Resta, seppur di poco, il segno meno nelle statistiche sulle merci movimentate dal porto di Taranto nel mese di novembre. Dopo aver registrato una lenta ma positiva risalita tra giugno e settembre, nell’undicesimo mese dell’anno lo scalo ionico ha movimentato in totale 1.053.096 di merci contro 1.064.898 del novembre dello scorso anno, per una differenza pari a -11.802 che hanno portato al dato finale del -1,1%.
A pesare in negativo sono state ancora una volta le rinfuse solide (538.266 contro le 620.815 del 2022 con una differenza di -82.549) che hanno fatto registrare un -13,3%, segno evidente di come le attività del siderurgico abbiano ancora una peso determinante nell’economia del porto ionico. Resta invece positivo il dato relativo alle rinfuse liquide legate principalmente alle attività della Raffineria ENI (314.206 con le 303.093 del 2022 con una maggiorazione di 11.113) pari ad un +4%: dati contrastanti che hanno portato al saldo negativo per quanto riguarda il totale delle rinfuse movimentate (-7,7%).
Decisamente in crescita, seppur con numeri largamente inferiori alle enormi potenzialità del Molo Polisettoriale, le statistiche relative alle merci in container (7.308 rispetto alle 3.698 del 2022 con 3.610 tonnellate in più) che raggiungono il +97,6%, mentre tornano a salire anche le merci varie (193.316 rispetto alle 137.292 dello scorso anno) del +40,8%: il saldo totale del container (TEU) resta dunque positivo (1.743 a confronto dei 528 del 2022) +230%, pur ribadendo il concetto che parliamo di numeri davvero esigui. La dimostrazione è sempre nei numeri: gli sbarchi totali (613.514 rispetto ai 641.543 del 2022) restano ancora negativi del 4%, mentre gli imbarchi totali (439.582 rispetto ai 423.355 del 2022) crescono appena del 6%. Saldo negativo, infine, anche per il totale dei passeggeri delle crociere (4.130 contro i 5.097 dello stesso mese dello scorso anno) -19%.
In attesa dei dati del mese di dicembre e di quelli del secondo semestre, ricordiamo che nel primo semestre di quest’anno il calo è stato pari a -629.779 sul totale generale delle merci movimentate (-8,2% rispetto al primo semestre 2022, 7.072.301 rispetto alle 7.702.080), come riportammo tempo addietro.
Il tutto in attesa di conoscere nel dettaglio il piano industriale della San Cataldo Container Terminal (società controllata dal gruppo turco Yilport che ha in concessione il Molo Polisettoriale dal 2019), visto che il 2024 dovrebbe essere l’anno del rilancio o del definitivo ridimensionamento. I numeri potenziali del porto di Taranto sono decisamente superiori e quindi il margine di crescita non può che essere enorme rispetto ai dati attuali. Né si può pensare che Taranto diventi una sorta di succursale del porto di Bari e che si accontenti di ricevere quelle navi che a causa del grande traffico e del congestionamento del porto barese non hanno spazi in banchina per scaricare i loro container, perché sarebbe un vero delitto per l’economia ancora oggi inespressa di questo territorio. Tutto è ancora possibile, ma servirà la volontà di tutti perché si possa davvero concretizzare la svolta attesa da anni ed evitare che il porto di Taranto resti per sempre una grande incompiuta.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/07/22/il-porto-di-taranto-resta-allancora/)