Nell’anno 2023 il traffico delle merci nel porto di Taranto si è assestato sui 14,61 milioni di tonnellate movimentate, segnando un lieve incremento del +0,3% sull’anno precedente (il 2022 si chiuse con 14.572.761 milioni di tonnellate movimentate).
Il dato positivo è stato ottenuto grazie ad un aumento del +3,4% dei carichi allo sbarco, attestatisi a 8,56 milioni di tonnellate (nel 2022 furono 8.282.009), che ha bilanciato il calo del -3,8% di quelli all’imbarco ammontati a 6,05 milioni di tonnellate (rispetto ai 6.290.752 dell’anno scorso). Inoltre a trainare la crescita del traffico complessivo è stato il rialzo del +19,0% del traffico di rinfuse liquide, legate principalmente alle attività della Raffineria ENI, che è stato pari a 4,22 milioni di tonnellate. In diminuzione, ancora una volta a sottolineare la crisi delle attività del siderurgico ex Ilva, le rinfuse solide che hanno totalizzato 7,53 milioni di tonnellate (-5,2%) ed anche le merci varie, con i carichi containerizzati che sono scesi a 178mila tonnellate (-37,2%) e quelli di altro tipo a 2,67 milioni di tonnellate (-4,3%). 
In grande crescita il totale dei passeggeri delle crociere (138.548 rispetto ai 108.810 del 2022 con un saldo positivo di 29.738) che ha fatto registrare un incremento del 27%. Con Costa che trascinerà il movimento crociere anche nel 2024.
Per quanto riguardati i dati del quarto trimestre dello scorso anno, il traffico totale è stato di 3,54 milioni di tonnellate, in aumento del +2,1% sul corrispondente periodo del 2022, di cui 2,07 milioni di tonnellate di merci allo sbarco (+5,6%) e 1,47 milioni di tonnellate all’imbarco (-2,4%). Il dato complessivo delle rinfuse liquide è stato di 1,18 milioni di tonnellate (+12,0%). Nel settore delle rinfuse solide sono state movimentate 1,73 milioni di tonnellate (-3,6%) e in quello delle merci varie 42mila tonnellate di merci in container (+227,5%) e 583mila tonnellate di altre merci varie (-2,4%). Mentre nell’ultimo mese dello scorso anno, a dicembre, il traffico totale è stato di 1.437.926 pari ad un +12,2% rispetto a dicembre del 2022, di cui 840.974 tonnellate di merci allo sbarco (+20,9%) e 596.952 tonnellate all’imbarco (+1,8%). Il dato complessivo delle rinfuse liquide è stato di 486.904 tonnellate (+16%). Nel settore delle rinfuse solide sono state movimentate 728.857 tonnellate (+ 15,7%) e in quello delle merci varie 3.952 tonnellate di merci in container (+458,2%) e 206.799 tonnellate di altre merci varie (-8,7%).
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/01/04/porto-traffico-merci-resta-nel-limbo/)
Resta ora da capire, innanzitutto, quale impatto avranno due eventi avvenuti nell’ultimo mese. Il primo riguarda la Kalypso Compagnia di Navigazione, compagnia di navigazione genovese nata nel 2021, che nelle scorse settimane ha presentato istanza di liquidazione. La Kalypso è la filiale di shipping lines della società di spedizioni romana Rif Line (il cui ad è Francesco Isola), che è entrata nel commercio Asia-Europa durante la pandemia di covid. Con il ‘fermo’ della nave portacontainer Zhong Gu Xiong An (la Kalypso infatti non ha navi di proprietà, ma l’intera flotta che ammonta a quattro unità, a noleggio con relativo equipaggio dalla compagnia cinese Zhonggu), approdata a Taranto sotto Natale, da parte di un creditore, (il trader Integr8) per forniture di carburante non pagate (2 milioni di euro), è stata dichiarata aperta la procedura di ‘liquidazione’. Alla base della conclusione di questa avvenuta imprenditoriale, da un lato diversi errori manageriali e gestionali da parte della società, dall’altro la guerra scoppiata in Medio Oriente lo scorso ottobre.
Contemporaneamente sul porto di Taranto si è affacciata la Ignazio Messina, compagnia che ha effettuato alcuni scali e qualche treno dal porto ionico, in parte per recuperare i vuoti della Kalypso. La Messina sta pianificando altre toccate su Taranto e magari con rapporto/condizioni con il terminalista più stabile, almeno questo è quanto sperano dalle parti dello scalo ionico. A ciò si aggiunge la Cma Cgm, che ha resto noto che “al fine di offrire un servizio migliore al mercato del Mar Adriatico”, ha accorpato in un unico servizio le due linee marittime per il trasporto di container finora operate con i nomi Turkey Med Express 3 (Tmx3), che finora scalava fra gli altri Trieste, Ancona, Venezia e Taranto e Adrinaf, che toccava Marghera e Taranto in direzione sud. Dalla prima settimana di gennaio , con partenza il 7 gennaio da Izmir, il rinnovato servizio di linea ha previsto l’impiego di quattro navi da 1.300 Teu di capacità massima che, con frequenza ogni 7 giorni, scalerà Gebze, Gemlik, Malta, Ancona, Rijeka, Trieste, Venezia, Koper, Bar, Taranto, Malta, Bingazi e nuovamente Izmir. Ogni rotazione completa impiegherà 28 giorni. Resta però da capire che ricaduta avranno queste operazioni sui volumi del traffico merci del porto ionico.
Il tutto in attesa di conoscere nel dettaglio il piano industriale della San Cataldo Container Terminal (società controllata dal gruppo turco Yilport che ha in concessione il Molo Polisettoriale dal 2019), visto che il 2024 dovrebbe essere l’anno del rilancio o del definitivo ridimensionamento. Tutto è ancora possibile, ma servirà la volontà di tutti perché si possa davvero concretizzare la svolta attesa da anni ed evitare che il porto di Taranto resti per sempre una grande incompiuta.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/07/22/il-porto-di-taranto-resta-allancora/)