Il lungomare Vittorio Emanuele III è stato teatro di un evento di clean up organizzato dall’associazione “Plastic Free” in collaborazione con la Protezione Civile della Regione Puglia, nell’ambito del progetto “Aether” co-finanziato dall’Unione Europea.
Barbara Pirelli, referente per Taranto dell’associazione sopracitata, ha accolto, presso la rotonda Marinai d’Italia, gli associati e i volontari che questa mattina si sono riuniti per l’evento. A lei abbiamo chiesto in cosa consiste il protocollo d’intesa firmato lo scorso luglio con il Comune di Taranto. La replica della referente: “È un protocollo che consente di andare a mettere in campo una serie di attività per la promozione e la tutela ambientale. Non solo, perché l’associazione porta in campo tutta una serie di attività per tutelare l’ambiente come il salvataggio delle tartarughe, la promozione e la sensibilizzazione della tutela ambientale nelle scuole e nelle aziende. Plastic Free sta portando avanti un’altra battaglia che è quella di vietare, attraverso un’ordinanza comunale, il volo dei palloncini. Molte persone questo non lo sanno ma lasciare in volo i palloncini costituisce un pericolo per l’ambiente perché questi non si disperdono nell’universo ma ritornano giù. Cadendo vanno sul suolo o in mare e finendo nelle acque rappresentano un pericolo per la vita dei pesci in quanto li scambiano per del cibo e li ingeriscono rischiando il soffocamento. Quando invece si trasformano in microplastiche finiscono direttamente sulle nostre tavole”.

Quella tenutasi in mattinata è stata solo la prima giornata di clean up ma è stato un evento per provare l’applicazione “LEPRE” per quanto riguarda la raccolta di rifiuti. L’app va dunque a tracciare i rifiuti raccolti perché chi li trova li segnala fotografandoli. Una volta caricata la foto sulla piattaforma, LEPRE geolocalizza i rifiuti, consentendo a tutti gli utenti di conoscerne l’esatta ubicazione su una mappa, facilitandone la rimozione.
Fabio de Lima Souza, referente Provinciale di Taranto, ha spiegato le quattro attività dell’associazione Onlus “Plastic Free” nata nel 2019. La prima è l’attività di raccolta clean up; la seconda riguarda la collaborazione con i Comuni con in palio un premio per quelli più virtuosi; la formazione nelle scuole e concorrono per il salvataggio delle tartarughe che ingeriscono plastica. “Recuperiamo le tartarughe che sono in sofferenza e poi abbiamo un centro a Lecce dove le curiamo per poi rimetterle in libertà. Il tema plastica sta impattando in maniera importante sugli ecosistemi e sull’uomo. La plastica non si degrada ma si scompone in nano e micro particelle che volano nell’aria quindi le inaliamo attraverso le cellule olfattive, le ingeriamo perché sono sulla verdura e sulla frutta a tal punto che è stata trovata plastica nella placenta e nel latte materno. Tutto ciò porterà ad un aumento delle malattie diabetiche, metaboliche e neurodegenerative quindi noi ci occupiamo di sensibilizzare un numero sempre maggiore di persone sul tema di inquinamento plastica”.
