Raccontiamo ancora una volta una storia di resurrezione, com’è stato per l’ex tossicodipendente Aldo Nocera (di cui ci siamo recentemente occupati) che era solito girovagare, fino a tarda, ora in cerca di soldi per la dose e ora tornato a nuova vita. La vicenda a lieto fine riguarda Cosimo, il clochard che, precipitato in quelle condizioni per avverse vicende familiari, per anni ha stazionato in condizioni penose nei pressi della concattedrale dormendo (e smaltendo i fumi della sbornia) ovunque si trovasse: sui prati, sui marciapiedi e sotto i portici dei palazzi anche in caso di temperature invernali. Grande era la tristezza che traspariva dallo sguardo.

Non è mancato chi voleva dargli una mano, come i volontari della cooperativa “Owen” e dell’associazione “Le Sentinelle” che per qualche tempo, nelle ore notturne, lo hanno alloggiato nelle proprie sedi, rinunciandovi per la sua incapacità di rispettare le più elementari regole di convivenza. Aveva provato a ospitarlo in un appartamentino anche l’allora parroco della Concattedrale don Giuseppe D’Alessandro, facendolo lavare quotidianamente da alcuni volontari e provvedendo per ogni sua necessità. Ma presto anche lui dovette arrendersi per i frequenti stati di ubriachezze che rendevano Cosimo particolarmente irascibile, un pericolo per chiunque lo avvicinasse. In ogni modo, ovunque trascorresse la notte, abiti usati, coperte per la notte e un po’ di cibo, procuratigli dai parrocchiani, non sono mai mancati al clochard.

Dal canto loro, i volontari della Caritas con il direttore don Nino Borsci hanno frequentemente cercato di convincerlo a dormire al centro di accoglienza per i senza fissa dimora “San Cataldo vescovo” in Città vecchia, così da avviare un progetto di recupero, ma senza esito.

Nell’inverno del 2019, però, le condizioni meteorologiche particolarmente avverse avevano indotto Cosimo, ormai stremato, ad accettare di essere accompagnato da alcuni volontari e da Gianni Liviano, in collaborazione con l’allora assessore ai servizi sociali Simona Scarpati, al centro di accoglienza. Opportunamente aiutato a lavarsi e fornito di abiti puliti, l’uomo evidenziò le pessime condizioni di salute, dovute all’alcol e a tante notti trascorse all’addiaccio, così da rendere necessario il ricovero in ospedale. Dopo essere stato rimesso in sesto grazie alle cure dei sanitari del “SS.Annunziata”, Cosimo fu dimesso.

Alcuni volontari accompagnarono Cosimo al centro polivalente della Caritas, al quartiere Tamburi, per fargli trascorrere la mattinata al riparo dal freddo e poi al centro di accoglienza per le ore notturne, iniziando così un percorso di recupero. Di quelle giornate, alla ricerca della propria dignità, resta soprattutto una foto ricordo con l’arcivescovo mons. Filippo Santoro affianco dell’ormai ex clochard, tornato finalmente a sorridere. Attualmente Cosimo continua il cammino di recupero in una Rsa di Manduria, dove si accinge a trascorrere un altro Natale in compagnia di persone che gli vogliono bene, ricordando a tutti che i miracoli avvengono ancora.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *