Il femminicidio, attualmente, è un argomento di cui si discute, in seguito ai molteplici casi di uccisioni di donne che avvengono ogni giorno. Solo quest’anno in Italia sono state uccise 103 donne.

Il caso che ha di recente riacceso l’attenzione su questo triste fenomeno è quello di Giulia Cecchettin, assassinata dal suo ex fidanzato Filippo Turetta.

Il termine “femminicidio” venne usato per la prima volta dall’attivista messicana Marcela Lagarde, per introdurre il reato di omicidio delle donne nel codice penale del suo Paese. Ciò a seguito dell’aumento di questo fenomeno unito allo stupro e alla tortura delle vittime, ben 370 tra il 1993 e il 2010.

La sorella di Giulia, Elena Cecchettin ha parlato di “patriarcato” come il vero mostro che scatena la violenza di genere e determina la cultura dello stupro, del possesso della donna, come se fosse per l’uomo un oggetto di sua proprietà.

Da parte propria, invece, per le donne è spesso difficile e complicato denunciare quanto subiscono, in termini di violenza fisica o psicologica. Sono segnali che potrebbero preannunciare una tragica conclusione ma che spesso vengono sottovalutati o, peggio, nascosti per vergogna, come se ci si sentisse in colpa o responsabili di quanto si stia subendo.

La legge italiana prevede che l’omicidio di una donna intenzionale e non, comporti una pena dai 12 ai 24 anni di reclusione. Questa legge è stata messa in atto il 14 agosto 2013, segnando un importante passo avanti per eliminare questo fenomeno.

In opposizione alle discriminazioni ed alla violenza di genere si è sviluppato il femminismo, come movimento volto a eliminare il sessismo e superare la disuguaglianza di genere. Indica una serie di movimenti politici, sociali e ideologici volti a preservare l’uguaglianza politica, economica, culturale e sociale delle donne, in opposizione al sessismo ed agli stereotipi di genere, che in molte parti del mondo ancora oggi impediscono la creazione di opportunità per le donne nell’istruzione e nel lavoro e che le rendono dipendenti dagli uomini anche e soprattutto economicamente, impedendo loro di rendersi libere da uomini che troppo spesso scambiano l’amore con la dominanza sulla propria donna.

Tutta questa violenza potrà essere arginata solo quando il rispetto della donna sarà un valore da non dover ribadire e ciò sarà possibile quando ogni donna, in ogni parte del mondo, potrà accedere autonomamente all’istruzione e rendersi indipendente economicamente e socialmente da padri, fratelli o mariti.

35 Responses

  1. Complimenti ragazzi siete stati davvero molto bravi ottimo articolo soprattutto molto significativo complimenti ❤️ al femminicidio complimenti ancora bravi bravi bravi.

  2. Complimenti ragazzi siete stati davvero molto bravi ottimo articolo soprattutto molto significativo complimenti ❤️ stop al femminicidio complimenti ancora bravi bravi bravi.

  3. Bravi ragazzi è bello sentirsi queste cose in questi giorni che si sente molto parlare di questi avvenimenti bullistici; bravi complimenti cuori cuori cuori e stelline tanto baci, bacioni Teresa.

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