Fuori i Verdi. Il consigliere Antonio Lenti di Europa Verde, che esprime un assessore (Fabiano Marti con delega all’Ambiente), ha ufficializzato il passaggio tra i banchi dell’opposizione, dichiarando l’incompatibilità del Partito di Angelo Bonelli con quello di Matteo Renzi: “La posizione di Italia Viva su Ilva non è la nostra, né quella scritta nel programma elettorale di Ecosistema Taranto. Vogliamo ricordare a Stellato che i programmi elettorali non basta sottoscriverli, bisognerebbe leggerli prima. Il programma – prosegue Lenti – non parla di Ilva aperta o decarbonizzata, ma di chiusura dell’area a caldo, punto fortemente voluto da noi. Europa Verde a differenza di Italia Viva, non riesce a immaginare in futuro una città con l’Ilva, che nel frattempo continua ad inquinare, seminare malattie e morte ed impedisce uno sviluppo alternativo”. Ancora, Lenti critica la squadra Melucci e reclama le elezioni anticipate: “Crediamo che questa maggioranza, estremamente litigiosa e sempre meno affidabile, non abbia più non solo i numeri ma anche motivo di continuare ad esistere. Confidiamo in uno scatto di dignità ed orgoglio nelle forze politiche sane, affinché si possa tornare al voto popolare”. L’uscita del consigliere è stata anticipata dall’intervento dall’eurodeputata dei Verdi Rosa D’Amato, la quale ha contestato il comportamento del sindaco dimostrato la riunione di maggioranza svoltasi in mattinata a Palazzo di Città: “Non è certo con Renzi – ha detto D’Amato – padre di tanti decreti salva Ilva, che si può amministrare la nostra complessità locale, che poi è drammatica emergenza nazionale. Non c’è futuro senza una visione d’assieme delle emergenze e delle soluzioni, dei programmi e dei tempi di realizzazione, degli scopi collettivi e degli strumenti utili per raggiungerli”. Rimane, per ora, un interrogativo sul futuro di Marti da sempre fedele al sindaco Melucci.

Come già riportato dal Corriere di Taranto.it, oltre all’esponente ambientalista, potrebbe anche passare tra le file opposte ai banchi della maggioranza anche il pentastellato Mario Odone. Notizia che, avrebbe dovuto trapelare durante la conferenza stampa prevista stamattina dal Movimento5Stelle di Taranto, ma rinviata su scorta della convocazione del sindaco Rinaldo Melucci. La frattura tra i pentastellati e il sindaco si potrebbe evincere anche dalle parole del coordinatore provinciale Francesco Nevoli, di questo pomeriggio, che nel comunicato stampa ha sottolineato “l’imbarazzo” per “questo comportamento” e invitano Melucci “ad assolvere al più presto al suo primo dovere che è quello di fare chiarezza su quello che sta accadendo e sulle sue decisioni che stanno portando a stracciare il patto elettorale che lo ha eletto sindaco”.

Quello che verrà

Dal sindaco si attendevano grandi annunci. Invece, dalla riunione abbastanza movimentata con le forze politiche, non sarebbe emerso granché se non la scelta di Melucci di tastare la fiducia della maggioranza, ancora una volta, con un ennesimo giro di consultazioni. Per il primo cittadino chi voterà il bilancio preventivo 2024, al prossimo consiglio comunale, potrà considerarsi nella squadra. Il problema, dello scioglimento dell’amministrazione, potrebbe presentarsi nel momento in cui, su scorta del M5S e dei Verdi, anche il gruppo CON Taranto potrebbe passare all’opposizione, tuttavia, al momento non ci sarebbero indizi che possano alimentare questa ipotesi. Dunque, la nuova maggioranza che potrebbe votare il bilancio potrebbe reggersi sui sette voti Italia Viva (più il sindaco), i cinque del Partito Democratico, i quattro di CON Taranto e gli altri quattro degli esponenti civici tra cui Salvatore Brisci (Patto per Taranto), Michele Mazzariello (Taranto Popolare), Luca Contrario (Una strada diversa per Taranto) ed Elena Pittaccio (Taranto 2030). Così, la nascita di questa nuova maggioranza metterebbe la parola fine (si spera) a questa ennesima pantomima di palazzo.

L’opposizione incalza e chiede le dimissioni

Dalla parte opposta dell’aula, i tre principali partiti d’opposizione (Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega Salvini Premier) criticano la maggioranza: “I cittadini e le attività commerciali – dicono gli esponenti del centrodestra – sono esasperati da quello che l’amministrazione mette in atto o per meglio dire non mette in atto. La città avrebbe bisogno di un esecutivo stabile e non di continue beghe di partito e personali che non consentono di affrontare adeguatamente i problemi seri che affliggono la nostra città”. Questa la richiesta, dell’opposizione, delle dimissioni di Melucci: “Chiediamo pertanto al Sindaco Melucci e alla sua maggioranza di prendere atto  della perdurante assenza di unità politica e per il  bene della città di dare le dimissioni e restituire la parola ai cittadini. Taranto e i tarantini non meritano questo” hanno concluso.

One Response

  1. E anche andando alle elezioni che cambia? Con tutte queste squallide liste civiche pronte a saltare da una parte all’altra per 100 euro (colpa dei cittadini che li votano per 5 euro) sarebbe sempre lo stesso.

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