Arriva dal decreto Milleproroghe (all’attenzione del Consiglio dei Ministri di ieri sera) un piccolo salvagente per i 338 lavoratori della ei fu Taranto Container Terminal, iscritti alla Taranto Port Workers Agency (TPWA). Nel testo del decreto infatti, è inserito all’articolo 8 un provvedimento che prolunga di altri cinque mesi – da 78 a 83 mesi, fino a maggio 2024 – la scadenza della società che avrebbe dovuto ricollocare i circa 500 lavoratori licenziati dall’ex terminalista al Molo Polisettoriale (l’ex Taranto Container Terminal) nel 2016. A copertura di questo intervento saranno destinati 4 milioni di euro.
Non era questo però l’obiettivo perseguito dai sindacati di categoria e dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio. Il 7 dicembre scorso, l’Aula del Senato ha approvato (con 87 voti favorevoli e 46 contrari) con modifiche il decreto Anticipi, contenente misure economiche e fiscali urgenti a favore degli enti territoriali e per la tutela del lavoro, nel quale però non rientrò l’emendamento proposto in commissione Bilancio (dal senatore Ignazio Zullo di Fratelli d’Italia già capogruppo del partito nel Consiglio regionale pugliese, insieme ad uno dei relatori del decreto Guido Quitino Liris) in cui si chiedeva l’estensione per altri due anni della copertura finanziaria dell’Agenzia del lavoro portuale, in particolare della Tpwa a Taranto, non incluso nel testo approvato, perché bocciato dalla
stessa commissione e trasformato poi in ordine del giorno. L’emendamento è stato cassato in virtù della sua onerosità. Nel testo si chiedeva infatti l’estensione del periodo temporale dell’esistenza della stessa Agenzia da 78 a 92 mesi, rimodulando la copertura finanziaria dagli 8,8 milioni per gli anni 2022-2023 agli anni 2024-2025. Di fatto un modo per chiedere la proroga dell’Agenzia dagli attuali 36 mesi previsti dal provvedimento in vigore a 92 mesi.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/12/14/porto-i-sindacati-dal-prefetto/)
La mini proroga della durata dell’Agenzia e della relativa clausola sociale legalmente esigibile (termine attuale al 7/3/2024), consentirà ai lavoratori di conservare l’indennità legata alle giornate di mancato avviamento a lavoro (IMA, il cui attuale finanziamento termina al 31/12/2023), nell’attesa della definiva riqualificazione e ricollocazione al lavoro con conseguente cancellazione dagli elenchi. Ciò in quanto, i lavoratori iscritti all’agenzia nelle more della ricollocazione, nelle giornate di mancato avviamento al lavoro, percepiscono l’IMA, una indennità di mancato avviamento, equiparata al trattamento di integrazione salariale CIG. Tale strumento di legge attribuisce ai lavoratori iscritti nelle liste della TPWA, una clausola sociale legalmente esigibile nei confronti degli operatori economici che dovessero chiedere ed ottenere, nuove autorizzazioni ad operare ai sensi della L. 84/94 nell’ambito della circoscrizione territoriale di competenza della AdSP del Mar Ionio che hanno – in tali fattispecie – l’obbligo di rivolgersi per le nuove assunzioni prioritariamente agli iscritti all’agenzia.
Certamente la priorità assoluta, nei prossimi mesi, resterà quella di mettere in sicurezza il reddito di questi 338 lavoratori ad oggi iscritti all’agenzia istituita l’8 settembre 2017, con lo scopo attribuitole di ricollocazione previa eventuale riqualificazione dei lavoratori in esubero dall’allora terminalista ex art. 18 (della Legge 84/94) TCT, avendo di fatto agevolato e consentito la ricollocazione ad oggi di oltre 200 lavoratori con competenze di alto livello in materia portuale presso la San Cataldo Container Terminal, la società veicolo attraverso la quale il terminalista turco Yilport ha ottenuto in concessione il Molo Polisettoriale nel 2019.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/12/09/porto-a-rischio-centinaia-di-lavoratori/)