Il libro resiste tra gli oggetti più utilizzati quali dono per le festività natalizie.Ecco dunque, per ritardatari ma anche per “lettori forti”, una carrellata breve ed eterogenea su alcuni titoli che riteniamo di suggerire per fare o semplicemente farsi un bel regalo:

– Da pochi giorni in libreria la biografia di Gino Paoli, scritta a quattro mani con Daniele Bresciani, romanziere e già giornalista per Vanity Fair e TV Sorrisi e Canzoni. In “Cosa farò da grande” (Bompiani) , leggiamo le alterne vicende del cantautore genovese, tra le cinque partecipazioni al Festival di Sanremo, due incidenti stradali quasi mortali, un processo per evasione fiscale e il famoso tentato suicidio del 1963, agli albori di una carriera sempre in bilico tra alcolismo e successi internazionali: leggiamo insieme sia il lato umano che quello artistico dell’autore di capolavori come “Sapore di sale” e “Il cielo in una stanza”, riferibili ai grandi amori per la Vanoni e la Sandrelli, oltre ad illustri collaborazioni, a cominciare da quella giovanile con Mina;

-Per gli amanti del genere storico, suggeriamo il romanzo “Le assaggiatrici” di Rossella Postorino, già vincitrice del Premio Campiello e finalista al Premio Strega. Il libro trae spunto da un fatto realmente accaduto, ovviamente ampliato dalla vena creativa della nota scrittrice: autunno 1943, in una deserta landa polacca a pochi chilometri dal noto rifugio denominato “Tana del lupo”, dieci donne scelte a caso vengono strappate alle loro famiglie ed alla loro miseria per “partecipare” a pranzi luculliani. A loro, infatti i nazisti affidavano l’ingrato compito di assaggiare le portate destinate alla mensa dei gerarchi e -dopo il fallito attentato al Furer- destinate al desco dello stesso Hitler. Il libro, edito da Feltrinelli, narra in particolare la storia di una di queste donne, Rosa, la quale piange per il marito disperso in Russia e intanto ogni giorno sperimenta la strana solidarietà di una condizione di vita assurda quanto inconcepibile;

-Se, come sostiene W. Mitchell, la nostra epoca è dominata dal cosiddetto “regime scopico” e siamo immersi nella cultura visuale (pictorial turn), non può mancare in libreria il ponderoso volume della freelance romana Margherita Giacosa. Il suo “Le cento immagini che hanno cambiato il mondo” (White Star Editore) contiene alcune delle più iconiche e significative fotografie dell’ultimo secolo, capaci di documentare con crudezza ed efficacia pagine della storia recente indelebili, come la caduta di Saddam Hussain, la Guerra del Vietnam, l’attentato alle Torri Gemelle, la recente pandemia alle quali si aggiungono scatti memorabili e meno recenti realizzati da indiscussi maestri dell’arte fotografica tra cui spiccano quelli di Elliot Erwitt e di Robert Capa;

-Per i più piccoli, tra le numerose e spesso riuscite proposte editoriali di fine anno, spicca il libro di Lily Baley, giornalista londinese capace di diventare caso letterario di dimensioni europee con il suo “La maglietta rossa di Ben” (Garzanti). Traendo spunto dal proprio vissuto quotidiano e in particolare da un’infanzia a dir poco movimentata, la Baley racconta le avventure del dodicenne Ben nel decisivo passaggio alla scuola secondaria. Per il ragazzo la fatica di crescere è però doppia rispetto ai coetanei, chiuso com’è in un mondo fatto di schemi, colori, ripetizioni, simmetrie e fissazioni dovute alla sua patologica condizione di soggetto “ossessivo-compulsivo”: sarà l’attrazione per la piccola April e il bisogno di aiutare questa fragile coetanea l’elemento scatenante una maturazione psicologica capace di strapparlo da condizionanti quando non eccessive abitudini. Un libro prezioso per adulti e per piccini;

 Gli ascolti televisivi continuano a premiare programmi basati su efferati fatti di cronaca. Per i numerosi amanti del genere “noir” o “giallo” sarà illuminante la lettura di “Delitti imperfetti” (Mursia Editore). Curato da Albina Perri, capo-redattrice del settimanale Giallo, il libro ripercorre alcune delle pagine più dolorose della storia recente italiana, a cominciare da delitti inquietanti quali quello della piccola Yara Gambirasio o della giovane Sarah Scazzi. Scopriamo che l’Italia è penultima in Europa nella classifica degli omicidi (0,5% ogni 100.000 abitanti) e che solo uno su quattro di questi resta impunito: la tesi di fondo è che le Forze dell’Ordine e l’istituzione giudiziaria italiana, pur tra ritardi e scarsità di mezzi economici, svolgono un eccellente lavoro d’indagine, offuscato tuttavia da quei pochi quanto significativi casi di “delitto perfetto” nei quali- nel clamore dei media mainstream- risulta complesso riuscire ad individuare moventi e soprattutto artefici;

 Da ultimo, un classico da (ri)scoprire: “Viaggio al termine della notte” (Corbaccio Editore). Si narra che non solo Bukowski ma lo stesso Sartre avessero imparato a memoria interi capitoli del romanzo d’esordio di Celine, traendone spunto per le loro nottate letterarie. Fatto è che assai di rado nella letteratura novecentesca si è riusciti a scavare così nel profondo dell’animo umano, per quanto con uno stile iperbolico, criptico ed in prima persona.

Il mediocre dottor Bardamu, alter ego di Celine stesso, attraversa l’Europa e finisce poi negli Stati Uniti durante l’orrore della Prima guerra mondiale, per tornare nella natia Francia e sperimentare una inguaribile disabitudine alla vita normalizzata. Vecchio ormai di quasi un secolo (fu pubblicato nel 1932), il viaggio di Celine non ha ancora smesso di dirci ciò che dobbiamo scoprire sul mistero dell’emozione umana.

*a cura di Alessandro Epifani

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