Si è concluso il progetto “Punti Cardinali” inserito nella Rete jonica per l’orientamento de “I Job Day” a Taranto. Tre sono state le direttrici principali che hanno formato il corpo del progetto, durato sette mesi da aprile fino a novembre 2023.

La prima è lo sportello di orientamento, situato nel Palazzo della Provincia, che aveva il compito di aiutare le persone ad inserirsi nel mercato del lavoro e a ricollocare tutte quelle che erano state espulse dal processo produttivo nel campo lavorativo. La seconda direttrice ha coinvolto alcune le scuole di Taranto e Provincia, tra cui IISS Perrone, IISS Archimede, IISS Maria Pia, IISS Righi, ITES Pitagora, Liceo Scientifico Battaglini, IISS Pacinotti, Liceo delle Scienze Umane Vittorino da Feltre, attraverso i laboratori di orientamento. I ragazzi hanno approfondito il metodo di ricerca attiva del lavoro, gli strumenti che hanno a disposizione e l’incentivo ad acquisire maggiore consapevolezza della direzione che il mondo occupazionale sta prendendo attualmente. In fine, i Job Day le giornate dedicate al lavoro, con temi specifici da analizzare ed approfondire con teorie ed esperienze personali. “Quest’ultima direttrice è per noi – afferma Roberto Carucci, dirigente del Settore Economico-Finanziario e Personale dell’Ente Provincia, nonché RUP del progettola più importante perché ci permette di avere dei feedback, positivi e negativi, dai ragazzi. Coloro che in questi sette mesi hanno avuto la possibilità di informarsi, di sviluppare curiosità ed anche di pensare al proprio futuro, non così tanto lontano. Non sono state coinvolte solo le scuole di Taranto, ma anche le persone che sono venute a conoscenza del progetto e che hanno usufruito dell’equipe di operatori, esperti in diverse discipline, che li hanno aiutati la gestione delle risorse e nello sviluppo delle competenze” ha concluso Carucci.

La presenza dello sportello d’orientamento è stata fondamentale perché ha permesso un riscontro diretto sulle azioni da intraprendere rispetto ai bisogni dei cittadini. Seguendo l’analisi statistica di Luca Delton, project manager, tra le richieste più frequenti troviamo la redazione di un CV, le informazioni sulle candidature dei progetti e sui moduli per l’Erasmus, la conoscenza dettagliata dei test universitari e la possibilità di ricerca attiva delle candidature lavorative. Il dibattito si è acceso grazie alle testimonianze di due giovani Millennials Claudia e Vincenzo che, proprio attraverso lo sportello d’orientamento, hanno iniziato a concretizzare il loro ipotesi di progetto culturale e sociale. La parte più interessante per gli studenti, presenti nel Salone di Rappresentanza della Provincia di Tarano, è stata vedere come gli scambi di idee progettuali astratte abbiano creato una rete di aiuto che ha portato alla creazione concreta di un corpo con delle radici ben piantate nel terreno.

Presente in sala anche il content creator Giuseppe Ninno che, oltre a rompere la rigidità del tema con diverse freddure, ha portato la sua esperienza ed il suo attuale successo, parlando senza veli ai presenti: “abbiate il coraggio di seguire per davvero quello che vi appassiona, quello che realmente vi piace. Il mio lavoro precedente mi faceva annoiare ed a volte mi cullavo perché sapevo che lo stipendio mi sarebbe comunque arrivato. A oggi sono io che vado a cercare il mio guadagno, anche se la fatica è maggiore vi assicuro che le soddisfazioni sono ancora più grandi”.

Intervento che è stato appoggiato a pieno dai giovani e dalla dirigente dell’I.P.P.S.E.O.A. Mediterraneo, Bianca Maria Buccoliero che molto spesso si trova in difficoltà con le iscrizioni dei ragazzi presso l’Istituto alberghiero a causa dei pregiudizi delle famiglie sugli sbocchi lavorativi che propone e sulla poca fiducia della “scelta sbagliata” del proprio figlio/a. Dagli interventi della platea sono emerse diverse perplessità su cui riflettere, in quanto la maggior parte dei ragazzi conosce i propri desideri, principalmente affermarsi come imprenditori o liberi professionisti per non dipendere dagli altri e poter gestire il proprio lavoro e tempo, ma non hanno gli strumenti per concretizzare e rendere effettivo questo processo.

Come mai vogliono essere proprietari di un’impresa, senza avere la minima idea del prodotto da vedere e da offrire alla comunità, forse credono che sia tutto troppo facile, veloce e senza il minimo sforzo?

 

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