Approvata oggi, 29 novembre, in Consiglio comunale la delibera sui lavori di completamento della rete idrica e fognaria nei quartieri San Vito, Lama e Talsano. Quest’ultima, è stata presentata dalla Direzione ai lavori pubblici con urgenza perché il 5 dicembre scadrà il periodo entro cui avviare le procedure di esproprio per i progetti esecutivi delle opere, finanziate dalla Regione Puglia.
Approvati anche il punto 5 e 18 all’ordine del giorno, rispettivamente la variazione d’urgenza al bilancio di previsione finanziario 2023-25 e il regolamento per l’acquisizione, la gestione e l’utilizzo dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata. “Grazie a questo regolamento – ha detto l’assessore al Patrimonio, alla Risorsa Mare e alle Politiche Abitative, Cosimo Ciraci – gli immobili potranno essere destinati alle famiglie in difficoltà, facendo fronte all’emergenza abitativa”. La seduta è iniziata ricordando le vittime di femminicidio e la scomparsa del giornalista tarantino Angelo Caputo ed è stata sospesa, due volte, per mancanza di numero legale. Inoltre, è stato formalizzato l’ingresso dei consiglieri Adriano Tribbia e Patrizia Mignolo in Italia Viva.
Che aria tira tra i banchi
Sperare che in seguito al rimpasto di giunta il Consiglio possa proseguire i lavori compatto è, probabilmente, utopia. Continuano, difatti, le tensioni tra i consiglieri di maggioranza, che quest’oggi a Palazzo di Città si sono manifestate sin dall’inizio dell’assise. Inizialmente, l’opposizione ha accusato la maggioranza di “temporeggiare” perché al momento della formalizzazione dell’entrata in consiglio comunale di Filippo Illiano, al posto della ex consigliera e ora assessore ai servizi sociali Angelica Lussoso, erano assenti Paolo Castronovi (PSI), Michele Mazzariello (Taranto Popolare), Giuseppe Fiusco e Goffredo Lomuzio (CON Taranto), giunti successivamente.
I botta e risposta si sono susseguiti durante la discussione dei vari punti, fino a quando l’opposizione ha abbandonato l’aula subito dopo l’approvazione della delibera sulla confisca dei beni alla criminalità organizzata, lasciando la maggioranza in balia dei suoi stessi malumori. Castronovi ha così formalizzato il suo passaggio in opposizione: “Il nostro dissenso – ha detto l’esponente socialista al corriereditaranto.it – è scaturito dalla dichiarazione del sindaco Rinaldo Melucci a proposito dell’estromissione del nostro assessore. Ricordo che il nostro partito ha sostenuto il sindaco per due mandati elettorali consecutivi, con legittima coerenza, che invece è mancata dall’altra parte”.
Per Castronovi il consiglio comunale ha dimostrato, “ancora una volta di non avere i numeri per proseguire il percorso politico” perché “è in balia delle fibrillazioni alimentate dalle continue richieste di postazioni dalla restante coalizione”. Il consigliere, pertanto, ha dichiarato che proporrà al sindaco Melucci di “azzerare la giunta” e di convocare una “riunione con i 20 consiglieri comunali eletti alle scorse amministrative per ricominciare da zero”, lasciando Italia Viva ai margini. Alle polemiche si è unito anche il consigliere di Taranto Popolare, Michele Mazzariello, che nonostante abbia ribadito la sua adesione alla maggioranza, tuttavia ha aggiunto: “Il nostro gruppo consiliare non ha mai chiesto assessorati ed è stanco di subire, come il sindaco, le pressioni esterne di chi è attaccato alle poltrone. Questo modus operandi è opposto alla politica”.

Ma il PD esiste ed è consenziente? Qui il vero problema è rappresentato dal sindaco che non è in grado di fare squadra mentre vuole solo imporre le sue paturnie. Il PD deve prenderne atto e abbandonare Melucci al suo destino.
Al circo i clowns sono molto più professionali