La caccia alla diciassettesima firma è ufficiosamente aperta. Infatti, per ora sarebbero quindici i consiglieri, ovvero 10 di opposizione e 5 dalla ex maggioranza, intenzionati a far cadere l’amministrazione Melucci. Questo è quanto trapelato, dalla riunione di ieri pomeriggio, tra le ex forze politiche di maggioranza che componevano la coalizione di centrosinistra “Ecosistema Taranto”, ora passate in opposizione quali Partito Democratico, MoVimento 5 Stelle, Europa Verde, CON, Sinistra Italiana, Partito Socialista Italiano e Una strada diversa (lista civica). Anche se, per CON e Partito Socialista, avrebbero partecipato solo gli esponenti delle segreterie perché invece il presidente del consiglio Piero Bitetti e i consiglieri Stefania Fornaro e Paolo Castronovi avrebbero scelto di supportare il primo cittadino. Resterebbero nel perimetro di maggioranza, a patto che non entrino i due consiglieri di Italia viva Massimiliano Stellato e Carmen Casula.

Già, Italia viva. Ancora una volta, la palla passerebbe ai due riformisti. E se l’intenzione della nuova opposizione trasversale fosse vera, basterebbero solamente altre due firme per recarsi dal notaio e far franare (per la seconda volta) la giunta Melucci. Che siano proprio quelle di Stellato e Casula le prossime firme? In tal caso, si tratterebbe di un paradosso tutto politico. Lo stesso che, stando a indiscrezioni, si starebbe consumando nelle ultime ore in quanto gli ex consiglieri di maggioranza avrebbero contattato, sia Stellato sia Casula, per chiedergli di aderire all’iniziativa. La stessa maggioranza che fino a qualche mese li ha accusati di tradimento, riferendosi alla caduta anticipata del 2021.

Congetture e minacce che, ovviamente, sarebbero già trapelate nei corridoi di Palazzo di Città.  Quindici potrebbe essere una cifra preoccupante ma d’altra parte, il sindaco non sembrerebbe pensarci. Fonti vicine a Melucci rivelano che non sia soggetto a particolari preoccupazioni, perché forte della sua nuova squadra tutta consiliare. Ieri pomeriggio, infatti, la giunta assessorile si è già riunita per lavorare alle vertenze della città, come quella relativa alla mitilicoltura. E la speranza è che questo ennesimo corto circuito non paralizzi, nuovamente, il futuro della comunità. Un destino, ancora incerto, da cui Taranto non riesce a svincolarsi.

 

One Response

  1. Diceva Pierino: “comunque vada sarà un successo”. Infatti se raggiungono 17 firme cade Melucci e i filistei e tanti festeggeranno. Se non si arriva alla crisi della maggioranza r accattata, ugualmente ci sarà la festa grazie alle indiscusse capacità del Melucci, detto lo zarino, che risolverà tutti i problemi di Taranto. Come ad esempio la pulizia della città impedita dai militanti del PD, che in modo organizzato girano per la città svuotando i cassonetti per terra, nonostante i richiami del noto manager Mangarelli che, perfino schierandosi contro il suo stesso partito, eroicamente, dava una mano agli operatori per la pulizia notturna pur di fare bella figura, ma poi le sue forze lo hanno abbandonato e ha dovuto sospendere il servizio. Ma si sa che contro quegli scatenati attivisti del PD nessuno ce la può fare. Va da se che se Melucci riesce a pulire la città, sarà un gioco da ragazzi gestire il problema ex ILVA, completare l’ospedale S. Cataldo dove per colpa del cambiamento climatico si è accumulato un ritardo da pazzi. Realizzare un progetto per l’area mar piccolo, impiantistica sportiva ecc. Così che con l’illuminata guida del piccolo zar, libero dai partiti che lo hanno fatto eleggere, malgrado la sua ignota identità politica e culturale, e con l’aiuto dei profilati in giunta, tutti i problemi saranno risolti per sempre e non ci sarà più traccia di loro. Dei problemi s’intende!

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