Dalle 10.30 alle 13 del 23 novembre, le sigle metalmeccaniche Fim, Fiom e Uilm effettueranno un presidio di protesta davanti alla sede di Acciaierie d’Italia, in viale Certosa a Milano, in concomitanza con l’assemblea della società “in cui verranno assunte importanti decisioni sul futuro del gruppo siderurgico” (che dovrebbe decidere la ricapitalizzazione della società in forte crisi finanziaria, il fabbisogno è di 330 milioni di euro). L’iniziativa del 23 è stata decisa oggi. “Riteniamo estremamente opportuno – dicono le sigle – manifestare la sciagurata gestione industriale del management di AdI espressione di Arcelor Mittal e la totale incapacità del Governo di assicurare, attraverso l’azionista Invitalia, di assicurare una prospettiva positiva alla vertenza”. La protesta nel corso dell’assemblea dei soci di Acciaierie, ArcelorMittal e Invitalia, vuole “indurre AdI a compiere scelte che rilancino l’azienda con investimenti industriali e ambientali”.
Le organizzazioni sindacali di FIM-FIOM-UILM hanno poi incontrato l’azienda Acciaierie d’Italia alla presenza del dott. Colombo per affrontare i temi già esposti e denunciati nel precedente incontro in merito alla questione welfare, rotazioni e piani formativi. Su richiesta delle organizzazioni sindacali, saranno calendarizzati appositi incontri con le RSU, relazioni industriali e gestione, con cadenza bisettimanale area per area, al fine di affrontare le criticità nella stessa gestione afferenti alla rotazione del personale fungibile per mansione e inquadramento. Per quanto attiene il tema della formazione l’azienda ha comunicato alle scriventi l’istituzione di un piano formativo strategico più ampio, attraverso Fondimpresa, con la finalità di salvaguardare le professionalità, ma allo stesso modo ampliare il bagaglio professionale con particolare riferimento alle aree maggiormente colpite dalla cigs per dare maggiore possibilità di rotazione al personale. A partire dal prossimo lunedì 20 novembre, saranno resi disponibili ed in forma cadenzata i buoni welfare che sarà possibile scaricarli attraverso il codice ricevuto mediante comunicazione nel mese di luglio 2023 sul portale, con conclusione dell’iter entro i 30 giorni successivi. “Rimane inteso, che per quanto ci riguarda, relativamente al tema della rotazione del personale, più volte abbiamo consumato incontri ricchi di annunci, ma poi disattesi nei fatti. È unicamente la prova dei fatti che dovrà dimostrare concretezza su quanto dichiarato” hanno commentato al termine dell’incontro le organizzazioni sindacali dei metalmeccaniche.
Infine si è tenuta oggi, presso il consiglio di fabbrica di Acciaierie d’Italia, una riunione tra il coordinatore nazionale della Fiom Cgil Loris Scarpa e gli RSU e RLS della Fiom Cgil per discutere della complessa vertenza ex Ilva, a partire dalle problematiche di sicurezza presenti in fabbrica, all’assenza di investimenti necessari a rilanciare la produzione di acciaio, alla mancata programmazione di interventi di manutenzione straordinaria e ordinaria e all’utilizzo massiccio della cassa integrazione. Durante l’incontro, inoltre, è stato ribadito che il tema della transizione ecologica non può avere luogo se prima non si interviene attraverso investimenti che rilancino la produzione di acciaio e crediamo che l’attuale management di ArcelorMittal abbia ampiamente dimostrato di non avere nessuna intenzione di fare degli investimenti sui siti dell’ex Ilva. “A fronte di una situazione di assoluta criticità e incertezza, che mette a rischio la siderurgia in Italia e di tutto il sistema manifatturiero del Paese, crediamo sia indispensabile continuare a mobilitarci e a scioperare affinché il Governo avvii un confronto serio con le organizzazioni sindacali dando risposte ai lavoratori sul futuro occupazionale, industriale ed ambientale. Nei prossimi giorni saremo impegnati nelle assemblee con i lavoratori per costruire le iniziative di mobilitazione entro la data del 23 novembre, giorno in cui si riunirà l’assemblea dei soci di ADI, per impedire che il Governo e la multinazionale possano ancora una volta determinare, attraverso accordi parasociali, il futuro della siderurgia senza il coinvolgimento dei lavoratori. Il convegno sulla decarbonizzazione organizzato oggi da ADI crediamo che sia più un modo per continuare a chiedere soldi pubblici, piuttosto che per affrontare la questione della transizione ecologica. La transizione non può ricadere sui lavoratori. Domani, sempre a Taranto, ci sarà un importante convegno di Legambiente sulla decarbonizzazione a cui parteciperemo come Fiom-Cgil e vedrà riuniti soggetti che hanno a cuore la salute, il progresso e l’ambiente per tutti e non per gli interessi finanziari della multinazionale. Non ci fermeremo e continueremo nella lotta fino a quando non avremo risposte e garanzie per una giusta transizione ecologica e sociale” hanno dichiarato al termine dell’incontro Loris Scarpa, coordinatore nazionale siderurgia per la Fiom-Cgil e Francesco Brigati, segretario generale Fiom-Cgil di Taranto.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/11/13/serve-rispetto-per-i-lavoratori-dellilva/)