Il Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale (Sezione Seconda – Presidente Giulio Castriota Scanderbeg), come abbondantemente previsto e annunciato sin da subito su queste colonne, ha accolto l’impugnazione di Acciaierie d’Italia nei confronti dell’ordinanza del TAR della Lombardia dello scorso 10 gennaio, che aveva respinto la richiesta della stessa Acciaierie d’Italia di sospendere in via cautelare la delibera Arera che autorizza Snam all’interruzione della fornitura gas allo stabilimento.

Nell’ordinanza del Consiglio di Stato emessa nella tarda serata di ieri si legge: “Considerato che sussistono i presupposti della estrema gravità ed urgenza per accordare la chiesta misura cautelare monocratica avuto riguardo al carattere strategico per la produzione nazionale della attività industriale della parte qui appellante e delle conseguenze che verrebbero a determinarsi, anche sul piano ambientale, dalla immediata interruzione del servizio di default trasporto; che non vi è spazio, alla luce dell’accoglimento interinale della domanda cautelare, per accordare la chiesta abbreviazione dei termini per la trattazione della istanza cautelare; accoglie l’istanza di misure cautelari monocratiche e per l’effetto sospende, in riforma della impugnata ordinanza, l’efficacia degli atti in primo grado gravati fino alla udienza camerale fissata per la trattazione della domanda cautelare in sede collegiale”.

Fissata, inoltre, per la discussione, la Camera di Consiglio del 13 febbraio 2024.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/01/15/ex-ilva-il-gas-continuera-ad-arrivare/)

2 Responses

  1. Buonasera
    Come previsto, è stata sospesa la sospensione della fornitura del gas, fino a nuova data.
    In fondo hanno equiparato lo stabilimento ADI ex-ILVA ad un ospedale, o forse è da considerarsi un manicomio.
    Saluti
    Vecchione Giulio

  2. Buonasera
    Ed infine è arrivata la sospensione alla sospensione della sospensione della fornitura di gas per ADI Taranto.
    In pratica lo stabilimento è stato equiparato a un ospedale
    Ma lo possiamo solo equiparare ad un manicomio, ormai l’unico rimasto aperto in Italia.
    Siamo allo sbando.
    Saluti
    Vecchione Giulio

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