Esplode la rabbia delle imprese dell’indotto ex Ilva. Ieri mattina, i lavoratori di Aigi, ovvero l’associazione Aziende Indotto General Industries nata lo scorso anno dalla scissione da Confindustria Taranto, hanno sfilato in un lungo corteo bloccando il traffico della statale 100. Sono circa 4 mila lavoratori che avanzano 120 milioni di euro di crediti. Famiglie dal futuro incerto, il cui spettro dell’Amministrazione straordinaria pende sul capo come una spada di Damocle. Smarriti all’idea di dover rivivere le stesse dure condizioni, come già accaduto nel 2015, quando 150 milioni di lavori non sono stati pagati e sono rimasti impigliati nella procedura al Tribunale di Milano.
Questo l’allarme lanciato dal presidente di Aigi Fabio Greco: “Aigi non presterà il fianco a chi cerca di manipolare le aziende dell’indotto in quella che è una battaglia tra titani ed un rimpallo di responsabilità sulle sorti dello stabilimento di cui si sta decretando la chiusura. Una sorte di cui certo noi non siamo responsabili”. Greco, inoltre, ha dichiarato che dal prossimo lunedì, 22 gennaio, le imprese bloccheranno i lavori e pertanto la sospensione sarà adottata “anche dalle aziende che erogano forniture indispensabili a garantire la sicurezza degli impianti e della tutela ambientale”.
Neanche Casartigiani rinuncia alla lotta per la dignità. Così gli autotrasportatori, ieri mattina, hanno ripreso l’assemblea dinanzi la portineria C, nell’area TIR del siderurgico. Quest’ultimi l’avevano sospesa dopo l’incontro con i dirigenti dell’azienda Acciaierie d’Italia, perchè erano state saldate alcune fatture. Tuttavia, i pagamenti sono stati limitati a poche aziende e per cui gli autotrasportatori hanno ripreso il presidio: “Ormai sembra quasi diventata un’abitudine – ha detto Giacinto Fallone, rappresentante degli autotrasportatori di Casartigiani Taranto – trovarci qui a protestare per essere pagati. E lo stesso vale per l’Amministrazione straordinaria, l’appuntamento che si ripropone ogni dieci anni”. Fallone ha ricordato che su 150 solo 40 sono le aziende sopravvissute alle criticità che da diverso tempo attanagliano il comparto. Molte hanno chiuso i battenti in preda all’esasperazione, oppure i titolari sono emigrati altrove. Ancor peggio, ci sono stati colleghi che hanno perso anche la vita su strada, per lavorare ogni giorno e senza sosta: “Alcune imprese – ha proseguito il rappresentante di Casartigiani Taranto – hanno continuato a trasportare spinte dalla speranza e, al tempo stesso, dalla promessa che prima o poi sarebbero state saldate. Promesse che ovviamente non sono state mantenute, nonostante negli ultimi tre mesi siano perfino triplicati i fatturati. Per giunta, ora siamo senza denaro e con l’Iva da pagare”.
Quale potrebbe essere una delle soluzioni per sbloccare i crediti? Greco ha spiegato che il Ministero potrebbe interloquire con Sace, il gruppo assicurativo-finanziario italiano direttamente controllato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze o con la Cassa Deposito Prestiti, per garantire, al più presto, il pagamento dei crediti ai fornitori e ai collaboratori. Si ricordi, infatti, che l’accordo delle aziende dell’indotto con Acciaierie d’Italia prevede che il pagamento delle fatture a 180 giorni. Diversamente, l’insediamento dell’Amministrazione straordinaria porterebbe via più tempo e si correrebbe il rischio di perdere le liquidità e di saldare le fatture.
Anche il coordinatore di Casartigiani Puglia Stefano Castronuovo è critico nei confronti della Legge Marzano così come stilata (ovvero della normativa che regola il passaggio dell’Amministrazione straordinaria di un’azienda che si trova in un grande stato di crisi, come nel caso di Acciaierie d’Italia ndr.): “C’è bisogno di un nuovo intervento legislativo emergenziale – ha detto il coordinatore di Casartigiani Puglia – in quanto così si correrebbe il rischio di perdere ulteriore tempo. I lavoratori devono essere pagati ora, senza ulteriori rimpalli e rinvii”.
