In occasione dell’incontro di orientamento con gli studenti dell’Istituto Comprensivo A. Moro di Taranto, abbiamo intervistato Giuliano Liuzzi, il giovane ricercatore tarantino dell’Università della Basilicata. Dalla prima passione verso l’astronomia, alla sua carriera da ricercatore fino ad arrivare al riconoscimento ricevuto dalla Nasa nel 2022 con il premio Early Career Achevement Medal per il lavoro svolto negli Stati Uniti nel campo delle scienze planetarie e della conoscenza dell’atmosfera di Marte. “Ricevere questo premio è stato molto emozionante e soddisfacente, in quella medaglia sono racchiusi tutti gli anni di molto studio, di intenso lavoro e di grandi difficoltà come il periodo del covid che mi ha tenuto lontano dalla mia famiglia per due anni. È un orgoglio a livello professionale ed ho sentito tutti i sacrifici ripagati. La gioia è stata doppia perché mi trovavo a Potenza quando ho ricevuto la mail”, afferma Liuzzi.

Come è nata la passione per il mondo della ricerca?

“Abitavo a San Giorgio in una zona dove c’era una vista sull’orizzonte da togliere il fiato, sono sempre cresciuto con l’obiettivo di dover guardare lontano, volevo capire cosa c’era oltre quell’orizzonte e trovare il mio posto nel mondo. A nove anni mi regalarono il primo telescopio, io volevo studiare astronomia o astrofisica; un settore totalmente diverso. Poi, crescendo e studiando altre materie, sono entrato in contatto con il mondo dell’analisi dei dati atmosferici che mi ha totalmente rapito e cambiato la vita”.

È stato difficile adattarsi a questo cambiamento?

“L’anno dopo aver terminato il dottorato all’Università della Basilicata nel 2016, sono stato preso al centro Nasa Goddar vicino Washington dove sono rimasto per 5 anni. Questo periodo ha messo molto alla prova la mia vita privata con una nuova lingua da imparare e parlare, dei nuovi amici, per non parlare dei cambiamenti professionali a partire dai sotto-settori di ricerca tra cui scienze marziane e atmosfera terrestre che mi hanno formato sotto diversi aspetti. La ricerca che ho svolto negli Stati Uniti mi ha perfezionato dal punto di vista tecnico e metodologico e mi ha aiutato a lavorare su determinate problematiche molto attuali come l’inquinamento ed il riscaldamento globale”.

Inquinamento ed ambiente sono temi cruciali per la città di Taranto, ci sono stati dei lavori di ricerca a proposito del tuo territorio?

“Non lavoro direttamente sul territorio di Taranto, non ho focus specifici sulle tematiche ambientali e green, però attraverso il mio lavoro si utilizzano diversi macchinari per monitorare tutti gli inquinanti più pesanti presenti sulla Terra. Inoltre, forniamo ai settori che operano a livello territoriale, diversi strumenti che agiscono sulle problematiche legate alla salute e all’ambiente per aiutare a migliorare le condizioni delicate che con il tempo si sono sviluppate”.

La tua è stata una scelta consapevole e coraggiosa. Come descrivi la situazione attuale dei giovani?

“I giovani d’oggi hanno un’ansia nei confronti del futuro che molte volte li frena nelle scelte e li limita. Non c’è nessuna fretta, non tutti abbiamo gli stessi tempi, ognuno raggiunge i propri obiettivi in momenti differenti della vita. Vorrei far capire ai ragazzi che non è mai troppo tardi per cambiare e io ne sono l’esempio. In dieci anni ho cambiato linea di ricerca almeno cinque volte. Spero che possano superare questa paura anche se all’inizio il cambiamento disorienta, ma con il tempo ci si stabilizza e si trova la giusta quadra nella vita professionale e personale”.

Quanto è importante accompagnare i ragazzi durante le scelte per il futuro?

“Vorrei che i ragazzi avessero dalla loro parte una famiglia, degli amici e dei professori che gli insegnassero il coraggio di pensare che le cose si possono fare. Spero che per i cervelli che vanno via, si verifichino le condizioni per tornare e trovare la soddisfazione professionale per cui hanno lavorato nel tempo. Io le ho trovate, non è impossibile mi auguro che in futuro non ci sia speranza solo per i pochi fortunati, ma per tutti. In questo la politica e l’istruzione hanno un ruolo fondamentale perché devono mettere in campo degli strumenti che favoriscano lo sviluppo di queste capacità, attraverso la costruzione di uno spazio adeguato a farle emergere professionalmente. Bisogna dare ai giovani la possibilità di scegliere se rimanere e non essere costretti ad andar via per trovare il proprio posto nel mondo”.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Al momento mi trovo a Potenza all’Università della Basilicata, un piccolo Ateneo dove insegno e continuo a svolgere la professione da ricercatore. Si tratta della seconda facoltà in Italia che contribuisce scientificamente a una missione dell’Agenzia Spaziale Europea “Forum” che verrà lanciata nel 2026/2027 per monitorare, in maniera inedita, alcuni aspetti della radiazione che arriva dalla Terra, aiutando anche a comprendere il fenomeno del surriscaldamento globale.

One Response

  1. Di sicuro da questa città senza speranze e prospettive sei fuggito via e neanche sprechi una sola parola , non so perché ma sono pochi quelli che vorrebbero ritornare qui una volta andati via ,basta spostarsi di poco per vedere la differenza è capire quanto siamo inutili e quanto sia impercettibile il cambiamento di cui qualcuno si è tanto vantato

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