Gianni Azzaro, vicesindaco di Taranto, smentisce la notizia, secondo cui sarebbe stato espulso dal Partito Democratico ionico. In questi giorni di riassestamento del partito progressista, all’opposizione in consiglio comunale, diversi esponenti, militanti e sostenitori del sindaco Rinaldo Melucci sono stati espulsi dalla Commissione di Garanzia. Tuttavia, Azzaro, specifica che questo provvedimento non è possibile sia stato preso nei suoi confronti perché quest’anno non ha rinnovato la sua tessera. Lo racconta al corriereditaranto.it.
Perché ha deciso di non iscriversi?
“Dopo tanti anni di militanza ho capito che quel partito in cui credevo e ho investito, gran parte della mia vita, oggi è cambiato”.
Perché? qual è il suo giudizio sull’attuale Pd?
“Sono sempre stato abituato al confronto, azione che negli ultimi periodi il Partito Democratico sembrerebbe aver dimenticato. E lo dico a malincuore, essendo tra i fondatori: in tutti questi anni non ha mai prevalso la logica del pensiero unico, perché era la diversità delle idee che ci univa e ci faceva sentire parte di un’unica grande squadra. Poi, qualcosa è cambiato. Lo dimostra l’estenuante caccia alle streghe, nelle ultime settimane, così come il ridimensionamento del gruppo consiliare, che da 7 è rimasto con 2 consiglieri. Mi auguro che in futuro ci sia un nuovo cambio di governance, solo così potrei pensare di fare un passo indietro”.
Spostiamoci a Palazzo di Città. Cosa potrebbe accadere nelle prossime ore?
“Sono sereno. Non si tratta di scegliere se schierarsi a favore o contro l’amministrazione Melucci, ma di preservare il territorio. Condannare la città al commissariamento significherebbe anteporre i propri interessi, sia personali sia dei partiti, rispetto alle esigenze e il futuro della città. Come già abbiamo ribadito, più volte, attualmente in cantiere ci sono diversi progetti e finanziamenti. Quest’ultimi sono legati alla variabile tempo, che di certo si perderebbe tra le elezioni e l’insediamento di una nuova giunta”.
Dunque, è fiducioso sul futuro dell’amministrazione?
“Credo che prevarrà il senso di responsabilità. Noi abbiamo già scelto da che parte stare e chi si comporterà diversamente, dovrà assumersi tutte le conseguenze”.
Certo che avendo a cuore,(ma non esageratamente per favore), gli interessi della città ha preferito non rinnovare l’iscrizione e trovarsi pronto a ogni evenienza. La prudenza ha dato i suoi risultati: infatti era vice sindaco in quanto dirigente PD e adesso si conferma in questo incarico in quanto ex PD. Come è possibile che alcuni cadono sempre in piedi? Misteri della fede.
Azzaro, facendo riferimento alla guida del suo ex partito, parla di governance, rivelando inconsapevolmente la sua visione politica aziendalista, in cui non c’è spazio per valori e ideali, ma preoccupazione soltanto per la poltrona e per lo stipendio, come appena dimostrato in aula dai consiglieri di questa maggioranza assenteista e ANTIDEMOCRATICA. Alla prossima tornata elettorale personaggi del genere spero che ritornino alle loro attività lavorative, sempre che ne abbiano una…
Azzaro è stato scelto da Melucci come vice non, come dicono i malpensanti, per salvarsi dalla crisi promettendo posti e poltrone, ma per avere un valido supporto di idee e progettualità, che sono le doti innate di Azzaro, il quale per non farsi trovare impreparato e per non essere espulso aveva già deciso di non iscriversi al PD. Quando si dice progettualità!