmet, che lo scorso anno faceva spesso il terzo martello. Però è riuscito a dire la sua in questo match. Ma è una squadra che, nonostante gli evidenti limiti tecnici, ha avuto il grande pregio di avere pazienza, di giocare sempre con tranquillità, di aspettare il suo momento ed in modo sornione di sfruttare gli errori dall’altra parte del campo.
*foto Paolo Occhinegro