Novità nell’organizzazione del lavoro nell’azienda Covisian. A parlarne è l’Ugl Telecomunicazioni di Taranto che in una nota ricorda di aver avuto da sempre “un rapporto schietto e aperto con Covisian, così come altre aziende del territorio con cui si rapporta. L’organizzazione sindacale plaude all’accordo raggiunto con l’azienda di call center che permetterà alla platea dei suoi lavoratori, dallo scorso primo febbraio e sino al 31 gennaio 2025, di operare da casa. In questo modo continuerà la politica di armonizzazione dei tempi familiari e professionali, almeno per il 50% di ogni mese così come previsto dall’intesa. Questo significa comprendere e andare incontro alle esigenze di chi da sempre è un prima linea nella risoluzione delle esigenze del cliente”.

“Lo è molto meno, invece, licenziare un’operatrice per inidoneità fisica allo svolgimento delle mansioni assegnate – denuncia l’Ugl -. I lunghi anni trascorsi in postazione con la cuffia l’hanno portata a perdere l’uso delle corde vocali. Va da sé che in questo modo avrebbe enormi difficoltà a trovare un altro lavoro in qualsiasi altra azienda di qualsiasi settore. La lavoratrice ha giustamente impugnato il licenziamento e nella prima udienza è stata presente anche l’UGL, che nella difesa della lavoratrice si avvale dei legali Cirillo e Varrialedi Napoli”. L’obitettivo, come afferma Francesco Russo, segretario di Ugl Telecomunicazioni, è chiaro: “Ci auguriamo che i Giudici seguano la scia delle recenti sentenze della Cassazione, secondo cui tocchi alla parte datoriale dimostrare – afferma Russo –  l’impossibilità di adottare soluzioni alternative all’attività di partenza, in grado di scongiurare il licenziamento. Non ritenendo assolto tale onere – conclude il dirigente sindacale – confidiamo nel rigetto della posizione aziendale”.

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