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A Taranto, principalmente nei mesi estivi, sono stati fatti  numerosi annunci riguardo la carenza di sangue all’interno dell’Ospedale SS Annunziata. Il messaggio era rivolto alla cittadinanza, in particolare ai donatori, per cercare di sensibilizzarli sulla tematica e sopperire all’insufficienza che si stava verificando.

“Attualmente la situazione è più tranquilla, ma non possiamo abbassare la guardia. La nostra struttura, che usa sangue mediamente per 60/80 unità al giorno, oggi non può permettersi una scarsa presenza dei donatori”. Queste sono le parole del dott. Emilio Serlenga, Direttore del Centro Trasfusionale dell’ASL di Taranto.

La trasfusione di sangue, ma anche degli emocomponenti, fra i quali il plasma e le piastrine che sono ugualmente importanti per il soccorso all’interno dell’Ospedale vanno effettuate, in tutti i periodi dell’anno per evitare situazioni critiche.

Il dott. Serlenga ha spiegato che “con una sola unità di sangue si riescono a salvare tre persone, inoltre, si possono evitare problemi di anemizzazione. Con il plasma e con le piastrine si blocca la possibilità di sanguinamento nei pazienti cronici, entrambe sono indispensabili per assicurare un primo soccorso efficace”.

L’ essenza della donazione si rispecchia nella semplicità e nell’utilità del gesto, compiuto dal singolo individuo volontariamente e per effettuarla in maniera corretta e sicura ci sono dei requisiti che il donatore deve possedere.

Per essere idonei e compiere la trasfusione il donatore deve essere maggiorenne, ma non deve superare i 60/65 anni, non deve avere patologie infettive, come la cirrosi epatica, l’epatite e così via, non deve avere patologie autoimmuni che coinvolgano più di un organo e non deve fare determinati tipi di terapia. Infine se il donatore non ha mai donato deve sottoporti a dei controlli specifici per assicurare la buona salute e rientrare nei parametri richiesti.

Non c’è un limite alla donazione, ma bisogna rispettare i “tempi di recupero” necessari per permettere la ripresa effettiva di tutti i valori del donatore, in questo caso per entrambi i sessi si attende 90 giorni per poi tornare a donare in sicurezza e tranquillità.

Ci sono, invece, delle distinzioni per la frequenza della donazione. Il sesso maschile, può donare quattro volte all’anno a differenza del sesso femminile che può compiere la trasfusione due volte all’anno a causa delle perdite naturali che mensilmente subisce.

“Ad oggi grazie all’esperienza pluriennale e alle nuove tecniche non solo si riesce a risparmiare il sangue e distribuirlo in maniera più controllata, ma si riescono anche a ridurre le possibili reazioni trasfusionali ed infezioni. È sempre opportuno considerare che, nonostante il sangue abbia un livello di sicurezza molto elevato, è sempre un fattore esterno che entra nel nostro organismo”, afferma il dott. Serlenga.

Grazie ai nuovi strumenti la donazione di sangue ha una durata massima di dieci minuti, a differenza della donazione del plasma e delle piastrine che può durare dai 40 ai 60 minuti. “L’attesa di un’ora per la trasfusione viene ripagata in una soddisfazione personale ed una sensazione di benessere, non è assolutamente una perdita di tempo. In più viene utilizzata una macchina che separa immediatamente gli emocomponenti che possono servire in particolari circostanze” ha spiegato il dott. Serlenga.

Il centro trasfusionale situato all’interno dell’Ospedale SS Annunziata è il luogo più sicuro per donare il sangue, ma non è l’unico punto di riferimento per i donatori. Periodicamente, infatti, ci sono diversi volontari che insieme agli infermieri si spostano sul territorio grazie al camioncino medico per permettere, a tutti coloro che non riescono a recarsi fisicamente all’Ospedale, di effettuare la donazione in sicurezza.

Donare il sangue è un atto buono che porta tanti benefici sia per chi lo compie che per chi lo riceve. un’azione che può salvare la vita a tutti.

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