Si concedono due giorni di pausa gli autotrasportatori. Oggi e domani sarà sospesa l’assemblea permanente, proclamata dagli iscritti di Casartigiani Taranto e supportata dalle associazioni datoriali Aigi e Confapi Taranto, per poi riprendere alle 7.00 dell’8 gennaio, in cui si terrà il confronto tra i soci di Acciaierie d’Italia, rispettivamente Governo e Arcelor Mittal. Gli autotrasportatori avanzano ancora i pagamenti delle fatture che, per norma, sono previsti entro 60 giorni delle fatture quando l’azienda ha incassato il servizio accessorio. Nonostante siano state avviate le prime procedure di pagamento, ad alcuni vettori, alleggia ancora tanta incertezza e altrettanta tensione perché, di fatto, si tratta di bonifici relativi a dicembre 2022 e i primi mesi del 2023. “Manovra con cui non si risolve alcunché – ha dichiarato Giacinto Fallone, rappresentante degli autotrasportatori di Casartigiani Taranto – e che al contrario ha ulteriormente allarmato gli iscritti, timorosi di perdere le somme restanti”.

(leggi il nostro articolo: https://www.corriereditaranto.it/2024/01/02/taranto-dice-basta-2/)

Cosa è successo ieri

È stata una vigilia dell’Epifania sui generis per gli autotrasportatori di Casartigiani Taranto Dopo giorni di presidio, che è iniziato il 2 gennaio, una delegazione di autotrasportatori è stata ricevuta dal Prefetto di Taranto Paola Dessì. Pagamento delle fatture scadute e applicazione della norma nazionale dell’autotrasporto: questo è quanto verrà preteso da Casartigiani al tavolo di confronto, con le istituzioni e i vertici aziendali di Acciaierie d’Italia, che verrà convocato dopo l’8 gennaio. Durante l’incontro col Prefetto,  il coordinatore regionale di Casartigiani Puglia Stefano Castronuovo ha ribadito le problematiche del settore dell’autotrasporto, che sono differenti rispetto le altre categorie di lavoratori: “Non è possibile – ha detto il coordinatore – che a oggi i pagamenti siano in forte ritardo. La legge prevede che nel momento in cui non vengono saldati sia la Guardia di Finanza sia l’Agenzia delle entrate debbano vigilare sulla condotta dell’azienda. Auspichiamo che il tavolo venga convocato e così come vengano rispettate le nostre richieste”.

Il confronto con il senatore Turco

Ancor prima che si recassero in Prefettura, gli autotrasportatori hanno accolto in assemblea il vicepresidente del Movimento 5 Stelle Mario Turco. Seppur abbia attirato qualche critica, durante il confronto con gli autotrasportatori, il senatore tarantino gli ha assicurato che proporrà un’interrogazione parlamentare a sostegno della categoria. Nello specifico, chiederà al Governo Meloni quali sono le prospettive industriali future della vertenza Ilva e cosa si prevede per il pagamento delle spettanze dell’indotto ed in particolare degli autotrasportatori, le cui fatture sono scadute da tempo. Secondo Turco, ora più che mai “non si deve badare ai colori politici” piuttosto “alle esigenze e le criticità di questo territorio”, ancora “diviso tra ricatto occupazionale e tutela dell’ambiente e della salute”. “È il momento – ha concluso – di mostrarci uniti contro un Governo che mostra ogni giorno tutte le sue incapacità, che fugge dalle sue responsabilità, non ha prospettive, visione, non ha fornito soluzioni”.

La rabbia degli autotrasportatori

L’ira è pericolosa, ma lo è ancor di più la rassegnazione. Sentimento che sembrerebbe insinuarsi, pian piano, tra gli animi dei lavoratori, la cui dignità è stata fortemente lesa. “Non abbiamo più fiducia in questa azienda” ha dichiarato Luigi (39 anni). Poi, tuona Giovanni (45 anni): “Siamo stanchi di essere presi in giro. Così come non siamo più in grado di affrontare questa ennesima crisi economica. Non abbiamo più la forza”. Francesco (52 anni) è esausto perché “non riesce più a sostenere le molteplici spese”, motivo per cui lo scorso Natale è stato “tragico”. Infine, ha asserito che se non si riuscirà a trovare una soluzione “al più presto sarà costretto a emigrare”. Si augura che ciò non accada.

One Response

  1. Buongiorno
    Il buon Turco ha fatto la sua passerella.
    Si e’ dimenticato che Conte e Di Maio del suo movimento politico hanno firmato il patto scellerato con Arcelor Mittal del 2020 a seguito della revoca dello scudo penale avvenuto nel 2019.
    Dimenticavo e ” Taranto Land o Gardaland del sud” che fine ha fatto.
    Sembra un attore o una comparsa del film “Cado dalle nubi di Checco Zalone”
    Peccato che invece dell’attore faccia il Senatore della Repubblica Italiana
    Saluti
    Vecchione Giulio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *