Continua la protesta degli autotrasportatori di Casartigiani Taranto, supportata dalle associazioni datoriali quali Aigi e Confapi Taranto. Dall’assemblea, svoltasi alla portineria C del siderurgico è emerso che la contestazione si protrarrà fino a lunedì 8 gennaio, giorno in cui si terrà il confronto tra i soci di Acciaierie d’Italia, rispettivamente Governo e Arcelor Mittal. La protesta verrà sospesa durante la festività dell’Epifania, sabato 6 e domenica 7 gennaio, e riprenderà alle 7.00 del mattino seguente.
In vista dell’incontro dell’8 gennaio, Casartigiani Taranto ha ritenuto dover inviare al Governo un documento in cui riassume le priorità e le esigenze del mondo dell’autotrasporto. A parere del sindacato degli artigiani tarantini c’è una situazione di insostenibilità che va ormai chiarita e affrontata altrimenti una serie di piccole imprese che esprimono diversi posti di lavoro rischieranno di finire a gambe all’aria. Motivo per cui gli autotrasportatori tarantini in assemblea, nelle prossime ore, valuteranno un fermo delle attività inerenti al settore, nella speranza che la loro situazione possa ottenere maggiore visibilità e sensibilità presso le istituzioni.

Cosa chiede al Governo
Si riporta di seguito il contenuto del documento di Casartigiani: “La scrivente Federazione, con la presente comunicazione, si costituisce parte dirigente degli imprenditori appartenenti al settore dell’autotrasporto della provincia di Taranto, la cui situazione ha subito un’evoluzione in peius negli ultimi giorni. Il settore da Noi rappresentato si ritrova al collasso: già previamente e pesantemente colpito dalla situazione di amministrazione straordinaria in cui versò l’ex Ilva nel 2015, la categoria dell’autotrasporto (trasporto merci) dipendenti di Acciaierie D’Italia spa denuncia da mesi il mancato pagamento del fatturato che, allo stato attuale, ammonta a circa 20 milioni di euro, fatturato comprensivo non solo delle spese sostenute relative al trasporto di materie prime ma, altresì, delle spese di rifornimento carburante, necessario ai fini dello svolgimento dell’attività di trasporto delle materie prime del medesimo committente”.
Prosegue Casartigiani: “Il mancato pagamento delle fatture di trasporto si protrae ben oltre i termini di pagamento stabiliti ex lege: ai sensi dei commi 12 e ss. dell’art. 83-bis del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, rubricato “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria”, convertito con modificazioni dalla L. 6 agosto 2008, n. 133 (in SO n.196, relativo alla G.U. 21/08/2008, n.195), “il termine di pagamento del corrispettivo relativo ai contratti di trasporto di merci su strada non può, comunque, essere superiore a sessanta giorni, decorrenti dalla data di emissione della fattura da parte del creditore. È esclusa qualsiasi diversa pattuizione tra le parti, scritta o verbale, che non sia basata su accordi volontari di settore, conclusi tra organizzazioni associative di vettori rappresentati nella Consulta generale per l’autotrasporto e per la logistica, di cui al comma 16, e organizzazioni associative dei committenti. […] In caso di mancato rispetto del termine in oggetto, il creditore ha diritto alla corresponsione degli interessi moratori di cui all’articolo 5 del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231. Ove il pagamento del corrispettivo avvenga oltre il novantesimo giorno dalla data di emissione della fattura, oltre agli interessi moratori, al committente debitore consegue la sanzione amministrativa pecuniaria pari al 10 per cento dell’importo della fattura e comunque non inferiore a 1.000 euro.”

Alla luce di quanto sopra riportato, la categoria da Casartigiani rappresentata lamenta “l‘eccessiva dilazione dei termini di pagamento del fatturato” che “valica di ben oltre sei mesi i termini di pagamento legalmente stabiliti: gli autotrasportatori e, conseguentemente, i sub vettori subiscono tale situazione di disagio a far data dal dicembre 2022/gennaio 2023, provocata dal trattenimento delle spese di trasporto versate dal cliente nel momento in cui commissiona il materiale all’impresa di autotrasporto medesima da parte di Acciaierie d’Italia, che si identifica come controparte contrattuale inadempiente”.
Tale situazione è diventata, ormai, insostenibile non soltanto per gli imprenditori della categoria da Noi rappresentata, ma anche per le famiglie coinvolte. “Sottolineiamo – si legge ancora nel documento – che tale pretesa non è dettata tanto dalla pretesa creditizia in senso stretto quanto nella dignità della prestazione, che si ravvede nell’esigibilità del pagamento nei termini stabiliti alla legge; motivo per cui gli autotrasportatori della provincia di Taranto si son riuniti e si riuniranno in assemblea nelle prossime ore al fine di valutare un fermo delle attività inerenti il settore in oggetto, nella speranza che la loro situazione possa ottenere maggiore visibilità e sensibilità presso le istituzioni”.
La Federazione richiede un intervento volto a favorire il rispetto della lettera della legge “sollecitando Acciaierie D’Italia nel pagamento del debito in oggetto e dei relativi interessi moratori e sanzioni amministrative così come previsto dal dato normativo, al fine di favorire la risoluzione definitiva di tale situazione di disagio”.