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“La storia contemporanea, che viviamo quotidianamente, ci sta dimostrando come l’odio e la violenza nei confronti di coloro che sono ritenuti diversi, siano ancora radicati in noi. Per questo è fondamentale, oggi più che mai, la testimonianza ed il ricordo di quelle vicende per poterle tramandare alle generazioni future e cercare di non ripeterle” ha dichiarato il Prefetto di Taranto Paola Dessi durante la celebrazione del “Giorno della Memoria”.

La cerimonia, coordinata dalla professoressa Adriana Chirico e tenutasi in Prefettura, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico, dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, è stata incentrata sul riscatto del valore della persona e sulla grandezza della vita umana.

Fondamentale la presenza dei giovani studenti di diverse scuole del territorio, tra cui gli istituti Alberghiero, Mediterraneo di Pulsano, Pitagora, Liside, oltre al Liceo Archita e al liceo artistico Calò, del Dipartimento Jonico dell’Università di Bari e delle Scuole della Marina Militare, dell’Aeronautica e dei Carabinieri, che hanno partecipato attivamente all’evento.

In particolar modo, gli studenti del Liceo Archita di Taranto hanno eseguito alcuni brani musicali tra cui la classica apertura con l’Inno Nazionale e la celebre colonna sonora de “La Vita è Bella” di Piovani. Alla suggestione delle dolci e malinconiche armonie si sono alternate le letture di storie ricercate dagli studenti e varie riflessioni personali sulla Shoah. Inoltre, i ragazzi hanno curato la proiezione di immagini estratte dai video dello scrittore Alessandro Barbero e dell’Istituto Luce della Rai.

La celebrazione è stata immersiva grazie alle opere pittoriche ed istallazioni realizzate dai liceali dell’Artistico Calò che oltre a raffigurare le atrocità dei campi di concentramento, hanno fortemente voluto rappresentare la libertà ed il diritto di essere.

Una parte della storia è stata ricordata attraverso le testimonianze dei famigliari dei deportati nei lager nazisti durante la seconda guerra mondiale, gli stessi che hanno ricevuto le Medaglie d’onore concesse dal Presidente della Repubblica e consegnate durante la cerimonia.

“Il signor Calogero Latora nato nel 1923, vincitore del concorso nella Regia Marina fu catturato dai tedeschi nel settembre del 1943 a Brioni (Pola) mentre frequentava il 9° Corso preliminare navale per allievi ufficiali. Fu internato nello Stalag 317 Campo XVIII di Markt Pongau dove rimase fino alla liberazione avvenuta il 3 settembre 1945”.

“Il signor Giuseppe Tuccella nato nel 1912 faceva parte del 9° Reggimento Alpini dell’Aquila, Battaglione Val Pescara, impegnato nelle operazioni di guerra nei Balcani. Catturato dai tedeschi il 9 settembre 1943 e deportato in Germania, fu liberato nel 1945”.

“Il signor Giovanni Cardenio, nato nel 1923, era un Carabiniere d’istanza a Roma presso la Caserma di San Lorenzo in Lucina, addetto alla vigilanza della residenza del Duce e di Palazzo Montecitorio. Dopo l’Armistizio del 1943 fu catturato dai tedeschi, deportato a Moosburg nello Stalag VII/A ed avviato al lavoro coatto prima presso l’Ospedale Militare Internazionale a Freising e  successivamente presso una fabbrica di armi a Monaco di Baviera. Liberato nel maggio del 1945, fece rientro in Italia”.

Dopo aver ricordato il passato, Antonella Cardenio, figlia del Signor Cardenio, ha raccontato ai presenti che “forse nemmeno noi abbiamo dato importanza alla storia ed al vissuto che i nostri padri hanno affrontato. Speriamo che il ricordo dei fatti accaduti possa essere un faro di luce per i giovani e per il loro futuro”.

L’ultimo saluto è stato rivolto ai ragazzi presenti in sala con l’auspicio che, attingendo ai valori ed ai diritti e doveri costituzionali, possano combattere l’indifferenza odierna e diventare custodi di questa memoria.

Una risposta

  1. Buongiorno
    Conoscere la Storia ci permette di non ripetere gli stessi errori in futuro.
    Oggi nelle scuole lo studio della Storia è passato in secondo piano o è addirittura scomparso da programmi.
    Quindi stiamo costruendo una generazione che non ha contezza del passato, e come potrà affrontare le incognite del futuro??
    Con il digitale, con l’informatica, con l’intelligenza artificiale?????
    L’eccidio degli Ebrei negli anni 1938-1945 è l’esempio lampante del comportamento degli uomini, quando non mettono in discussione gli ordini insensati ricevuti dai propri superiori.
    Riflettiamo sugli errori del passato per costruire il futuro migliore possibile.
    Saluti
    Vecchione Giulio

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