Borgo paralizzato, Ponte Girevole occupato. La protesta dell’indotto del siderurgico questa mattina si è fatta più dura. Gli imprenditori che fanno parte di Aigi, l’associazione che raggruppa le imprese dell’appalto ex Ilva sono in cerca di risposte dalle istituzioni e da diversi giorni hanno sospeso le loro attività.
La protesta si è spostata a Palazzo di Città (annullata la conferenza stampa del Sindaco, Rinaldo Melucci sulle ricadute economiche del Sail GP 2023) dopo che gli aderenti ad Aigi avevano anche mantenuto durante la notte un presidio davanti alla prefettura di Taranto .
“L’unica possibilità – ha commentato Fabio Greco, presidente di Aigi – è un accordo bonario tra le parti per poter pagare i crediti immediati ai nostri fornitori. Questo ci darebbe la possibilità di ripartire”.
Le imprese invocano tutele per i crediti vantati nei confronti di Acciaierie d’Italia (almeno 140 milioni di ero) che rischiano di perdere in caso di ricorso all’amministrazione straordinaria, così come avvenne nel 2015 quando l’Ilva fu commissariata e andarono in fumo crediti per 150 milioni.
*foto Paolo Occhinegro


Buonasera
Cari amici
E’ necessario bloccare la raffineria di Taranto a tempo indeterminato
Solo questo farà finalmente muovere il Governo.
Va bene la protesta dal Prefetto e il blocco del Ponte Girevole, ma ormai per la maggioranza dei Tarantini la ex-Ilva è solo un problema non una risorsa.
Mi spiace dirlo, ma per Taranto siamo noi dell’indotto il problema perchè vogliamo una stabilimento che torni a produrre ricchezza.
Saluti
Vecchione Giulio