Continua la lotta interna nel Partito democratico ionico. Nelle ultime ore, di fatti, è giunto il parere favorevole della Commissione regionale di Garanzia del Pd Puglia che ha commissariato cinque circoli tarantini. I coordinatori sono La Ciro Petrarulo di “Fratelli Cervi”, Antonio Forte dei “Tamburi”, Sebastiano Stano di “Volta – Tre Carrare”, Antonella De Marco di “Primo Maggio” e Lanfranco Rossi di “Borgo”. L’ammonizione è arrivata in seguito al documento promosso da questi circoli, sottoscritto, da oltre cinquecento iscritti e militanti di Taranto che si sono autosospesi dal partito (leggi qui https://www.corriereditaranto.it/2024/01/31/furia-partitica-e-ritirata-democratica/), in seguito a una serie di comportamenti assunto, negli ultimi mesi, dai vertici regionali e soprattutto nei confronti dei consiglieri comunali che hanno scelto di sostenere il sindaco Rinaldo Melucci anziché passare all’opposizione. Secondo il segretario regionale PD Puglia Domenico De Santis questi commissariamenti “ripristinano la corretta agibilità politica” e per cui verranno convocati direttamente i tesserati che “nelle scorse ore hanno espresso i disagi” per confrontarsi.
Il segretario cittadino PD Taranto Giuseppe Tursi d’altro canto, in una nota pubblica manifesta il suo disappunto su questi “giochetti” frutto di “scelte personali” perpetuati a discapito della città. Una comunità che vive “nell’immobilismo” e “versa in diverse difficoltà” su cui i consiglieri comunali, così come gli assessori, non proferiscono parola. Tursi, dunque, conferma la sua posizione contraria nei confronti del sindaco Rinaldo Melucci e dell’amministrazione comunale: “Il Partito Democratico non ha tempo da perdere, giochetti, con comunicati pretestuosi e gravi, o con attacchi al Segretario regionale e ai dirigenti provinciali. Il Partito Democratico continuerà a lavorare accanto alla città, ai cittadini e, in questo momento più che mai, a tutti i lavoratori colpiti dalle varie crisi che stanno piegando in due la terra ionica, tutta a guida Melucci”.
Il caso Di Todaro
Ma non finisce qui. Nel mezzo dei militanti, sospesi e non, è finito anche Emanuele Di Todaro. Già consigliere comunale ed ex presidente di circoscrizione, nei giorni scorsi è stato indicato come vice presidente di Kyma Servizi (Infrataras). Notizia che non sarebbe passata inosservata ai dirigenti locali del Pd ionico. La segretaria provinciale Anna Filippetti e il segretario cittadino del PD di Taranto Giuseppe Tursi hanno invitato, tempestivamente, Di Todaro a “rassegnare le proprie dimissioni dai ruoli ricevuti dal Sindaco”. Continua la missiva: “Azione che dovrebbe svolgersi – specificano Filippetti e Tursi – entro e non oltre 1(uno) giorno dal ricevimento della presente, oltrepassati i quali si riterrà la Sua volontà di non voler adempiere e si procederà ad ricorrere agli organismi preposti per statuto. In caso di diniego, ne discenderà automaticamente la rimozione del ricevente da ogni e qualsivoglia incarico ricoperto all’interno degli organismi del Partito Democratico”.
Di Todaro ha prontamente specificato, nella lettera in risposta ai segretari dem, che “non ha accettato alcun incarico”. Non nasconde l’amarezza per quanto richiesto e continua: “Non ho né firmato documenti, né partecipato a riunioni di CdA dell’azienda a cui si fa riferimento. Dunque, non c’è nessuna verità di fondamento”. L’ex presidente di circoscrizione sottolinea, inoltre, nella missiva che “il consigliere indicato ha a disposizione 30 giorni per accettare o meno l’incarico a cui viene designato. In tal contesto, memore del tempo assegnato, il sottoscritto stava riflettendo sull’opportunità politica e amministrativa di accettare o meno tale designazione. Valutazioni che rientrano nella sfera personale di ognuno”. Di Todaro, tuttavia ha “rinviato le accuse al mittente” e asserisce che “tale atteggiamento mi spinge oggi in maniera convinta ad accettare l’incarico ricevuto dal Sindaco”. Infine, l’ex presidente di circoscrizione riflette sulla situazione difficile in cui versa attualmente il Pd ionico e commenta: “Il vostro comportamento sta portando molti iscritti a riflettere sul perché si debba rimanere in un partito in cui ad ogni piè sospinto si coglie l’occasione, se non si è in linea, a mandar via gli iscritti senza confrontarsi nel merito di talune scelte o condivisioni” ha concluso.