Il destino dell’amministrazione Melucci sembrerebbe ormai scritto. Verso la fine. Anche il coordinamento “Una strada diversa” ha sciolto la sua riserva nei confronti del sindaco Rinaldo Melucci e qualora la mozione di sfiducia approdasse in aula, entro il 17 febbraio, il suo consigliere Luca Contrario voterà per le dimissioni. La mozione di sfiducia è stata presentata, il mese scorso, dai gruppi civici di opposizione, a cui hanno aderito i partiti di destra, Vincenzo Di Gregorio (Pd), Lucio Lonoce (Pd) e Gianni Liviano (Gruppo Misto di Minoranza), raggiungendo così le 13 firme, necessarie affinchè possa essere discussa nella massima assise.

Questa la posizione di Una strada diversa: “Riteniamo Rinaldo Melucci – hanno comunicato  – il primo responsabile di continue rimodulazioni dei gruppi consiliari, imprevisti azzeramenti, così come di inspiegabili cacciate, seguite da repentine marce indietro, e schizofreniche riassegnazioni delle deleghe assessorili”. La traiettoria politica del sindaco è parsa guidata, a un certo punto “più da ambizioni personali che dall’obiettivo di un’amministrazione stabile e serena della città”.  A proposito delle parole di Melucci, durante il consiglio monotematico sui Giochi del Mediterraneo sui rapporti dell’amministrazione comunale con la Regione Puglia, il coordinamento chiarisce che sia “indispensabile collaborare con altri livelli istituzionali” nell’interesse della comunità “senza consegnarsi in base al vento del momento”.

Chi sta con Melucci?

Dunque, se la mozione dovesse approdare in aula, alla sfiducia si aggregherebbe anche il Movimento Cinque Stelle. A quel punto, da quattordici i voti sfavorevoli diventerebbero quindici e il rischio che l’amministrazione possa cadere diventerebbe ancora più concreto. Pericolo, che tuttavia, il sindaco non dovrebbe temere dato che potrebbe ancora contare sull’appoggio di Piero Bitetti e Stefania Fornaro di CON. Indiscrezioni rivelano che dopo un periodo di attenta riflessione, gli esponenti del gruppo regionale sarebbero propensi a sostenere il sindaco Melucci con l’attuale maggioranza.  Bitetti e Fornaro dunque si opporrebbero, una volta per tutte, alle direttive regionali del partito, che assieme alle altre ex forze di maggioranza Ecosistema Taranto non riconosce più Melucci come guida della città.

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