A cura di Alessandro Epifani – Quando, ancora ventenne Julie Zhuo, fresca laureata nel prestigioso ateneo di Stanford, fu assunta dalla promettente start-up Facebook, non poteva certo immaginare che cinque anni dopo sarebbe stata promossa a vicepresidente dell’area design di uno dei maggiori colossi di Wall Street.
L’entusiasmante esperienza di questa giovane e precocissima top manager giunge finalmente in Italia per Roi Edizioni, cui si deve la meritoria traduzione del best-seller datato 2019, intitolato “Missione manager”.
Di questo libro, un altro enfant prodige della Silicon Valley, come il co-fondatore di Instagram, Mike Kriegar, ha scritto che avrebbe voluto tenerlo sul comodino quando egli pure, qualche anno prima della Zhuo, si era trovato a gestire un team di talenti sempre più massiccio, all’interno di un’altra start-up che al pari di Facebook avrebbe assunto le proporzioni gigantesche che oggi tutti conosciamo.
Il motivo del successo di questo diario di bordo risiede certamente nella prosa molto immediata e giocata su efficaci metafore, su similitudini incuriosenti e su una rimarchevole quantità di esempi concreti che l’autrice dissemina lungo l’agile racconto della sua esperienza diretta in un’azienda- come la Facebook dei primi anni- in rapida ascesa, divenuta in pochi mesi un fenomeno prima nazionale e poi globale.
Julie Zhuo dipana la matassa dei suoi pensieri di giovane inesperta ed entusiasta e mette in evidenza gli stati d’animo di ansietà e di gioia che caratterizzarono quel periodo sino ad individuare i tratti essenziali che sono imprescindibili per una corretta gestione del proprio tempo, dei propri stati emotivi e di un variegato gruppo di risorse umane alle proprie dipendenze.
Come già la psicologia ha ampiamente dimostrato, leader si nasce e si diventa al tempo stesso. Certamente l’empatia e la capacità di sviluppare la cosiddetta “intelligenza relazionale” sono essenziali, ma non meno importanti sono le qualità acquisite con l’esperienza, ovvero sul campo. Il vero manager, sino ai più alti livelli dirigenziali, sa contenere i propri sbalzi d’umore, sa razionalizzare e quindi smontare i pensieri intrusivi e disfunzionali, sa essere elastico in base al contesto, alla situazione e all’interlocutore e soprattutto sa (o impara) a focalizzare gli obiettivi senza cadere in distrazioni o in fisiologiche fasi di demotivazione.
Julie Zhuo parla nel suo libro di tre priorità: scopo (cioè l’obiettivo primario), persone (cioè come massimizzare i pro e i contro di ogni singolo carattere e valorizzare la diversità nel gruppo di lavoro), processo (ossia quale cammino preciso intraprendere per raggiungere i primi due punti).
Il manager per avere successo, in sostanza deve imparare a vigilare in modo quasi patologico sull’operato delle risorse umane, ma deve al contempo imparare un alfabeto di emozioni nuovo e certamente non facile, il quale è tuttavia una skill ineludibile nell’economia contemporanea, ove coordinare e delegare vanno di pari passo, in un rapporto simbiotico che si raggiunge solo ripetendo continuamente le buone prassi a sé stessi e al proprio team.
Non ultimo, per l’autrice è il tema di quella che lei chiama “l’atmosfera”. Dalla più piccola rete professionale sino ai mastodonti quotati in Borsa e con centinaia se non migliaia di dipendenti, tutte le storie di successo e di incremento passano per una orizzontalità nei rapporti, fatta di cordiale e al contempo ferma empatia, finalizzata a fare sempre un buon lavoro, a non cercare scuse per i propri errori e a godersi in gruppo il frutto giornaliero del proprio sforzo
“Missione manager”
Di Julie Zhuo
Roi Editore- 2023
Pp. 271- Euro 24,60
Giudizio: 5 stelle su 5