E’ stata raggiunta nelle ultime 48 ore l’ipotesi d’accordo per l’integrativo del Gruppo Leonardo One Company, la più grande azienda associata a Federmeccanica, tra l’azienda e il coordinamento nazionale FIM-FIOM-UILM che interesserà oltre 31 mila lavoratori, tra cui ovviamente anche quelli del sito di Grottaglie. 
Dopo una lunga trattativa, oltre un anno di negoziato e incontri, l’ipotesi di accordo prevedrà un aumento economico consistente sul PDR, incremento di 1400 euro a regime di cui la maggior parte consolidati mensilmente, definendo un unico importo teorico del PDR a 3300 euro, un aumento del superminimo collettivo non assorbibile al 5° livello (C3 nuovo inquadramento CCNL) di 63 euro aggiuntivo agli attuali 121,5 euro oggi presenti, e il totale mancato assorbimento degli aumenti del vigente CCNL dei metalmeccanici. Inoltre di particolare importanza sul tema del salario è il riconoscimento di un elemento economico collettivo e fisso per tutti i nuovi assunti dal 2027. Previste inoltre l’omogeneizzazione dei trattamenti delle maggiorazioni turno in tutto il Gruppo, riconosciute per tutte le ore prestate al 20% fino alle ore 22 e al 50% oltre le ore 22, aumento del valore dell’indennità in reperibilità, aumento dei trattamenti di trasferta, e un nuovo sistema di premio di anzianità con possibilità di fruizione dello stesso annualmente sotto forma di riduzione orario. Aumento dei permessi per la genitorialità e i famigliari disabili, un incremento del congedo per le donne vittime di violenza a carico dell’azienda, polizza integrativa aggiuntiva al piano MetaSalute MS2, aumento dello 0,5% a carico azienda della contribuzione su Cometa, e maggiori tutele per i lavoratori in appalto e in Off-Load. Infine l’avvio di una sperimentazione sulla riduzione dell’orario di lavoro settimanale durante la vigenza dell’integrativo, in tutte le aree produttive e di laboratorio particolarmente diversificate all’interno del Gruppo Leonardo.
“Prima dell’avvio del rinnovo del CCNL dei metalmeccanici, la sottoscrizione dell’ipotesi di accordo nel Gruppo Leonardo è un risultato importante per tutti lavoratori. Le intese raggiunte sono in linea con quanto definito nell’ultimo congresso della FIOM: maggiore salario fisso su tutti gli istituti, riduzione dell’orario di lavoro e maggiori tutele per i lavoratori, in particolare le donne, i giovani e i lavoratori precari in somministrazione e in Off-Load. Ora nelle assemblee si aprirà il confronto con le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo Leonardo per validare attraverso il referendum l’ipotesi di accordo, ed iniziare insieme a loro la discussione per mettere in campo le iniziative necessarie al fine di raggiungere al più presto il rinnovo del CCNL dei metalmeccanici” hanno dichiarato al termine dell’incontro il segretario generale della Fiom-Cgil Michele De Palma, Claudio Gonzato e Simone Marinelli Coordinatori nazionali del Gruppo Leonardo.
Per il segretario generale della Fim Cisl Roberto Benaglia e del coordinatore nazionale di Gruppo Fabio Bernardini, “l’intesa raggiunta è un ottimo risultato frutto del lavoro negoziale di tutto il sindacato e dalla Fim Cisl, perché ha permesso in una congiuntura non facile e alla vigilia di un contratto nazionale importante, di dimostrare la forza della contrattazione, che molto meglio delle leggi, riesce a tutelare e a migliorare la vita delle persone a lavoro, il reddito il riconoscimento del valore del loro lavoro e la sua sostenibilità. In Leonardo abbiamo potuto portare avanti molte idee e ottenere il riconoscimento dei bisogni nuovi dei lavoratori che come Fim Cisl da tempo individuiamo nelle nostre riflessioni. L’intesa fa da apripista alla campagna di contrattazione che vogliamo portare avanti anche
nel prossimo contratto nazionale ed è sicuramente un punto di riferimento per tutta la contrattazione di secondo livello. Leonardo è una palestra di ottime relazioni industriali capace di dimostrare come con il ruolo delle Rsu e del sindacato si può ottenere competitività e nel contempo il miglioramento di vita e salariali delle persone”.
“Dopo una lunga trattativa abbiamo raggiunto l’accordo per il rinnovo del contratto integrativo di Leonardo e questo rappresenta un forte messaggio di innovazione per affrontare le sfide epocali che abbiamo di fronte. Con questa intesa abbiamo voluto dare risposte concrete ai lavoratori che stanno subendo gli effetti negativi dell’inflazione, aumentando i salari, e anche innovative, inserendo la sperimentazione di riduzione dell’orario di lavoro nelle aree produttive, andando a superare la distinzione tra chi può svolgere la propria mansione in smart working e chi non può. Abbiamo rispettato gli impegni presi con i lavoratori nelle assemblee in ogni stabilimento: più salario e meno orario. Ora questo accordo può tracciare la strada per il rinnovo dei contratti nazionali del nostro settore che discuteremo nei prossimi mesi. Noi siamo pronti” dichiarano invece Rocco Palombella, segretario generale Uilm, e Bruno Cantonetti, segretario nazionale e Responsabile del settore. “Vogliamo sottolineare – aggiungono – l’importanza della previsione di ulteriori tre mesi di astensione dal lavoro a carico dell’azienda per le donne vittime di violenza, che si aggiungono ai tre mesi già previsti dal CCNL e ai tre previsti dalla legge, per un totale di nove mesi complessivi. Un segnale concreto di tutela e vicinanza alle donne vittime di atti intollerabili che dovrebbe essere seguito da tutte le aziende del Paese. Con questo contratto integrativo, frutto di un confronto costruttivo e pragmatico tra le parti, con un sistema di relazioni industriali partecipato, Leonardo si pone come Gruppo che può fare da apripista su temi innovativi e fondamentali per il futuro. Continueremo ad assumere un atteggiamento responsabile e legato esclusivamente al merito nell’esaminare ogni aspetto che riguardi le singole Divisioni e i progetti che si metteranno in campo – concludono – i nostri obiettivi imprescindibili saranno la salvaguardia occupazionale e la prospettiva produttiva di tutti i siti maggiori tutele per i lavoratori delle ditte esterne che operano in Leonardo”.
Ora nelle assemblee si aprirà il confronto con le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo Leonardo per validare attraverso il referendum l’ipotesi di accordo.
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