Da qualche settimana è partita la diffusione dei bollettini medici settimanali dei casi di Covid 19, che sono in aumento, pur con conseguenze meno gravi rispetto al passato. Inevitabili sono gli inviti del Ministero alla Sanità a una maggior prudenza e alle vaccinazioni. E’ il caso di preoccuparsi? Lo abbiamo chiesto al dott. Luca Poretti, medico di base e molto attivo nelle cure domiciliari nell’ambito della rete del personale sanitario attiva in tutt’Italia “Cure domiciliari Covid 19”, con oltre mille pazienti curati e appena dieci ospedalizzazioni. “Tanto allarmismo, a mio parere, è ingiustificato – sostiene – È una recrudescenza legata al periodo invernale, fra altro con temperature abbassatesi nel giro di pochissimo tempo. Il covid, fra l’altro, si diffonde né più né meno come l’influenza”. Il dott. Poretti aggiunge che le conseguenze più gravi, come tutte le altre malattie dell’apparato respiratorio, colpiscono chi già soffre di patologie, soprattutto relative al sistema immunitario, e i più anziani. “Ma questo – evidenzia – succede sempre nei mesi più freddi dell’anno. Piuttosto mi preoccupa, come sto verificando nei miei pazienti, un aumento improvviso di tumori, malattie cardiovascolari e autoimmuni anche nei più giovani, che non mi so spiegare. Si tratta di una preoccupazione condivisa con altri colleghi. Su questo, ritengo, dovremmo puntare maggiormente l’attenzione”.

Molti si chiedono se sia possibile proporre un’adeguata prevenzione, al fine di trascorrere un inverno quanto più possibile tranquillo, senza fastidiosi, seppur brevi, periodi di isolamento in caso di contagio. “Ritengo innanzitutto che le mascherine, tornate a vedersi in giro, costituiscano un sistema di protezione di scarso effetto, più consigliabile nelle sale operatorie – dice – Sarebbe più necessario, negli ambienti chiusi (scuole, uffici, treni,autobus ecc.) installare un adeguato impianto per il continuo ricambio dell’aria, a evitare il ristagno di microbi e agenti batterici”.

La necessità di uno stile di vita è il punto sul quale insiste il dott. Poretti. “Ribadisco che i casi finora esaminati hanno dimostrato che questo tipo di coronavirus intacca soprattutto l’endotelio vascolare, quindi è fortemente probabile che l’individuo con l’apparato circolatorio in buone condizioni abbia minori possibilità di ammalarsi rispetto a chi lo presenta con infiammazioni – spiega – Perciò è necessaria mantenere un’adeguata alimentazione, limitando fortemente l’uso di cibi con zuccheri raffinati, farinacei, carni rosse e latticini: tutti fortemente acidificanti che vanno a intaccare l’apparato circolatorio. Va invece incrementato il consumo di frutta fresca, verdura e alimenti ricchi di proteine come uova, pesce e carni bianche, che meglio combattono l’iperglicemia , il diabete e l’obesità, alleati principali del coronavirus”.

Per rafforzare il proprio sistema immunitario, secondo il dott. Poretti, è auspicabile, sotto controllo del proprio medico, un uso frequente di vitamina C, B e D, oltre a zinco e magnesio. A tutto questo andrà affiancata una frequente esposizione al sole, i cui raggi favoriscono la produzione di vitamina D, oltre a un minimo di attività fisica, per favorire l’ossigenazione del sangue e tonificare i muscoli intorpiditi dai periodi di isolamento. Inoltre sono consigliate terapie mirate al lavaggio epatico e intestinale. Inoltre viene riferito che il virus circolerà fra noi ancora per un bel po’, con le varianti e sottovarianti prodotte in continuazione, diventando endemico, ma facilmente curabile come l’influenza.

“Nella mia esperienza di medico specializzato nelle cure domiciliari – conclude il dott. Luca Poretti – posso affermare che la situazione attuale è facilmente gestibile rispetto al passato, grazie anche alle conoscenze acquisite. Perciò non comprendo il motivo per il quale si continui ancora a fare terrorismo psicologico continuando con i bollettini settimanali. Se aumenteranno le ospedalizzazioni vorrà dire solamente che non si saranno effettuate adeguate cure domiciliari oppure che quei pazienti, ribadisco, soffrivano già di importanti patologie”.

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