“Catà uezt…. a banne”. È l’alba di Santa Cecilia e il Natale tarantino può cominciare. Per la strada si sente forte l’odore delle pettole, la gente è riunita come se fosse una sola famiglia. Sembra un film e la colonna sonora è la banda che suona le pastorali.
Mi butto giù dal letto e corro in cucina. Le prime pettole sono quelle di mamma. L’impasto “spitterre” dalla coppa, pronta per essere fritto.
Pettole e cioccolata calda..che delizia !
Da oggi iniziano le tradizioni della mia città. Le strade si vestono di luci, di musica, di stelle comete, di profumi e di vecchi ricordi. Passato e presente si incontrano. I bimbi ascoltano a bocca aperta i racconti dei nonni e le famiglie si stringono attorno alle tradizioni.
Aspettiamo con impazienza che arrivi il pomeriggio per fare l’albero di Natale ed il presepe. Le mamme riempiono casa di tanti addobbi….Pare un negozio.
E a tavola? Non ne parliamo! Taralli, “sannachiudere”, “carteddate”, polpo fritto, baccalà e pesce di ogni genere. Le tavolate ricche di parenti, esplodono di cibi caratteristici.
E finalmente poi arriva la mattina della vigilia di Natale. C’è una vecchia tradizione, qui da noi, a “Tard’ Vecchia”.. Alle cinque del mattino, alla cattedrale di San Cataldo, viene celebrata una breve e particolare cerimonia: il Bambinello viene passato tra le braccia di tutti i fedeli presenti e ognuno recita una preghiera, esprime un pensiero o una supplica. Speranza, fede e devozione si mischiano, a volte, alla rassegnazione.
I grandi chiedono lavoro, salute e futuro per i propri figli. I bimbi chiedono un gioco… Qualcuno, invece, chiede una carezza…Ed intanto la tradizione si rinnova…




Ho fatto un tuffo nella mia infanzia tarantina ed è stato nostalgico ma nello stesso tempo molto bello. Grazie a voi tutti
Leggere delle proprie tradizioni è sempre un’emozione che scalda il cuore. Bravi ragazzi. Continuate così e fate tesoro di tutto questo e un giorno lo trasmetterete alle future generazioni!
Taranto: un mix perfetto tra tradizione e magia…