È guerra tra l’opposizione e la maggioranza Melucci. Quest’ultima ha abbandonato la Sala consiliare ancora prima che iniziasse nel primo pomeriggio la seduta del Question time. Al secondo appello si è sciolta per mancanza del numero legale, poiché i presenti erano appena 9. Le mozioni e le interrogazioni, previsti oggi in calendario, erano stati per la maggior parte presentati dai consiglieri di opposizione. Motivo per cui, la maggioranza ha preferito non concedergli la possibilità di esprimersi in assise. Questo punto di non ritorno, tra le due fazioni, è scaturito dalla convocazione del Consiglio monotematico per sfiduciare il sindaco Rinaldo Melucci, che si terrà il prossimo 3 febbraio.

Dietro le quinte di Palazzo di Città

Queste tensioni sono in circolo da quasi un anno tra i corridoi di Palazzo di Città. La macchina amministrativa si trova in una situazione a dir poco complessa, perché paralizzata dalla perenne competizione personale tra i singoli consiglieri e i partiti. Fibrillazioni ormai arrivate al culmine e sono pronte ad esplodere come un vulcano in fermento. Sabato, come detto, potrebbe essere una giornata campale. Tuttavia, indiscrezioni rivelano che al contrario potrebbe non accadere nulla perché i consiglieri di maggioranza sarebbero intenzionati, ancora una volta, a disertare i lavori. La mancanza del numero legale, di conseguenza, farebbe sciogliere il consiglio monotematico che non potrebbe riproporsi in seconda convocazione. A giugno, in molte città della Puglia si andrà al voto e Taranto potrebbe aggiungersi soltanto che la sfiducia venisse votata entro il 24 febbraio. In caso contrario si tratterebbe di un’operazione che non gioverebbe né ai partiti e né alla comunità.

Se fra tre giorni, dunque, mancasse davvero il numero legale, il primo cittadino sarebbe salvo. E i consiglieri di CON Taranto, Piero Bitetti (che visto il momento delicato non ha voluto rilasciare dichiarazioni) e Stefania Fornaro, rimarrebbero al proprio posto senza, di fatto, aver espresso una specifica posizione nei confronti del sindaco. Si ricordi che da diverse settimane i vertici del partito regionale, ora in opposizione assieme alle altre ex forze di maggioranza, starerebbero facendo pressione su entrambi i consiglieri per sfiduciare Melucci.

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