La call con Urso e Morselli
Il pagamento dei crediti, con annesse soluzioni, sono problematiche che le associazioni datoriali hanno esposto anche ai ministri delle Imprese del Made in Italy Adolfo Urso e del Lavoro Marina Calderone. Dopo il corteo, Castronuovo (Casartigiani) e Greco (Aigi) hanno partecipato alla video call con i titolari dei dicasteri, assieme a Confindustria, Confapi, CNA Taranto, Federmanager e Confartigianato Taranto. Durante il confronto con Urso e Calderone, Greco ha ribadito la forte preoccupazione di perdere i crediti maturati mentre Castronuovo ha avanzato un pacchetto di proposte per normare il comparto dell’autotrasporto: in primis, ha richiesto un “intervento normativo atto a garantire i crediti delle imprese maturati, escludendole da eventuali procedure fallimentari” e “concedendo al commissario straordinario nominato la possibilità di liquidare i crediti alle imprese di autotrasporto. Questo potrebbe avvenire in maniera prioritaria in quanto aziende indispensabili per il funzionamento dolo stabilimento industriale”.
Ancora, è stata richiesta la “sospensione degli oneri previdenziali e fiscali per il periodo di amministrazione straordinaria delle imprese di autotrasporto della provincia di Taranto” e la “certificazione dei crediti delle imprese con possibilità di cessione”. Infine, sono state richieste delle “agevolazioni per gli investimenti di cambio di processo produttivo attraverso l’acquisto di rimorchi e semi rimorchi delle imprese di autotrasporto per l’acquisizione di nuove commesse”. Anche Confartigianato ha sollecitato il pagamento integrale e immediato dei crediti vantati dalle imprese fornitrici del 15 gennaio. Inoltre, la Confederazione ha ritenuto anche necessaria una dotazione specifica in favore del fondo FSBA per la gestione degli ammortizzatori sociali a beneficio dei lavoratori delle imprese artigiane dell’indotto in crisi.
D’altro canto, Calderoni ha sottolineato che questo Governo vuole “continuare a produrre acciaio di buona qualità e in sicurezza, la stessa che si auspica per le aziende dell’indotto”. Urso, invece, ha specificato che “è solo l’amministratore delegato Morselli a dare le risposte”, così com’è “l’unico che può pagare i fornitori, perché è una sua responsabilità legale”. Diversamente, ha proseguito il ministro delle Imprese e del Made in Italy, se l’azienda non potesse pagarle perché “non c’è l’insolvenza”, allora “dovrebbe richiedere l’intervento dell’amministrazione straordinaria, cosicché i commissari possano toccare con mano la situazione”.
Una riunione dagli esiti deludenti e le cui affermazioni hanno lasciato perplessi, più di qualche associazione datoriale. Queste in chiusura hanno riferito, senza remore, che questo ennesimo rimpallo inevitabilmente “porterebbe alla morte dell’indotto così come al collasso del sistema economico tarantino”.
Buonasera
Cari associati Casartigiani, Aigi, Confapi e Confindustria-Taranto E’ inutile tergiversare.
Con l’amministrazione straordinaria si rischia di perdere tutto o dover aspettare anni per un riconoscimento parziale dei crediti.
L’unica soluzione è farsi pagare nei prossimi dieci giorni, ovvero prima dell’insediamento dei commissari dell’amm.straordinaria.
E’ necessario intraprendere ogni azione ritenuta necessaria per veder soddisfatti i propri crediti.
Quindi bloccare gli accessi allo stabilimento ILVA di Taranto, bloccare la raffineria ENI di Taranto ed in ultimo, se necessario, Ponte Girevole e Prefettura di Taranto.
Oggi è necessario essere duri e spietati contro coloro che rendono carta straccia i nostri crediti.
In primis lo Stato Italiano che si fa forte con i deboli (ovvero noi) e debole con i forti (ovvero Arcelor Mittal).
E comunque non è concepibile cancellare dall’oggi al domani mesi e mesi di fatturato e poi continuare a pretendere regolarità contributiva, retributiva e fiscale.
Da lunedì 22-01-2023 è necessario per i Vs interessi riprendere tutte le forme di protesta e di lotta, ancorchè astenersi dal fornire qualsiasi servizio (anche indifferibile) ai reparti ADI ex-ILVA di Taranto.
Se ne sono capaci, che provvedessero con gli operai ADI.
Diversamente provvedessero a mettere in sicurezza gli impianti.
Buona Fortuna
Saluti
Vecchione Giulio