Natale si avvicina e con esso giungono man mano gli annunci delle tournée dei grandi artisti di tutto il mondo per il 2024. Negli ultimi dieci anni (occhio e croce) la Puglia è letteralmente esplosa sotto il profilo dei festival estivi, ospitando autori, musicisti e cantanti di ogni estrazione stilistica e di caratura nazionale e internazionale. Vero è che il concetto di “festival” musicale di woodstockiana memoria è ormai una chimera: fra “controlli aeroportuali” ai varchi, improbabili accostamenti artistici ed elementi che trasformano i festival in caotici “contenitori” di cultura e intrattenimento, spesso ci si ritrova, più semplicemente, spettatori di eventi massivi lontani dalle subculture e dagli afflati della folla che attende i propri idoli.
O, almeno, per i festival consolidati nel Nord del Paese la solfa è questa. Il Sud, forse per arretratezza storica o per l’emozione d’esserci arrivato dopo, invece, sta esprimendo un valore esponenziale per quanto riguarda la qualità dei festival proposti al pubblico. Una tendenza che si sta lentamente affermando in diverse Regioni del Mezzogiorno, ma che nel Tacco d’Italia sembra aver trovato la sua culla ideale. Sarà stato il morso della pizzica a benedire la Puglia?
Tutte le province, complice l’ondata turistica delle coste, iniziano a guardare agli eventi come un catalizzatore economico e sociale da non accantonare, e hanno proprio ragione. Colpisce, in particolare, la scena che si sta districando fra il Nord barese e l’alto Salento, passando per Taranto: in questa macro-area della Puglia, che si candida a diventare una sorta di “Festivalandia”, gli appuntamenti musicali d’estate inseriti in “contenitori” rispettabilissimi, si perdono a vista d’occhio. Dai più longevi e sinfonici come il Festival della Valle d’Itria ai più giovani e variegati come il Pensieri Correnti Festival; sino alle occasioni “da masseria” come il Viva! Festival e il Polifonic. La lista sarebbe interminabile anche per il Jazz, ma sono due i festival che, sul piano mediatico, si contendono il primato.
Inutile saltellarci intorno: i nomi che fanno girare la testa negli ultimi anni, a prescindere dal “genere” di riferimento, sono quelli che provengono dal Medimex e dal Locus Festival. È quest’ultimo che, bisogna ammetterlo, sta sfiorando il cielo con un dito da qualche estate a questa parte. Chi ha avuto la fortuna di veder nascere il Locus ricorda bene il palco in piazza a Locorotondo, su cui si alternavano per qualche giorno i jazzisti top di tutto il mondo. Quel “palchetto”, oggi, non si è solo ingrandito ma si è anche moltiplicato, coprendo un’area geografica che va da Bari a Ostuni, con il cuore pulsante sempre nel suo comune d’origine.
L’edizione 2023 è stata indimenticabile per tutti gli amanti della buona musica: Herbie Hancock, Robert Plant, Baustelle e Jeff Mills sono soltanto alcuni dei super-mega-ultra “big” che hanno portato le loro note in Puglia. Doppiare per l’estate 2024 era difficile ma, a quanto pare, agli organizzatori del Locus piace vincere le sfide. Nelle ultime due settimane sono stati annunciati tanti nomi che fanno sudare la fronte solo a leggerli, e che doneranno ai turisti della Puglia e ai pugliesi stessi altre indelebili emozioni.
Ad aprire le danze sarà Calcutta il 28 giugno, con un’esibizione sulla Rotonda Via Paolo Pinto di Bari. L’indomani, il 29 giugno, salirà sullo stesso palco Salmo, con una tre giorni che si chiuderà il 30 giugno con il concerto di una storica band scozzese: i Simple Minds. A luglio, al momento, sono stati annunciati i gloriosi Toto per il 22 al Foro Boario di Ostuni, mentre il 27 l’immenso Marcus Miller suonerà il suo basso Jazz in Piazza Ciaia a Fasano. Ad agosto giungerà il bis dei Fat Freddy’s Drop, che il 7 suoneranno alla Masseria Ferragnano di Locorotondo. Nella stessa location, il 12 toccherà al rapper Nas.
Tutto qui? Ancora non si sa e si attendono i nomi del Medimex al fine di soppesarli ben bene ma, per adesso, il Locus si conferma il festival musicale numero uno in Puglia, bussola per una “concorrenza” che, auspicabilmente, miri ad alzare ancor di più l’asticella della musica e a fare rete per il rilancio di questa terra meravigliosa. Perché del bello non si è mai sazi.
*Foto originali dell’Archivio 2023 Locus Festival

