Dal venir meno dal rapporto alla fiducia ritrovata. In pochi giorni il sindaco Rinaldo Melucci cambia idea e si accinge a reintegrare in giunta Francesca Viggiano del Pd, che aveva estromesso sul finir della settimana scorsa. In queste ore si starebbero predisponendo gli atti per il reintegro di Viggiano nell’esecutivo municipale, dal quale dovrebbe uscire Laura Di Santo (Partito Socialista Italiano). Viggiano, dunque, ritorna nella squadra di Melucci.

Miracolo? Resipiscenza? Risultato della mediazione politica? o convincimento di non poter tirare troppo la corda con i dem? Certo è che questo repentino cambio di passo del sindaco Melucci desta più di una perplessità e pone più di qualche interrogativo. Non è passato molto tempo da quando il sindaco ha lasciato il Partito Democratico, anche se ha detto in quella occasione che era “soltanto un arrivederci”. Quindi ci si potrebbe aspettare a breve anche un rientro di Melucci tra i dem. In ogni caso questi continui rimaneggiamenti della giunta comunale, questo annunciare azzeramenti e poi tornare sui propri passi, come nulla fosse successo, sono segno di incertezza e di instabilità politica. L’esempio più eclatante lo si ha avuto qualche tempo fa quando il sindaco azzerò la giunta dichiarando che gli assessori non fossero all’altezza e non si erano dimostrati capaci di affrontare le sfide impegnative che sono davanti alla città. Il caso Viggiano per certi versi è simile. L’assessore all’Ambiente è stato sfiduciato presumibilmente perché nei giorni scorsi non aveva votato la nuova delibera di giunta che recepiva l’atto che modificava profondamente la governance del comitato dei Giochi del Mediterraneo, portando in maggioranza Governo e Coni al posto degli enti locali. Viggiano non ha cambiato idea su quella delibera, che è rimasta tale, così come Governo e Coni in maggioranza erano e sono rimasti nel comitato dei Giochi. Ha invece cambiato idea Melucci nel suo rapporto con un esponente politico, la Viggiano appunto, che da assessore l’ha affiancata sin dalla sua elezione a sindaco nel giugno 2017.

Ma ci sarebbe anche da discutere sulla presa di posizione del Pd, atteso che questo partito pochi giorni fa ha dichiarato di passare all’appoggio esterno, insieme a Con e Movimento5Stelle e poi non si è visto nulla di questo. Anzi, a un certo punto, è stata prospettata anche la possibilità che l’appoggio esterno si esprimesse mantenendo comunque gli assessori in giunta, cosa che in verità non si è mai vista. E allora, perché annunciare un passo così dirompente se poi non sei in grado di mantenerlo, non diciamo dopo qualche mese, ma dopo neppure qualche giorno? La credibilità della politica e dell’azione amministrativa non si basa soltanto sulla capacità di dare risposte ai problemi e alle attese dei cittadini, ma anche dalla sua coerenza rispetto a quanto si dice e a quanto poi si fa. Oggi, ricorrono due anni esatti dallo scioglimento anticipato del consiglio comunale e dalla decisione immediata del Pd di ricandidare Melucci a sindaco. In quella occasione il Pd e il centro sinistra dissero che “mai si sarebbero alleati” con chi aveva determinato l’interruzione traumatica della consiliatura. Non è andata per niente così se vediamo che oggi uno degli esponenti di all’ora, Massimiliano Stellato, dall’essere avversario e antagonista di questa maggioranza è diventato il principale alleato e supporter ma anche, attraverso una serie di acquisizioni, il principale gruppo politico. In due anni la storia si ripete e dimostra con gli ultimi episodi come la strada della coerenza sia molto distante dall’agire politico di molti consiglieri comunali.

Coerenza, che non è come può sembrare un inutile orpello ma è anzitutto segno di credibilità. Un pizzico di coerenza in più se ci fosse nei comportamenti concreti, probabilmente, aiuterebbe a migliorare la fiducia dei cittadini nell’amministrazione e nella politica che oggi è ai minimi termini. Atteggiamenti del genere finiscono sempre più con l’allontanare i cittadini dalle istituzioni e dalla Cosa pubblica. E non è una critica qualunquistica, perché questo distacco lo testimoniano anzitutto i dati dell’affluenza alle urne che sono sempre più in regresso. E i dati sono numeri, chiari, incontrovertibili e non un’opinione.

2 Responses

  1. Noi speriamo che questi quattro anni finiscano presto ,ne abbiamo piene le balle di Melucci e co. ,intanto siamo sommersi dai debiti ,dalla monnezza ,dall’ inciviltà e dalle chiacchiere e Taranto ha una qualità di vita fra dall’attuale sindaco presidente commissario,che di tre ruoli non sappiamo quale è capace fare ,ma che tutti i mesi ritira uno stipendio d’oro e noi in cambio riceviamo ancora altro marcio ,complimenti vivissimi per chi l’ha sostenuto questo campione ,fortuna che ormai in parte il giornale denuncia spudoratamente le immagini nefaste di una città ridotta ai minimi termini .. ma stanno seminando il cambiamento,e il bello deve ancora venire ..c’era una volta …

  2. Giunta tripolare e sindaco bipolare? assessori dentro assessori fuori dalla giunta o di testa? rapporto di fiducia, appoggio esterno con assessori dentro, PD e sindaco allo sbando appassionatamente. Melucci detto lo zarino che non sa zarare.

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