Più equo e più aderente alle esigenze di cittadini e imprese. È il nuovo volto del regolamento per la concessione di rateizzazione delle entrate tributarie, dopo le novità introdotte dal consiglio comunale di Taranto. Lo strumento che consente di dilazionare il pagamento delle entrate comunali di natura tributaria (Tari, Imu, ecc.) ha subito un sostanziale aggiornamento: è stata introdotta una fascia di rateizzazione in più, rimodulando di conseguenza gli scaglioni e arrivando a piani che prevedono anche 84 rate mensili (7 anni).
Si passa da 6 a 7 fasce, quindi, così definite in funzione dell’ammontare del debito: da 50,01 a 500 euro fino a 10 rate, da 500,01 a 1000 euro fino a 24 rate, da 1000,01 a 3000 fino a 36 rate, da 3000,01 a 6000 euro fino a 48 rate, da 6000,01 a 20000 euro fino a 60 rate, da 20000,01 a 60000 euro fino a 72 rate e oltre 60000 euro fino a 84 rate. Rispetto alla precedente modulazione, la vecchia fascia da 500,01 a 3000 euro è stata divisa in due fasce a beneficio dei debitori più “piccoli”, consentendo di aumentare il numero delle rate per tutti gli scaglioni. Tra le altre novità introdotte, inoltre, spicca la possibilità per società partecipate dal Comune di Taranto e amministrazioni pubbliche di non dover presentare la garanzia per le richieste di rateizzazione avanzate.
